Browsing "arte contemporanea"
Mar 7, 2015 - arte contemporanea    No Comments

Celle (PT); Le sculture hanno rischiato grosso

 

Il parco della villa di Celle a Santomato (PT) che ospita la famosa collezione di arte ambientale nota in tutto il mondo è stato gravemente devastato dal forte vento che si è abbattuto sulla Toscana e in particolare sulla provincia di Pistoia, nella notte tra il 4 e il 5 marzo. Adesso si contano i danni.
Le perdite più grosse sono tra il patrimonio naturalistico. Alcuni degli “alberi storici” sono stati sradicati, non esistono più: vengono così a mancare importanti punti di riferimento intorno ai quali si è sviluppata l’intera collezione di arte ambientale.
Piante secolari che negli anni hanno visto passare i maggiori protagonisti dell’arte contemporanea italiana e straniera e che in qualche modo hanno dialogato con loro, sono stati spazzati via in una notte.
Hanno rischiato molto le circa ottanta opere tra cui Buren, Folon, Morris, Poirier, Cecchiniecc. disseminate nel parco. Per queste i danni sembrano essere più lievi anche se proseguono le indagini per verificarne la statica e l’integrità. In una manciata di ore è stata dunque ridisegnata la morfologia di un parco secolare che da oltre un trentennio accoglie la collezione d’arte di Giuliano Gori.
(Enrica Ravenni per exibart)
Mar 6, 2015 - arte contemporanea    No Comments

Segromigno in Monte (LU): Daniela De Lorenzo

Il territorio italiano è uno dei più ricchi al mondo di luoghi storici di grande pregio, che possono costituire un interessante contesto per proporre dialoghi e confronti tra antico e contemporaneo, all’insegna del rispetto di un genius loci che viene riletto e interpretato dagli artisti in maniera complessa ma sempre interessante. Predisposte per struttura e disposizione spaziale ad accogliere opere, installazioni e performance le ville sono state per secoli uno dei luoghi ideali per questo genere di manifestazioni, proprio per la loro storia  legata allo svago, all’ozio e al riposo, che suggerisce momenti di pausa e riflessione, contrapponendo al negotium quell’otium salutare per sviluppare la creatività e il pensiero.
Nel cuore della lucchesia, la magnifica Villa Mansi , circondata da un parco progettato dall’architetto Filippo Juvarra nel Settecento, ospita fino al 15 marzo “Pari passo”, la mostra personale di Daniela De Lorenzo, che ha “abitato” con nove opere recenti (alcune realizzate per l’occasione) alcune sale del piano nobile, con volte decorate da affreschi a soggetto mitologico, attribuiti al pittore lucchese Stefano Tofanelli,  stucchi e grottesche. Introdotta da un testo lucido e puntuale di Bettina Della Casa, fin dal primo impatto la mostra denota il perfetto accordo ricercato dall’artista con lo spazio, in un equilibrio ed armonia davvero ammirevoli e non comuni. Il fil rouge è il corpo, ideale fulcro della ricerca dell’artista: “ogni singola opera individua nel corpo umano il suo centro d’indagine” puntualizza Bettina Della Casa. Protagonista dunque, ma non sempre immediatamente presente nella struttura dell’opera. Se in Escamotage (2010) assume la forma dell’impronta di un ginnasta mentre compie un esercizio al limite del contorsionismo all’interno di un bassorilievo in feltro grigio, che appare e scompare a seconda delle gradazioni della luce naturale, in Pantomima un panno di feltro rosso assume la forma della spalla e del braccio dell’artista, appoggiato su un piano che ricorda un tavolo anatomico.
 Daniela De Lorenzo, Pari passo, vista della mostra
In un’altra sala l’artista ricama frammenti dell’apparato di vene e arterie su un tessuto bianco, dove si trasformano in paesaggi antichi e incerti, dove le traiettorie del sangue diventano rami, alberi o boschetti , quasi ad introdurre in maniera gentile e sussurrata i lavori più recenti dell’artista, e forse i più pregnanti per comprendere l’evoluzione della sua ricerca.Contrattempi (2014) riprende la struttura di Pantomima ma ne sviluppa le potenzialità  attraverso una definizione di una forma che muove verso l’assenza e l’evocazione: le due teste in cartone chiaro , realizzate per strati incollati uno sull’altro sono prive della parte centrale , e vivono così di un’ambiguità che le apparenta ai grandi maestri della scultura del secolo scorso, da Umberto Boccioni a Costantin Brancusi fino a Bruce Nauman. Infine arriviamo a Indizi (2014), dove la sintesi è ancora più estrema: un pannello in MDF appoggiato a pochi centimetri da terra mostrano 4 intarsi in filo bianco che corrispondono alle traiettorie compiute dalle nostre pupille mentre osserviamo un’immagine. Dal corpo come riferimento diretto si passa qui ad azioni del corpo invisibili ma fondamentali, che definiscono nuove traiettorie per la futura evoluzione del pensiero di De Lorenzo:il materiale passa dalla forma al segno, acquistando senso e significato, come direbbe Michelangelo, “per via di levare”. Infine, un meritato ringraziamento ad Eva Perini, fondatrice di Sentiment of Beauty, un progetto di Vitalità Onlus che sostiene progetti legati all’arte, all’ambiente e all’artigianato d’eccellenza.
exibart
Ludovico Pratesi
Mar 4, 2015 - arte contemporanea    No Comments

Colllesalvetti (LI): Virgilio Marchi

Si è tenuta ieri alla presenza del Sindaco Bacci e della curatrice della Pinacoteca, Francesca Cagianelli, la conferenza stampa di presentazione della nuova mostra dedicata alle opere di Virgilio Marchi, che verrà inaugurata alla Pinacoteca Comunale “C. Servolini” giovedì 5 marzo alle ore 17.00.

 

“, ideata in occasione del 120° anniversario della nascita dell’artista, è promossa dal Comune di Collesalvetti in collaborazione con la Fondazione Livorno e con “Massimo and Sonia Cirulli Archive” di New York. 

Protagonista indiscusso della seconda stagione del futurismo italiano, Virgilio Marchi (Livorno 1895 – Roma 1960), sensibile all’insegnamento di Giacomo Balla e vicino a Filippo Tommasi Marinetti, si impose non solo come architetto futurista di registro nazionale, ma, grazie alla sua partecipazione alle vicende della Casa d’Arte Bragaglia, si colloca tra i principali collaboratori, in sede di scenotecnica, di Luigi Pirandello, Massimo Bontempelli e Bruno Cicognani, fino a risultare scenografo cinematografico di eccezione al fianco di registi quali Alessandro Blasetti, Roberto Rossellini e Vittorio De Sica.

 

La mostra, un percorso espositivo ampio e articolato della produzione di Virgilio Marchi, presenta oltre cinquanta opere, dal nucleo di straordinarie xilografie concepite per l’illustrazione della Santa Caterina fino agli studi per il Teatro S. Marco (1926), per il Politeama (1943) e per il Cinema Odeon di Livorno (1946), passando per i costumi di scena ideati L’Italiana in Algeri (1929) e la Cenerentola (1929).

 

E’ stato inoltre presentato il calendario degli eventi organizzato a latere della mostra, denso di conferenze, incontri e letture teatrali.Protagonisti di tale programma saranno, tra gli altri, personaggi del calibro di Emanuele Barresi, Giuseppe Ranucci e Marco Sisi che hanno illustrato gli eventi proprio nel corso della conferenza stampa.

 

Ancora una volta, partendo dalle figure dei Servolini,viene tessuta da Collesalvetti la trama di una riscoperta delle personalità artistiche che hanno caratterizzato il ‘900 livornese” ha commentato il Sindaco Bacci. “Questa volta scopriamo con interesse e piacere l’artista Virgilio Marchi, con un programma denso di appuntamenti che spazieranno tra cinema, conferenze e letture recitate, per una primavera all’insegna dell’arte e della cultura”.

 

 
Mar 4, 2015 - arte contemporanea    No Comments

Firenze: Edoardo Malagigi

 

pubblicato martedì 3 marzo 2015

Libertà di matita libertà di pensiero, Edoardo Malagigi - da Sensus, Firenze
Sensus Vetrina di Fiesole ospita una nuova installazione, un’opera site-specific realizzata dall’artista e designer Edoardo Malagigi sull’onda emozionale dei tragici fatti di Parigi.
Come tutti sanno l’attentato terroristico alla redazione della rivista Charlie Hebdo è stato vissuto dall’Europa e da tutto il mondo civile come una orribile e vile azione di esponenti del mondo musulmano, per altro non sufficientemente sconfessati dalla parte moderata dello stesso.
Come seconda istanza rimane legata a questa azione, negli animi delle moltitudini di persone che l’hanno subita, un senso di impotenza e di timore per le nostre vite, esposte senza possibile protezione agli eccessi potenziali e imprevedibili di queste persone che usano la religione come mezzo di sopraffazione e controllo ai loro fini di potere.
Una terza gravissima conseguenza rimane quella della censura legata al ricatto violento e alla sopraffazione culturale. Il tentativo di impedire la libera circolazione delle idee e dei pensieri è la molla che ha fatto agire Malagigi che con tutta la forza del suo spirito ha cercato di contrastarla creando un oggetto pratico e simbolico insieme, dando fisicità al suo sentire in reazione all’accaduto.
Da designer, abituato a convertire le cose astratte in reali, ha creato una matita fuori scala di circa 6 metri alla quale ha assegnato il titolo Libertà di matita, libertà di pensiero. Di questa ne ha realizzato una seconda versione di circa 90 centimetri sulle misure della Vetrina di Fiesole. Entrambe leggere, la prima realizzata in cartone come certi giochi per bambini, ha la forza delle cose che ci parlano mute e la surreale autorevolezza della dimensione, l’altra è una vera e propria scultura in legno di balsa, lavorata con la perfezione di un ottimo ebanista ed è in scala 1 a 10 rispetto ad una matita vera. Entrambe posseggono una intrinseca potenza espressiva che da sola vale quanto un esercito.
Alla costruzione della prima grande matita è seguita un’azione che è consistita nel portarla in spalla dallo studio di Fiesole fino a Firenze, con varie tappe, fino ad arrivare alla sede di Sensus. Di questa marcia dalla forza espressiva e simbolica, paragonabile a quella dei tedofori che attraversano il mondo per accendere il braciere che segna l’inizio delle Olimpiadi, è rimasta una traccia nelle foto e nei video realizzati da chi ha voluto accompagnare l’artista nella sua performance. Rimane negli occhi di chi ha visto in questa lunga passeggiata una immagine di serenità e di pace, forse non prevista o immaginata dall’autore, carica dello stupore generato dalla gita di un gigante uscito da una fiaba che se ne va in giro con una improbabile matita simile ad un gotico missile pronto ad essere lanciato nell’enormità dello spazio. La morale di tutto questo è il bisogno di sovradimensionare un simbolo, per renderlo almeno pari allo sdegno che è stato provocato dalla tragedia di Charlie.
LE ALTRE SPEED NEWS+ archivio speed
Mar 2, 2015 - arte contemporanea    No Comments

Firenze: Musei in frachising

La mania che ha già contagiato Louvre e Guggenheim, che di recente hanno inaugurato le loro sedi ad Abu Dhabi, potrebbe aver fatto breccia anche nel cuore fiorentino degli Uffizi.

Al momento si tratta solo di un’idea che ha spinto Dario Nardella, sindaco di Firenze, ad intraprendere un viaggio a Ningbo, Nanchino e Shanghai con “l’obiettivo di potenziare i rapporti tra Firenze e le altre città” – come ha dichiarato lui stesso, aggiungendo che con il sindaco di Shanghai è emersa l’ipotesi di una succursale cinese del più grande museo fiorentino.

Galleria degli Uffizi a Firenze

Galleria degli Uffizi a Firenze

“La Cina è molto interessante perché è una nazione con centinaia di milioni di potenziali visitatori” – ha aggiunto Nardella in un’intervista ad ArtEconomy24. “Shanghai poi rappresenta la megalopoli di punta, e a questo si aggiunga anche il grande interesse dimostrato verso Firenze. L’idea è nata anche per questa ragione”.

In un nuovo viaggio, previsto per il 19 marzo, l’imprenditore tessile assiduo frequentatore della Cina, Mario Razzanelli, svilupperà la questione e la messa in cantiere di un distaccamento degli Uffizi in Cina potrebbe diventare realtà.

Nel frattempo, il ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini ha chiesto di essere tenuto al corrente di tutte le possibili novità.

Pagine:«1234567...307»