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Feb 25, 2015 - grandi manovre    No Comments

Firenze: Agli Amici della Musica

Sabato 28 Febbraio, al Teatro della Pergola (ore 16), torna nei cartelloni degli Amici della Musica il favoloso Coro della Radio Svedese, guidato nell’occasione dal suo direttore principale Peter Dijkstra: uno dei più popolari e celebri gruppi corali, trentadue cantanti professionisti ammirati per la perfezione dell’intonazione e per la superlativa qualità timbrica delle loro voci, e non a caso richiestissimi da direttori come Gergiev, Harding e Muti per concerti e registrazioni. Voci che potranno essere ancora una volta ammirate in un nuovo appuntamento del ciclo Omaggio a Bach, che stavolta rende omaggio ad uno degli indiscussi padri della musica presentando i Sei Mottetti BWV 225-230.

 

 

Un inusuale ma prestigioso quartetto di musicisti è protagonista dell’appuntamento di Domenica 1 Marzo (ore 21), al Saloncino del Teatro della Pergola: lo formano i fratelli tedeschi Jörg e Carolin Widmann, rispettivamente clarinettista e violinista, il violoncellista anche lui tedesco Alban Gerhardt e il pianista russo Alexander Melnikov. Si presentano in varie combinazioni, in un programma tutto incentrato sul Novecento: ad aprirlo sono la Sonata per violoncello e pianoforte di Debussy e i Contrasti per violino, clarinetto e pianoforte di Bartok, mentre ad occupare l’intera seconda parte della serata è il noto Quatour pour la fin du temps, pagina visionaria e carica di tensioni mistiche che Olivier Messiaen ideò e fece eseguire per la prima volta nel lager nazista di Görlitz, dove era tenuto prigioniero.

 

Tutti musicisti di prim’ordine, a cominciare da Carolin Widmann, violinista al fianco di direttori come Chailly, Jurowski e Norrington, nominata “artista dell’anno” agli International Classical Music Awards (2013). Personalità particolarmente versatile, il fratello Jörg Widmann affianca all’attività di clarinettista anche quella di direttore d’orchestra (è direttore ospite principale della Irish Chamber Orchestra). È anche un apprezzato compositore: alcune sue partiture hanno conosciuto le esecuzioni di Pierre Boulez e di Mariss Jansons. Come clarinettista, lo si ascolta spesso al Lincoln Center di New York, al Festival di Salisburgo e al Musikverein di Vienna. Particolarmente impegnato nella musica contemporanea è anche Alban Gerhardt, violoncellista che padroneggia un repertorio particolarmente vasto e che spesso si trova al fianco del violinista Christian Tetzlaff e del flautista Emmanuel Pahud. Tiene anche un seguitissimo blog, dove racconta di viaggi e concerti. Cresciuto alla celebre scuola pianistica di Mosca capitanata da Sviatoslav Richter, il pianista Alexander Melnikov ha sviluppato anche un particolare interesse per la prassi esecutiva storica: insieme al clavicembalista Andreas Staier ha concepito un programma dove la musica di Bach e Sostakovic dialogano. Sua frequente partner in recital è la violinista Isabelle Faust, con la quale ha realizzato l’incisione integrale delle Sonate di Beethoven, cd che ha ottenuto il Gramophone Award e il Premio ECHO Klassik.

 

Viene recuperato Lunedì 2 Marzo (ore 21), al Teatro della Pergola, il recital annullato nello scorso Dicembre di Mikhail Pletnev, noto pianista russo che torna nei cartelloni degli Amici della Musica di Firenze a più di otto anni dalla sua ultima apparizione. Invariato il programma, con una prima parte dominata da Beethoven, qui autore delle Sonate op.14 n.2 e dell’op.31 n.2 (la celebre “Tempesta”), mentre la seconda parte è interamente dedicata al pianismo visionario di Scriabin e dei suo 24 Preludi op.11, portati a termine dopo ben nove anni di lavoro. Scelte che non mancheranno di mettere in luce le doti di virtuoso e la capacità di sottigliezze espressive che Pletnev, eccezionale talento musicale già in giovanissima età, rivela regolarmente nelle maggiori sale concertistiche del mondo, come solista o al fianco di direttori quali Abbado, Gergiev, Mehta, Thielemann.

Fra i più significativi rappresentanti della scuola interpretativa russa, come pianista si è affermato fin da giovane in importanti concorsi (ha vinto la medaglia d’oro ed il primo premio al Cajkovskij di Mosca, nel 1978) e ogni sua apparizione lo ha fatto salutare come interprete di rilievo di un esteso repertorio. Pletnev è però anche un noto direttore, che ha fondato (nel 1989, grazie all’appoggio di Mikhail Gorbachov) e dirige stabilmente l’Orchestra Nazionale Russa, con la quale appare in registrazioni e in numerosi concerti; ed è poi compositore, fra l’altro autore di un Concerto per viola tenuto a battesimo da Yuri Bashmet. Fine trascrittore pianistico di Cajkovskij (celebre rimane la sua Suite dallo Schiaccianoci), ha arrangiato anche il Concerto per violino di Beethoven per clarinetto. Per l’importanza della sua attività di musicista, Pletnev ha ricevuto diversi riconoscimenti ufficiali, l’ultimo dei quali è il Premio Presidenziale per il suo contributo alla vita artistica della madrepatria Russia.

Feb 25, 2015 - grandi manovre    No Comments

Siena: Sul Chianti classiico volano i droni

Il materiale raccolto sarà poi presentato al convento Santa Maria in Prato e farà da cornice agli eventi per il fuori Expo. Inaugurazione prevista per il 24 aprile

Foto e video mozzafiato, da una prospettiva unica e privilegiata: sul Chianti Classico volano i droni.

Chi si dovesse trovare a passare dai luoghi del Chianti Classico in questi giorni, potrebbe sentire il ronzio dei droni, per ora in azione per fotografare e realizzare video che serviranno per una bellissima iniziativa.

Dal 24 aprile, infatti e fino al 31 ottobre, il Chianti Classico avrà uno spazio tutto suo all’interno di Santa Maria in Prato, il vecchio convento del 1200 che si trova a Radda in Chianti in provincia di Siena e che allo scorso anno è la location per tutt gli event del Consorzio. All’interno di questo mini polo museale, il Chianti Classico si metterà in mostra. Lo farà con installazioni ad hoc, ma soprattutto con la creazione di un percorso interattivo e video emozionali realizzato in 3 D e foto uniche dei vigneti, dei casolari, dei castelli e delle cantine. L’obiettivo è quello di portare lì tantissimi visitatori intercettando i flussi di coloro che andranno a Milano per Expo ed offrire un bagaglio di suggstioni assieme alla possibilità di degustare i vini, gli olii e gli altri prodotti del territorio.

Il programma, che sarà presentato ufficialmente a metà marzo, è in fase di definizione, ma gli addetti ai lavori hanno fatto sapere che prevede decine e decine di eventi. Gli spazi del’enoteca e del winebar ospiteranno cene, degustazioni, cooking-show e scuole di assaggio. Ma non finisce qui. Perché, al’esterno del convento, sarà realizzato una sorta di mini-orto botanico che ospiterà vigneti, uliveti e piante officinali tipiche del territorio del Chianti Classico.

C.d.G.

Feb 24, 2015 - grandi manovre    No Comments

Lucca: Crescono Versilia e Valdiserchioo

 

Il reportconsuntivo 2014 sui flussi turistici in provincia di Lucca fa segnare una crescita sia nel numero di arrivi che di presenze(***) sul territorio, confermando il trend evidenziato dalle precedenti rilevazioni dell’Ufficio turistico della Provincia di Lucca.

A fine 2014, quindi, il numero degli arrivi è stato pari a 950.426 con un aumento del 3,0% rispetto al 2013, mentre il numero delle presenze è stato di 3.465.729 con un aumento dell’1,3% in confronto all’anno precedente.

I dati – illustrati stamani (lunedì) a Palazzo Ducale ai rappresentanti dei Comuni e delle organizzazioni di categoria e sindacali – sono raccolti e analizzati dalla Provincia in base alle comunicazioni pervenute da tutte le strutture ricettive autorizzate sul territorio.

Per quanto riguarda i diversi ambiti territoriali, rispetto a quanto registrato nel periodo gennaio/settembre, per la Piana di Lucca il dato rimane leggermente negativo anche se in miglioramento: -0,4% di arrivi e -3,1% di presenze; buono per la Valle del Serchio: arrivi +4,7%, presenze +5,5%; positivo per la Versilia : arrivi + 4,6%, presenze + 2,0%.

“I dati complessivi a livello provinciale risultano positivi sia per gli arrivi che per le presenze – commenta l’assessore provinciale al turismo e allo sviluppo economico Francesco Bambini -, vi è una leggera flessione per la Piana di Lucca e per quanto riguarda le presenze e gli arrivi degli stranieri. Fermo restando che eventuali tendenze vanno analizzate su un periodo più lungo, la flessione dei flussi legati agli stranieri appare in controtendenza coi dati di un’altra area come quella di Firenze, resi noti alcuni giorni fa. Questo aspetto ripropone l’esigenza di una riflessione seria sul fatto che i modelli di promozione post chiusura Apt risultano carenti e a soffrirne sono, in particolare, i territori come il nostro”.

“Fermo restando queste considerazioni sull’aspetto promozionale – aggiunge Bambini – vorrei ricordare che la recente indagine effettuata sulla web reputation del territorio lucchese, ossia l’analisi di giudizi, opinioni, commenti e ‘like’ espressi online negli ultimi quattro anni in recensioni e racconti di viaggio sul web, ha dimostrato l’importanza dei nuovi mezzi di promozione legati alla rete, ai siti specializzati e ai social network”.

Dati generali

arrivi presenze
2013 2014 var. % 2013 2014 var. %
Piana Lucchese 295615 294296 -0,4% 718511 696245 -3,1%
Valle del Serchio 76605 80199 4,7% 285732 301557 5,5%
Versilia 550366 575931 4,6% 2418585 2467927 2,0%
Provincia 922586 950426 3,0% 3422828 3465729 1,3%

Più nel dettaglio dell’analisi provinciale, l’andamento nel settore alberghiero si presenta con dati disomogenei, con zone che hanno avuto dei sensibili aumenti e altre che hanno visto ridursi i pernottamenti. Un po’ meglio va per le strutture extra-alberghiere che confermano un trend di crescita stabile in Versilia e nella Valle del Serchio.

Settore alberghiero

ALBERGHI
arrivi presenze
2013 2014 var. % 2013 2014 var. %
Piana Lucchese 194662 195769 0,6% 437091 417886 -4,4%
Valle del Serchio 49787 51147 2,7% 137642 147636 7,3%
Versilia 471311 494601 4,9% 1846314 1854546 0,4%
Provincia 715760 741517 3,6% 2421047 2420068 0,0%

Settore extra-alberghiero

EXTRA-ALBERGHIERO
arrivi presenze
2013 2014 var. % 2013 2014 var. %
Piana Lucchese 100953 98527 -2,4% 281420 278359 -1,1%
Valle del Serchio 26818 29052 8,3% 148090 153921 3,9%
Versilia 79055 81330 2,9% 572271 613381 7,2%
Provincia 206826 208909 1,0% 1001781 1045661 4,4%

I flussi a seconda della nazionalità.

Ad un deciso incremento di arrivi e presenze dalle altre zone d’Italia fa da contraltare una diminuzione, su scala provinciale, di arrivi e presenze straniere che, in Versilia, si presenta molto contenuta, ma diventa evidente in Lucchesia, dove gli arrivi stranieri sono diminuiti del 5,6% e le presenze del 4,5%.

ITALIANI STRANIERI
arrivi presenze arrivi presenze
2013 2014 var. % 2013 2014 var. % 2013 2014 var. % 2013 2014 var. %
Piana Lucchese 137529 144984 5,4% 302661 299294 -1,1% 158086 149312 -5,6% 415850 396951 -4,5%
Valle del Serchio 43196 45446 5,2% 113027 126274 11,7% 33409 34753 4,0% 172705 175283 1,5%
Versilia 300764 325126 8,1% 1307211 1360361 4,1% 249602 250805 0,5% 1111374 1107566 -0,3%
Provincia 481489 515556 7,1% 1722899 1785929 3,7% 441097 434870 -1,4% 1699929 1679800 -1,2%
  • (*) I dati statistici relativi agli arrivi ed alle presenze 2014 si devono intendere “provvisori” in attesa della validazione definitiva che sarà effettuata dall’ISTAT.
  • (***) per ARRIVI si intendono i visitatori ospitati nelle strutture ricettive, mentre le PRESENZE turistiche indicano il numero delle notti trascorse dai clienti negli esercizi ricettivi. I primi, in sostanza, registrano la frequenza della richiesta di alloggio mentre le seconde danno indicazione sull’intensità del fenomeno turistico su un determinato territorio.
Feb 23, 2015 - grandi manovre    No Comments

Carrara: Sdemanializzare è possibile?

Alle 10 presso la Sala Bernini è iniziato il convegno “Sdemanializzare…? Si può fare!” a cura di ITB ITALIA mentre alle 15 presso sala Canova i Balneari della Toscana organizzano il convegno “Legalità e sviluppo sostenibile per le imprese turistico ricettive”.

Il dibattito riguarda una tematica di assoluta attualità, che sarà affrontata con ospiti di rilievo come Federica Angeli, giornalista di la Repubblica sotto scorta dal luglio 2013 a seguito della sua inchiesta sul racket degli stabilimenti balneari di Ostia per la quale è stata vittima di minacce da parte della malavita organizzata. Assieme a lei Angelo Gentili di Legambiente Turismo che si propone di dare vita ad un patto tra operatori del settore e territori per far sì che il turismo diventi motore di sviluppo sostenibile. Parteciperà al dibattito anche Sebastiano Venneri, esperto di parchi e aree marine protette. Presente anche l’associazione Donnedamare, la paginache illustrerà il decalogo con i dieci principi per una gestione di qualità delle strutture.

Feb 18, 2015 - grandi manovre    No Comments

Siena: Enoteca ed ICE

“Girare pagina ed aprire un nuovo capitolo? Beh, forse stiamo ripensando il ruolo che l’enoteca deve avere”.

Con queste parole Paolo Benvenuti, amministratore unico dell’Enoteca italiana di Siena commenta il protocollo d’intesa appena firmato con l’Ice, l’agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.

Sul documento, oltre la firma di Benvenuti, quella di Roberto Luongo, direttore generale e di Roberto Lovato, dirigente dell’agenzia Ice.
L’enoteca sta tentando di venire fuori da una delle crisi più importanti che l’hanno investita dall’anno della sua fondazione (a Siena nel 1933) ad oggi. Lo sta facendo, non solo attraverso la promozione e valorizzazione del vino italiano all’estero, ma anche e, soprattutto, con l’istituzione di specifici corsi di formazione destinato a chi poi il vino italiano dovrà promuoverlo nei mercati internazionali. Perché se Stati Uniti, Canada, Paesi Scandinavi e Gran Bretagna sono nostri affezionati clienti, ci sono fette gigantesche di mercato estero da conquistare, come la Russia, la Cina, la Corea ed il Giappone. Ed è proprio qui che si concentreranno le attività di promozione.

L’accordo, infatti, prevede non solo la promozione e valorizzazione del vino italiano, ma anche l’impegno ad organizzare specifici press tour con la stampa internazionale sul territorio italiano, pieno di potenzialità ed eccellenze. E quello di creare formatori capaci a loro volta di tenere lezioni sul vino italiano all’estero. Perché il “Made in Italy” tira, soprattutto dal punto di vista enologico.

“Stiamo tentando di concentrare i nostri sforzi affinchè Enoteca Italiana si rimetta in movimento nel migliore dei modi – commenta Benvenuti -. Il passato è passato e va lasciato alle spalle. Enoteca ha vissuto degli ani un po’ opachi, ha risentito parecchio del particolare momento di crisi ed ha atteso a lungo prima di riflettere su un ripensamento del ruolo. Troppo a lungo,. Ora, però, è giusto ricominciare”.

E si ricomincia, come sottolinea il dirigente Lovato, con un rinnovo di un protocollo che esisteva già. “Il vino italiano ha avuto negli ultimi decenni un incremento significativo delle quote di mercato estero – spiega – Le denominazioni più blasonate hanno guadagnato grande rispetto nei mercati internazionali, mentre molte realtà di eccellenze italiane sono ancora in ombra. Ci sono mercati da ‘aggredire’ come la Russia e la Cina per far affermare l’Italia come principale riferimento nel mondo del vino”.

La promozione del vino italiano si farà soprattutto nelle grandi fiere europee e mondiali: “Primo appuntamento il VinExpo di Bordeaux in Francia – dice Lovato -, ma non dimentichiamoci della formazione, vera colonna portante di questo protocollo d’intesa con Enoteca. Molte aziende hanno intuito il ruolo chiave della formazione nel mondo enologico”.

Intanto la soddisfazione di Benvenuti è molto percepibile: “Diciamo che stiamo provando a venirne fuori – conclude -. Novità? Stiamo presentando un progetto alla Comunità europea insieme a Grecia, Romania e Bulgaria, reltà nuove dal punto di vista enologico e molto interessanti. Ma stiamo parlando di ipotesi. Intanto ci godiamo l’accordo con Ice”.

G.V.

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Firenze: Nuovi alberghi WTB

Hotel L'Orologio Venice (6)Tre nuove aperture arricchiscono dallo scorso gennaio l’offerta di Wtb Hotels, gruppo alberghiero italiano nato nel 2003 da un’idea degli imprenditori fiorentini Sandro e Antonella Fratini: si tratta di L’O – Hotel L’Orologio di Venezia (quattro stelle), Hotel Garibaldi Blu di Firenze (tre stelle) e l’Hotel Balestri Firenze. L’O, Hotel L’Orologio (nella foto) si affaccia sul Canal Grande, vicino al famoso Ponte di Rialto, a 5 minuti a piedi da Piazza San Marco, e dispone di 50 camere. L’Hotel Balestri, nel cuore del quartiere di Santa Croce, è stato riaperto a gennaio 2015 dopo una ristrutturazione totale durata più di un anno ed offre anch’esso 50 camere, tutte con un elegante parquet di rovere, mobili di gusto moderno e vista panoramica sull’Arno o su Ponte Vecchio per le camere deluxe e delle junior suite. Hotel Garibaldi Blu, in piazza Santa Maria Novella, è un boutique hotel di design ricavato all’interno di un palazzo storico in cui sostò anche il patriota Giuseppe Garibaldi, come ricorda la targa all’esterno. L’hotel si compone di due edifici separati su tre piani e accoglie sessantaquattro camere in totale.

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Firenze: Soldi regionali alle PMI

Dario Rossi,

“La crisi economica e sociale degli ultimi anni ha colpito duramente anche il settore terziario, che resta tuttavia settore chiave dell’economia regionale con ampie potenzialità di rilancio e sviluppo. La Regione intende in particolare rafforzare il rilancio di tre settori del terziario (turismo, commercio e cultura) attraverso una strategia di sviluppo comprendente un complesso certo e convincente di finanziamenti e un piano strategico specifico per ciascuno” ha sostenuto l’assessora regionale a cultura, turismo e commercio Sara Nocentini aprendo stamano il primo seminario dedicato a spiegare agli operatori le misure allo studio.

“La manovra prevede che per il turismo, con il nuovo testo unico già in discussione al Consiglio regionale, la Toscana lancerà il sistema delle destinazioni turistiche di eccellenza, in forte sinergia con enti locali, associazioni di categoria, camere di commercio ed enti di ricerca – ha concluso Nocentini -; per il commercio, viene confermata la strategia della qualità attraverso Vetrina Toscana e la sinergia con i centri commerciali naturali; infine per la cultura, la scelta di una politica di investimenti nel periodo 2014-2020 che farà emergere un grande sistema regionale museale di cinque aree tematiche”.

Dopo il primo incontro territoriale di oggi a Firenze, dal giorno 20 febbraio, e fino a tutto marzo, partiranno in sequenza gli altri: in ordine cronologico, Livorno, Pistoia, Lucca, Massa Carrara, Siena, Grosseto, Prato, Pisa, Arezzo.

Linee di intervento già attivate
1. progetto sperimentale “start up house” a sostegno delle nuove imprese GIOVANILI per sostenere:
reperimento di una sede
consulenze per accompagnamento e tutoraggio dei nuovi imprenditori
la effettuazione dei primi investimenti e nel reperimento della liquidità iniziale (attraverso il microcredito);
2. il sostegno agli investimenti per incrementare la competitività delle imprese: fondo rotativo (prestito rimborsabile a tasso zero);
3. il sostegno alle imprese nell’accesso al credito, divenuto sempre più difficile tanto da disincentivare anche il ricorso all’indebitamento (calo delle richieste di finanziamento bancario): fondo garanzia per il rilascio di garanzie senza oneri a carico delle imprese; dotazione: 3 milioni di euro
4. il sostegno alle imprese per integrare la liquidità aziendale in un periodo di crisi prolungata come questa, per fronteggiare anche operazioni di ristrutturazione del debito contratto con le banche: fondo garanzia per il rilascio di garanzie senza oneri a carico delle imprese.
Complessivamente 13,7 milioni di euro a disposizione delle imprese del terziario in questo inizio 2015.
Linee di intervento di prossima attuazione: la nuova programmazione POR 2014-2020
1. sostegno alla innovazione delle imprese: acquisizione di servizi qualificati e aggregazioni di imprese che investano per l’individuazione di soluzioni organizzative orientate al miglioramento degli standard di erogazione dei servizi; dotazione: 6,88 milioni di euro
2. creazione di impresa: sostegno alle nuove imprese create da giovani, donne e soggetti beneficiari di ammortizzatori sociali
Offerta di un pacchetto completo di interventi finalizzato a sostenere la acquisizione di servizi di consulenza qualificati (voucher) di accompagnamento alla nascita della nuova impresa, il fabbisogno di investimenti iniziali di modesta entità attraverso il microcredito, l’eventuale fabbisogno di supporto aggiuntivo sempre per investimenti attraverso il fondo garanzia.
3. il sostegno alla competitività delle imprese attraverso il fondo rotativo ed il fondo garanzia;
Complessivamente circa 70 milioni di euro da destinare a sostegno delle micro piccole e medie imprese dei settori turismo, commercio, cultura e terziario in genere. In generale, fermi restando gli specifici criteri di selezione di ciascuna misura, saranno privilegiati gli interventi realizzati nelle aree di crisi (es. Piombino, Livorno), nei territori costieri ed in quelli montani, cercando di favorire la destagionalizzazione dei flussi turistici. A tal fine saranno privilegiati anche gli interventi che consentono alle imprese di destagionalizzare la loro attività.

Feb 15, 2015 - grandi manovre    No Comments

Carrara: Una nuova regione? Lunezia!

 

 

lunezia 1

 

di  Filippo Madoi

E’in periodi di crisi economica che riemergono e si alimentano proposte di rivisitazione territoriale, spesso mosse da tensioni indipendentiste e autonomiste. Gli esempi sono innumerevoli: dai Paesi Baschi alla Catalogna, dal recente referendum sull’indipendenza della Scozia al processo dei secessionisti veneti che portarono “tanko” in Piazza San Marco a Venezia. Nel caso della Macro-regione di Lunezia si tratta invece di un progetto territoriale che ebbe un certo successo nel secondo dopoguerra e che ora sta ritrovando nuova spinta. Anche per effetto dell’abolizione delle Province e del più complessivo piano di riforma dello Stato e delle sue articolazioni locali.

Lunezia non è però un progetto secessionista, ma l’idea di una regione che dovrebbe comprendere le province di Parma, La Spezia, Massa-Carrara, Piacenza, Reggio Emilia e Mantova, con l’aggiunta di parte della provincia di Lucca e Cremona. La storia di questo territorio va ricercata all’interno dell’Assemblea Costituente del 1946, su proposta del Senatore Giuseppe Micheli, che, nel suddividere la neonata Repubblica in regioni, ipotizzava l’odierna Emilia Romagna divisa in Emilia-Appenninica e in Emilia e Romagna. Nonostante la proposta non sia mai stata presa seriamente in considerazione, oggi si è ritornato a parlare della possibilità della istituzione della regione, con la nascita dell’Associazione Culturale Regione Lunezia. Abbiamo intervistato il presidente, il professor Rodolfo Marchini, per conoscere meglio il progetto e le prospettive future, legate all’effettiva costituzione e alle infrastrutture relative.

Lasciando da parte le questioni relative ad una proto-regione precedenti alla nascita della Repubblica Italiana, e limitandoci alla proposta avanzata nell’ambito dell’Assemblea Costituente del 1946: Cosa ha impedito la nascita del) ? Marchiuni pres Lunezia

Dalla lettura degli Atti Parlamentari si evince chiaramente che fu decisiva la contrarietà dell’onorevole Nilde Iotti, giovane parlamentare del Partito Comunista Italiano, eletta a Reggio Emilia e compagna dell’onorevole Palmiro Togliatti, allora “plenipotenziario” dello stesso PCI, un Partito a quel tempo determinante nelle scelte costituzionali della nascente Repubblica Italiana. Non ci si può, peraltro, nascondere che i sostenitori della Regione Emilia Appenninica distinta dalla Emilia Romagna, con l’onorevole Giuseppe Micheli in testa, erano prevalentemente della Democrazia Cristiana, Partito che alla fine degli anni quaranta godeva di un grandissimo consenso tra la popolazione dell’Appennino ligure-tosco-emiliano. Dal punto di vista del Partito Comunista, una Regione Emilia Appenninica o Lunense avrebbe potuto spostare gli equilibri politici dell’Emilia occidentale a danno di questo partito e a vantaggio della Democrazia Cristiana. Da questo scontro politico e dalla forte contrarietà di Nilde Iotti venne la decisione da parte della Commissione Costituente dei 75 di lasciare sospesa la questione dell’Emilia Appenninica o Lunense.

Qual è lo scopo dell’Associazione Lunezia? Creare una specie di associazione che avvicini le province interessate o dar vita ad una vera e propria regione?

Lo scopo dell’Associazione Culturale Regione Lunezia è quello che si legge nello Statuto, cioè di dar vita ad una vera e propria Regione. Bisogna però tener conto che oggi sull’Istituzione Regione c’è un intenso dibattito politico, il cui esito nessuno è in grado di indicare con una buona approssimazione. Dunque non si tratta di fare la ventunesima Regione. Oggi alcuni propongono le Macroregioni, altre propendono per le aree vaste, altri ancora vorrebbero delle suddivisioni dipartimentali. Noi sosteniamo che in qualsiasi delle ipotesi considerate si dovrebbe puntare ad istituzioni regionali fortemente identitarie. E questa dell’identità è una caratteristica ben riconoscibile nel territorio di “Lunezia”. A tal fine, cioè per puntualizzare questa moderna identità territoriale, costituiremo un Laboratorio ad hoc tra forze economiche, culturali e sociali, per il quale abbiamo già vaste adesioni.

Ponendo, sul piano ipotetico, che la regione venga effettivamente creata, emergerebbero problemi di natura economica: stando ai più recenti sondaggi, Parma e Massa-Carrara risultano come due tra le province più indebitate d’Italia. Inoltre, Parma, in quanto provincia più popolosa, sarebbe ipoteticamente capoluogo di regione. Come si potrebbe ovviare a tale problema?

I problemi relativi ai debiti finanziari delle Province di Parma e Massa Carrara sono importanti, ma ininfluenti sul nostro progetto perché risalgono a scelta amministrative contingenti. Per noi conta molto di più la potenzialità economica enorme che deriverebbe dalla saldatura della Padania col Mare Tirreno. Sulla questione di Parma capoluogo, non abbiamo assolutamente nostalgie ducali. Noi preferiamo vedere nel territorio parmense il crocevia di un’importante infrastrutturazione per la mobilità europea delle persone e delle merci sull’asse Tirreno-Brennero e su quello della Via Emilia, una rete di infrastrutture ancorata ai Porti di La Spezia e Carrara, al Polo logistico di Piacenza, alla Stazione mediopadana di Reggio Emilia, all’Interporto e all’Aeroporto di Parma.

Sembra che le città selezionate per andare a far parte della Regione Lunezia siano quelle che, culturalmente e linguisticamente, sono per lo più “diverse” dalle altre appartenenti alla stessa regione. Prendiamo per esempio Piacenza, che è considerata più come città lombarda che emiliana, o Carrara, che presenta un dialetto estremamente differente da quello toscano, e, anzi, di stampo emiliano. È, allora, questa sorta di condizione di confine che unisce le città facenti parte del progetto?

Gli elementi di contatto tra le città della Lunezia sono quelli indicati prima, ma il fatto che esse siano scarsamente valorizzate dal potere egemonico dei capoluoghi regionali le affratella in una sorta di forte rivendicazione delle loro potenzialità che si potrebbero esprimere molto efficacemente solo attraverso una amministrazione autonoma.

Quali sono le potenzialità della regione? E’ stata fatta leva specialmente sul discorso turistico-alimentare. Può esporci in breve quali sono i punti di forza che emergerebbero?

Certamente la valenza alimentare è un notevole punto di forza del nostro progetto. Esso s’impernia sulle industrie della food valley parmense e della tecnologia della trasformazione alimentare delle città emiliano-padane di Reggio Emilia, Mantova, Cremona, e Piacenza. Ma le produzioni biologiche della Val di Vara e della Lunigiana, insieme alla ricchezza ittica del Mare Tirreno, fanno di “Lunezia” un territorio importantissimo sul piano alimentare. Se poi pensiamo al significato turistico delle Cinque Terre e del Golfo dei Poeti e lo combiniamo con il richiamo di Mantova e delle città d’arte emiliane, del grande Parco Appenninico e di quello del Mincio; se pensiamo al fascino delle Alpi Apuane e delle località del mare ligure-tirreno e ancora al valore termale di Salsomaggiore col vasto sistema di Castelli che punteggiano tutto il territorio della “Lunezia”, allora ci troviamo davanti ad un ventaglio di proposte turistiche veramente invidiabile. Sotto l’aspetto economico-sociale, poi, bisogna considerare l’importanza del sistema universitario emiliano , del sistema fieristico diffuso, dei giacimenti di marmo di Carrara, della natura forestale dell’Appennino, della ricchezza fluviale del Po.

Sul sito http://lunezia.wix.com si parla degli snodi fondamentali presenti all’interno delle città coinvolte. Penso alla Stazione Medio Padana di Reggio Emilia, alla posizione strategica di Parma, tra Milano e Bologna, e al suo aeroporto, al porto di La Spezia. In realtà, però, nonostante i -potenzialmente- importanti punti per la viabilità sopra citati, le città presenti all’interno del progetto sono malamente servite tra di loro. La tratta ferroviaria che serve, ad esempio, Parma e Carrara impiega una media di 3 ore su una distanza di 132 chilometri, o il raccordo Cisa-Brennero, non molto “apprezzato”. Alla base della vostra proposta sta anche, allora, il risolvere questa lontananza fisica che divide città effettivamente vicine?

La questione della mobilità è, in effetti, quella cruciale. La linea ferroviaria Pontremolese è un cantiere aperto da oltre vent’anni e molto lontano dall’essere chiuso. Eppure l’asse Tirreno-Brennero è giudicato come strategico a livello europeo. La verità è che ancora una volta i governi regionali interessati e quello nazionale dimenticano questa vasta area “luneziana”, infatti anche il raccordo Autocisa-Autobrennero, ugualmente importante per completare l’asse europeo Tirreno-Brennero, resta nel libro dei sogni. Perciò l’autonomia amministrativa di questo territorio padano-lunense è proprio necessaria per affrontare definitivamente e risolvere il problema di queste annose opere incompiute e per stabilizzare, poi, un assetto amministrativo di assoluta organicità e completezza.

 lunezia bandiera

 

 

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