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Dic 20, 2014 - beghe    No Comments

Siena: Salvare l’Enoteca Nazionale

Una notizia, un saluto e un augurio. Così Pasquale Di Lena lancia una concreta speranza per il rilancio della struttura permanente nel campo della promozione e dell’immagine del vino italiano

Care amiche, cari amici,

nel ringraziare ognuno di voi della firma posta alla petizione, lanciata due settimane da me e dai miei presidenti Margheriti e Tattarini, inoltro il comunicato stampa che annuncia una forte iniziativa della Commissione Agricoltura – Regione Toscana per evitare la chiusura dell’Enoteca.
L’Appello “ No alla chiusura dell’Enoteca italiana di Siena e l’impegno del consigliere regionale Marco Spinelli e di quanti con lui si sono adoperati per il raggiungimento di questo primo importante risultato, hanno sicuramente dato quel contributo a rilanciare le speranze di rilancio dell’Enoteca Italiana. Un impegno che serviva per squarciare l’indifferenza di fronte all’annunciata chiusura della sempre più centrale e preziosa struttura permanente nel campo della promozione e dell’immagine del vino italiano. Ora, bisogna cogliere questo primo importante risultato per sollecitare il Governo e il suo Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali; gli enti senesi; le Regioni e il mondo vitivinicolo, e avere la risposta del loro impegno. Una risposta che, insieme alle idee, i progetti e un programma di attività, è fondamentale per il rilancio dell’Enoteca.
Ancora grazie per quello che avete fatto e continuate a fare. A voi i miei migliori saluti e gli auguri di Buone Feste.

Pasquale Di Lena

Enoteca Italiana, la Regione stanzia un milione di euro
18 dic, 2014

«L’Enoteca Italiana, per il suo importante e tangibile ruolo nella promozione, diffusione e conoscenza a livello mondiale dell’eccellenza vitivinicola senese e per la sua capacità occupazionale merita di avere un’opportunità di rilancio anche attraverso un contributo pubblico. Saluto quindi positivamente lo stanziamento di un milione di euro deciso oggi a seguito dell’iniziativa del consigliere Spinelli, da me sostenuta, e condivisa dai componenti della Commissione Agricoltura. Ma ciò purché si volti veramente pagina rispetto alla gestione passata. La disponibilità data dalla Regione potrà concretizzarsi solo di fronte a un progetto di rilancio credibile che veda Enoteca Italiana operare con logiche di mercato, con l’impegno anche degli enti proprietari e senza l’influenza della politica. Un’opportunità che la Regione offre per aiutare una realtà che svolge una funzione positiva per il territorio e per tutelare i molti dipendenti che vi lavorano e che senza un nuovo piano di rilancio rischierebbero di perdere la loro occupazione».

Così Claudio Marignani, vicepresidente della commissione regionale Agricoltura in merito allo stanziamento di un milione di euro a sostegno di un possibile progetto di rilancio dell’Enoteca Italiana deciso oggi a seguito dell’approvazione di un emendamento alla Legge Finanziaria.

T N

Dic 1, 2014 - beghe    No Comments

Carrara: Concorrenza: porchettaro oscura negzio

Dietro al banco della porchetta c'è...
Dietro al banco della porchetta c’è il negozio Gabrielli

Se il banco della porchetta oscura uno dei negozi storici della città. Polemiche alla fiera di Sant’Andrea, a Carrara. La nuova riorganizzazione delle bancarelle, che le ha fatte passare da 270 a 163, ha provocato  anche una riasegnazione dei posti. La conclusione è che ieri mattina lo storico negozio Gabrielli, da trentacinque anni in via Roma, si è visto completamente “tappato” da un maxi camion di porchetta e hot dog.

“Una situazione paradossale – spiega la contitolare – con l’ombrello non avevo neppure lo spazio per il passo. Dall’interno del negozio non si vede non solo la strada, ma neppure il cielo”.

E così davanti al negozio “oscurato” sono arrivati i vigili, l’assessore alle Attività Produttive Fabio Traversi e l’architetto Bessi. Dall’amministrazione è arrivata anche una spiegazione: “Con la riassegnazione dei posti della fiera si scelgono le metrature da occupare, in base alla legge regionale. Quindi quel camion non sarebbe fuori legge”.

Ma da Palazzo civico è arrivata comunque una mediazione: grazie alla collaborazione di una altro commericante, che ha un banco di pentole, di dimensioni decisamente più ridotte, per la mattinata di lunedì, verrà effettuato un cambio. Con attenzione anche a ristabilire i varchi per gli accessi ai negozi”.

Intanto per il negozio Gabrielli è stata una domenica in stile bunker: l’attività è rimasta aperta, in occasione della fiera. “Lo facciamo per la città, perchè chiudere non sarebbe giusto”-

A. Vivoli

Ott 18, 2014 - beghe    No Comments

Siena: Con un palmo di naso difronte a Matera

 

Matera
Sarà la città dei Sassi la Capitale Europea della Cultura del 2019. «La cosa più importante della sfida vinta da Matera è la straordinaria capacità progettuale d’insieme che hanno messo in campo le 6 città della short list», ha dichiarato il Ministro Dario Franceschini.
La cittadina lucana, 60mila abitanti, è stata scelta da Steve Green, presidente della giuria, e da tredici esperti tra italiani e stranieri, più il rappresentante della Commissione europea, K. Bartak.
Ma c’è speranza anche per Cagliari, Siena, la vicina Lecce, Ravenna e Perugia, le altre cinque che non hanno passato il turno: «Il programma Europa 2019 prevede di sostenere la realizzazione del lavoro progettuale anche delle città che non hanno vinto», riporta ancora Franceschini. L’altra novità è che invece anche per l’anno prossimo avremo una  Capitale Italiana della cultura, per cui chissà che non vi siano novità. «La prossima volta che l’Italia avrà la capitale europea sarà nel 2033 ed è quindi evidente che una capitale della cultura a livello nazionale e ogni anno, offrirà invece una opportunità di competizione virtuosa a tutte le città italiane grandi e piccole, in grado di far scattare gli stesso meccanismi positivi e straordinari in termine di progettazione unitaria e creatività che abbiamo visto ora tra le 6 città finaliste», ha chiosato il Ministro. In bocca al lupo, intanto, per un altro simil-EXPO. Ma almeno qui un po’ di tempo c’è.
exibart
Set 30, 2014 - beghe    No Comments

Siena:. Fra le capitali della cultura

Quando si parla di capitali europee è inutile far finta che solo la cultura entri in gioco come discrimine. Ci sono i fattori della “rete”, nel senso più ampio del termine, dell’offerta che una città può offrire, dei servizi correlati, e ovviamente anche di politica e strategie. Quali saranno i centri italiani candidati al 2019 come “capitali della cultura” lo sappiamo, ma stamattina alle 10 al MAXXI se ne discuterà più approfonditamente, forse come mai si è fatto finora, in un incontro promosso dalla sezione Architettura del museo romano sulla base di un concept elaborato con PPAN – Comunicazione e networking in collaborazione con il MIBACT Segretariato Generale e Direzione Generale PABAAC e a cui hanno aderito anche ANCE, ANCI/Fondazione patrimonio comune e le sei le città candidate. Obiettivo del progetto è creare un’occasione di comunicazione per tutte le “capitali”, prima della selezione insieme alla bulgara Plovdiv. Un appuntamento aperto a tutti, ma specialmente per  amministratori, rappresentanti della politica, operatori culturali, progettisti, costruttori, developer, mondo finanziario, comunicatori e imprenditori.
exibart
Set 21, 2014 - beghe    No Comments

Firenze: Si contano i danni

 

Uffizi, esterno
A Firenze dopo la bomba di acqua e grandine che ieri ha colpito la città e costretto ad evacuare anche il Museo degli Uffizi, oggi si contano i danni.
Secondo la Soprintendenza, che però rimarca un “ottimo intervento del personale e delle ditte esterne che si sono prestate con grande dedizione”, la cifra stimata del disastro è pari al milione e mezzo di euro.
Il Giardino di Boboli resterà chiuso probabilmente per tutta la prossima settimana, mentre a Palazzo Pitti resta chiusa una parte della Galleria del Costume interessata dalle infiltrazioni d’acqua piovana.
Chiuso per la prossima settimana, fino al 24, anche il Museo di San Marco, dove le infiltrazioni d’acqua all’interno dell’edificio hanno riguardato vari ambienti, coinvolgendo anche quattro tavole dipinte.
Palazzo Davanzati è invece aperto e stasera non sarà a rischio la “Giornata Europea del Patrimonio”, ma resterà chiusa la Sala dei merletti che ha subito gravi danni, già al vaglio di tre restauratori dell’Opificio delle Pietre Dure. Le infiltrazioni d’acqua qui hanno riguardato anche alcuni dipinti. Il resto, è salvo. Segno, deciso, che i musei fiorentini hanno dimostrato un buon grado di conservazione. Difficile però pensare di prendere misure preventive per eventi meteorologici di tale portata e così inaspettati.
 exibart
Set 17, 2014 - beghe    No Comments

Lucca: Non è una cittadina di campagna

ALESSANDRO LAZZARINI

Alla presentazione del nuovo modulo di cure intermedie al Campo di Marte il direttore generale della Asl2 Joseph Polimeni ha definito Lucca ‘cittadina’ al pari di Marlia e Altopascio. Il sindaco Tambellini ha reagito piccato citando Maria Luigia D’Asburgo Lorena e ricordando che Lucca “da semplice cittadina è diventata la città che conosciamo ora“, il presidente della Provincia ha ammonito bonariamente Polimeni invitandolo a “non commettere più un errore simile“. Il direttore si è scusato dicendo di essersi confuso e il prefetto Cagliostro ha chiuso il siparietto invitando al perdono con Baccelli che ha commentato “il perdono non è cosa umana“.

Poche ore prima a Palazzo Ducale la Confederazione italiana agricoltori aveva convocato una conferenza stampa per criticare il Piano paesaggistico adottato dal consiglio regionale, “Un documento che ‘disegna’ la Piana di Lucca come una cartolina dell’agricoltura di 40 o 50 anni fa. Si parla, infatti, di prati attorno a Lucca, ma oggi non è più questa la realtà” spiegava il responsabile Adelmo Fantozziintroducendo il concetto che la visione dissociata dalla realtà del territorio potesse portare a una tutela paesaggistica penalizzante per le attività agricole.

Episodi scollegati che però riportano di attualità il tema dello sviluppo sia culturale che urbanistico di un territorio che, di fronte a un contesto che vede accentrarsi servizi, benessere e opportunità verso le aree metropolitane o urbanizzate, oggi si trova di fronte alla necessità di abbandonare l’immobilismo e la gestione da borgo rurale per prendere coscienza di una sua nuova dimensione che non può più essere equivalente a quella di un paesino della campagna toscana che gli amministratori vorrebbero assegnargli.

Lo sviluppo dell’hinterland senza alcun criterio urbanistico ha consumato suolo e verde senza restituire a Lucca una realtà in grado di emanciparsi dalla dipendenza dal Centro Storico; in periferia non esistono architetture accattivanti, quartieri pensati per essere vissuti, ne’ poli di aggregazione alternativi alla vecchia città medievale.
Quello che fu il contado, individuabile nell’area di Capannori, è oggi un comune che rivendica importanza e che ha chiesto il riconoscimento (non ancora arrivato) del titolo di ‘città’; sede di una della zone industriali più importanti dell’intero centro Italia, pur presentando ampie aree rurali di notevole interesse anche larga parte del compresorio capannorese non è più l’area rurale dei tempi andati.

In questo contesto così complesso le sinergie fra i Comuni della Piana non sembrano essere all’altezza di un territorio che oggi, di fronte alle esigenze della modernità, si snoda su un’area urbana pari a quella di Bologna ma manca ancora di un sistema tangenziale, di un servizio di trasporto pubblico che sia davvero utile ai cittadini e delle infrastrutture essenziali a proporsi come area su cui investire per il futuro, laddove la campagna non sembra avere il potenziale per un indotto e una produzione di ricchezza in grado di garantire un futoro roseo al territorio. Non che per questo non vada valorizzata ma, finiti i tempi della ‘vacche grasse’ del risparmio e del settore bancario, supporto del settore produttivo e del turismo verso il Centro Storico sembrano essere le uniche aree di investimento e sviluppo possibili.

Gli amministratori, del tutto incuranti del dovere di gestire con concretezza il materiale a loro disposizione, continuano ad anteporre allo sviluppo efficiente di una realtà ormai consolidata i massimi sistemi che sono diventati i cavalli di battaglia di una sinistra che non può più essere contraddetta: vita bucolica, piste ciclabili in qua e la’ senza criterio e utilità, sudditanza ai comitati ‘nimby’ del ‘no’ a prescindere, non sono ciò di cui Lucca ha bisogno per superare il complesso del dormitorio di sudditi che circonda la città murata. Una ‘cittadina’ è un piccolo centro abitato di scarsa importanza, una definzione che senza una repentina e improbabile inversione di tendenza sembra calzare a pennello per il futuro della Piana di Lucca.

Alessandro Lazzarini per loschermo

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