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Feb 3, 2015 - arte contemporanea    No Comments

Prato: Volano gli stracci

 

Clara Vannucci..

Decine di camicie colorate su fili invisibili si arrampicano sulle mura antiche di Prato. Se c’è vento tremano, se c’è sole brillano. Quando saranno usurate i cittadini le sostituiranno. Le guardi e ti senti parte di un mondo fragile, proprio quello che l’artista finlandese Kaarina Kaikkonen vuole comunicare con la sua opera, Crossing borders. Appare invece solo al buio, sui muri di piazza di S. Maria in Castello, il volto de La grande sognatrice di Fabrizio Corneli. Se la fissi, ti fa rilassare. Sono le installazioni permanenti prodotte per l’evento Prato contemporanea della scorsa primavera, che preparano il terreno all’apertura della nuova ala del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci e alla sua promozione a Museo regionale, per meglio rilanciarne l’eccellenza dopo 25 anni di attività. Un evento che rinfocola la vocazione primaria della città: sperimentare. Energia congenita in continuo divenire, dove oggi è già domani e il passato ha un futuro. Il nome stesso e i suoi anagrammi lo confermano: è prato che accoglie; porta da cui si entra e si esce; parto nel senso di andare, ma anche di venire al mondo; porat, che in lingua dalmata significa porto, viavai di genti, mercanzia, amori.

Una roba elaborata Prato, che merita più attenzione specie da chi la conosce solo per la lavorazione dei panni e per quei 40mila cinesi – tra regolari (oltre 20mila compresa la provincia) e non – che nel giro di vent’anni sono entrati nel suo ventre mangiandosi un pezzo di imprese e provocando una crisi che ha costretto a ripensare vecchi modelli e sperimentarne di nuovi. Tra cenci e cinesi si è materializzata una terza “c”, la cultura, che grazie a lungimiranti investimenti del Comune sta aprendo la strada al turismo. Sfida coraggiosa con Firenze a poco più di 15 chilometri. «è un’azione geniale» dice lo scrittore ed ex industriale Edoardo Nesi, pieno di amore e rabbia per la sua terra in Storia della mia gente. «Tipica dei pratesi che hanno sempre cavalcato i cambiamenti e che ricorda una frase dello scrittore Richard Ford: “l’economia in qualche modo soccomberà a un atto dell’immaginazione”».

 

Feb 3, 2015 - arte contemporanea    No Comments

Lucca: Villa Mansi

Villa Mansi è un luogo lontano dalla “comunicazione” continua del mondo dell’arte, ma uno spazio poetico nelle campagne intorno a Lucca.
Che però non è vuoto, né tantomeno immobile, e attualmente ospita la terza edizione di “Sentiment of beauty”, iniziativa organizzata da Progetto Vitalità Onlus, che porta in casa una serie di opere di artisti – in quelle che sono vere e proprie personali – e alterna tavole rotonde d’artista, dove personaggi di varia natura sono chiamati, appunto, ad interrogarsi intorno alla bellezza.
Per quale motivo? Lo scopo è nobile: si tratta di momenti di fundraising per finanziare i programmi di arte contemporanea nelle scuole, con il programma “Vitalità a scuola”, trasmettendo questi valori ai bambini fin da piccoli: la voglia di mettersi insieme, dunque, per diffondere la bellezza.
E stavolta, fino al 15 marzo, ad affollare le stanze della Villa, aperta su appuntamento, è l’artista fiorentina Daniela De Lorenzo, che inserisce otto sculture nell’architettura e sui muri della casa. Biennale di Venezia nel 1988, con mostre anche alla Neue Galerie am Landesmuseum Joanneu di Graz e alla XV Quadriennale d’Arte di Roma, forse la ricorderete anche come la vincitrice della quarta edizione del Premio Terna per la categoria Terawatt. Volete visitare la Villa? Impegnarvi per il contemporaneo visto da una prospettiva decisamente più romantica? info@progettovitalita.it
Gen 31, 2015 - arte contemporanea    No Comments

Bagno Vignoni (SI): La Tartaruga

 

Un po’ strano inaugurare una galleria d’arte con una mostra non dedicata a un artista ma ad un gallerista, non trovate?
Ma se questo gallerista si chiama Plinio De Martiis allora le cose cambiano. Se poi lo spazio che ospita la nuova “Art House” di Bagno Vignoni, in provincia di Siena, è proprio la casa dove aveva abitato De Martiis, che visse in Val d’Orcia negli ultimi anni della sua vita, allora non c’è che dire: un tributo necessario.
E così, domenica mattina, il nuovo spazio toscano vedrà la luce ripercorrendo le scelte coraggiose e lungimiranti di un gallerista dalla profonda carica innovativa, grande sperimentatore nell’ideare e organizzare eventi espositivi, in una mostra intitolata “Io e Plinio, il saluto”, a cura di Mario Pissacroia.
Romano di adozione (era nato nel 1920 a Giulianova, in Abruzzo), De Martiis aveva fondato nel 1954 la Galleria La Tartaruga. Fotografo appassionato, aveva lavorato anche come reporter per L’Unità e Il Mondo, prima di rivoluzionare il mondo dell’arte italiano portando, per la prima volta nella penisola, l’arte astratta americana.
“Premio Michetti alla Carriera” nel 2003, nel 2007 l’Abruzzo aveva voluto omaggiarlo con una grande mostra alla sua memoria, così come domenica insieme alla figura del gallerista rivivrà anche la musica di Luciano Berio, che alla Tartaruga aveva più volte suonato fino alla sua chiusura, nel 1984, con le opere di Vincenzo Agnetti, Franco Angeli, Enrico Baj, Alberto Burri, Ennio Calabria, Tommaso Cascella, Tano Festa, Franco Fontana, Sergio Lombardo, Robert Mapplethorpe, Sebastián Matta, Carlo Mattioli, Gastone Novelli, Achille Perilli, Gerhard Richter, Mimmo Rotella, Mario Schifano, Ugo Sterpini. Per ricordare un gallerista con le intuizioni dell’artista.
(Nella foto Pino Pascali con il suo Colosseo, alla Tartaruga)
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