Prato: Messe in latino antico

Anche quest’anno i sacerdoti e i fedeli di Prato e Pistoia, che pregano con l’antica liturgia damaso-gregoriana, il rito romano antico in Latino, hanno unito i loro sforzi per dare la possibilità, a tutti coloro che lo desiderano, di seguire i solenni e suggestivi riti della Settimana Santa secondo l’antica tradizione della Chiesa. .

Le chiese nella quali si celebra stabilmente la Messa in rito antico sono tre chiese pratesi (Santa Cristina a Pimonte, San Martino a Paperino e Spirito Santo in Piazza del Collegio a Prato) ed una pistoiese (San Pantaleo all’Ombrone). Questi fedeli e questi sacerdoti si avvalgono di una legge ecclesiastica universale, il motu proprio “Summorum Pontificum” del 2007, e dell’istruzione “Universae Ecclesiae” del 2011 che prevede esplicitamente al n. 33 “Il coetus fidelium, che aderisce alla precedente tradizione liturgica, se c’è un sacerdote idoneo, può anche celebrare il Triduo Sacro [giovedì santo, venerdì santo e sabato santo] nella forma extraordinaria. Nei casi in cui non ci sia una chiesa o oratorio previsti esclusivamente per queste celebrazioni, il parroco o l’Ordinario, d’intesa con il sacerdote idoneo, dispongano le modalità più favorevoli per il bene delle anime, non esclusa la possibilità di ripetere le celebrazioni del Triduo Sacro nella stessa chiesa”.

E ancora al n. 15 prevede che i fedeli possano provenire anche da diverse parrocchie e diocesi: “tale coetus può essere anche costituito da persone che provengano da diverse parrocchie o Diocesi e che a tal fine si riuniscano in una determinata chiesa parrocchiale o in un oratorio o cappella”. Maggiori informazioni sul sito web della Santa Sede (http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_commissions/ecclsdei/documents/rc_com_ecclsdei_doc_20110430_istr-universae-ecclesiae_it.html).

Mar 25, 2015 - convegni e congressi    No Comments

Siena: La Terra del Buon Vivere


A 2 giorni giorni dall’apertura di TOSCANA TERRA DEL BUON VIVERE, tre giorni di Passioni del Gusto (ma non solo food in programma) unica anticipazione della Regione Toscana di EXPO 2015, ecco il PROGRAMMA completo (+ di 120 eventi aperti al pubblico), in all. anche il comunicato generale, direi che ce ne è abbastanza per cominciare a parlarne …

Il luogo, il contesto è straordinario, il cuore monumentale di SIENA, Piazza del Campo, Palazzo Pubblico, affresco del BUON GOVERNO e BUON VIVERE.

I protagonisti, di primissimo piano, chef stellati e non, internazionali e italiani, toscani e senesi! La Toscana  si racconta al mondo con uno stile e un approccio del tutto contemporaneo, nuovo.

E ancora, la BUONA notizia, in tutti i sensi!  


Saranno gli studenti di una delle più antiche e prestigiose università del mondo
a degustare prima del parterre internazionale di Expo
il piatto,  appena creato
“BUON VIVERE TOSCANO”
sarà presentato, provato e offerto in anteprima nella MENSA UNIVERSITARIA
di Siena il NUOVO PIATTO signature dish della Toscana creato e firmato da 4 chef stellati
Anche questo è il BUON VIVERE TOSCANO!

Mar 25, 2015 - arte moderna    No Comments

Fauglia (PI): Giorgio Kienerk


Giorgio Kienerk Sotto la lampada
Dal 19 aprile al 19 luglio 2015, nel museo a lui intitolato, si terrà la mostra Giorgio Kienerk. Ritratti. Si potranno ammirare oltre trenta opere di cui diverse inedite, recentemente ritrovate in collezioni private o apparse sul mercato, che consentono di ampliare la conoscenza di questo poliedrico artista (pittore, scultore, illustratore e grafico) attivo a cavallo tra Otto e Novecento e di arricchire significativamente il quadro offerto dalla collezione permanente del museo.

Giorgio Kienerk Fra due luci 1915

La mostra parte dalla presentazione della scultura inedita di Giorgio Kienerk, Il ritratto in terracotta dello zio Guido, eseguito nel 1886 quando l’artista, appena diciassettenne, è allievo di Adriano Cecioni a Firenze. Questa scultura ha una primaria importanza nel percorso di Kienerk e segna il momento in cui il giovane artista, che pure si dimostra naturalmente dotato per la scultura, si affida al nuovo maestro Telemaco Signorini dopo la morte improvvisa del Cecioni, accostandosi nel giro di pochi anni alle principali e più innovative correnti artistiche italiane e internazionali.

Da qui la mostra si articola attorno al tema del ritratto, attraverso l’esposizione di sculture, dipinti, stampe e disegni selezionati, che segnano particolari passaggi nella carriera dell’artista: dai ritratti eseguiti a pastello, tecnica moderna per eccellenza attorno al 1900, passando attraverso gli esperimenti sul volto umano condotti con l’ausilio della fotografia e delle arti litografiche per sviluppare il potere evocativo della ‘macchia’, fino al rapporto con la modella e lo studio, tipico della stagione matura, quando Kienerk si alterna tra Fauglia e Pavia città a cui è stato legato dal suo incarico di direttore della Civica Scuola di Pittura.

Giorgio Kienerk Bosco incantato 1917

Il catalogo della mostra ospiterà anche un ampio approfondimento relativo ai rapporti intercorsi tra Kienerk e lo storico dell’arte tedesco Aby Warburg, che nel suo diario ha lasciato traccia dell’incontro con l’artista avvenuto nel suo studio fiorentino ai primi del 1900. Kienerk ha inoltre eseguito un ritratto a macchia di Warburg, solo recentemente identificato, che è tra i pochi ritratti dello storico dell’arte tedesco realizzati da artisti a lui contemporanei.

Giorgio Kienerk Interno con modella 1918

L’attività del Museo Kienerk in questi ultimi anni ha contribuito a ridare all’artista il giusto peso nel panorama nazionale, a conclusione di un lungo percorso di rivalutazione segnato da importanti mostre monografiche (Firenze, 1970; Pavia, 1997; Bologna, 2004), e dagli essenziali contributi storico-critici di Eugenia Querci, di Piero Pacini, di Raffaele Monti e di Rossana Bossaglia. L’importanza di alcune opere di Kienerk per l’evoluzione della storia dell’arte italiana è testimoniata dalla loro presenza in alcune mostre chiave degli ultimi anni: da quella sul Simbolismo di Palazzo Zabarella a Padova (2011-12), dove venne esposta Giovinezza del 1902, alla recentissima mostra sul Liberty di Forlì (2014), in cui il grande trittico L’Enigma umano, già protagonista di una recente esposizione all’Ermitage di San Pietroburgo, viene utilizzato come icona stessa della mostra

 

Mar 25, 2015 - musica    No Comments

Firenze: Agli Amici della Musica

È un pianista inglese di soli ventitré anni, ma è già una celebrità perché nelle sue interpretazioni unisce un piglio elettrizzante alla lucida raffinatezza delle sfumature. Sabato 28 Marzo, al Teatro della Pergola (ore 16) arriva per la prima volta in assoluto nei cartelloni degli Amici della Musica di Firenze Benjamin Grosvenor, fresco di un recente quanto trionfale debutto al Barbican Centre di Londra. Salutato dal Gramophone Magazine come un pianista “con un talento e una tecnica non più ascoltati dai tempi del debutto di Kissin”, Benjamin Grosvenor propone un programma articolato con intelligenza e gusto: dove s’incrociano la riproposta pianistica della geniale Gavotta e Variazioni di Rameau originariamente destinata al clavicembalo, la Ciaccona in re minore di Bach ripensata da Busoni per il pianoforte, brani di Chopin (Barcarola op.60, Mazurche op.63 n.2 e op.30 n.4, Ballata n.3 op.47) e alcune pagine di Enrique Granados tratte dalla raccolta Goyescas, ispirata da disegni e pitture di Francisco Goya. Scelte che non mancheranno di mettere in luce la tecnica scintillante di cui è capace Grosvenor, che si è avvicinato al pianoforte quando aveva sei anni, diplomandosi poi alla Royal Academy of Music di Londra. Fra i suoi maestri, Leif Ove Andsnes e Stephen Hough. Ha iniziato la carriera internazionale grazie alla vittoria, quando aveva soltanto undici anni, del BBC Young Musician Competition. Da allora si è esibito con importanti orchestre, come l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Torino, la New York Philharmonic, la Philharmonia Orchestra, e in prestigiose sale concertistiche quali la Royal Festival Hall, il Barbican Center, Frick Collection e la Carnegie Hall. Ha collaborato anche con direttori come Vladimir Ashkenazy, Semyon Bychkov, Andrey Boreyko, Charles Dutoit e Vladimir Jurowski.

 

Tutti gli ensemble musicali nati in seno alla Mahler Chamber Orchestra, nata su impulso di Claudio Abbado, si esibiscono con il nome di Mahler Chamber Soloists: quello formato dai soli strumenti a fiato è il protagonista del concerto di Domenica 29 Marzo, al Saloncino della Pergola (ore 21), nuovo appuntamento del ciclo Harmoniemusik e dintorni. Flauti, clarinetti, fagotti a altri strumenti della famiglia dei fiati si combineranno in varie formazioni per dar vita a un programma fantasioso e per lo più incentrato sul Novecento: l’Ottetto per fiati e i Tre pezzi per clarinetto di Stravinskij, il Trio op.92 di Koechlin, la Sonata per clarinetto e fagotto di Poulenc, la Jazz Suite n.1 di Sostakovic, ma anche gli arrangiamenti contemporanei di alcuni madrigali (dal Libro V) di Carlo Gesualdo principe di Venosa, noto anche per aver barbaramente trucidato moglie e amante. La Mahler Chamber Orchestra ha fin dagl’inizi sviluppato una sensibilità cameristica all’interno di una dimensione orchestrale. Per questo, i suoi musicisti sono soliti riunirsi anche in piccoli ensemble da camera, che così sperimentano nuovi repertori e allo stesso tempo arricchiscono l’esperienza e l’identità dell’intera Orchestra. Come Mahler Chamber Solists, questi gruppi di musicisti sono stati protagonisti di tournées in Italia, Germania e India, e si esibiscono sui palcoscenici più prestigiosi del mondo: in sale da concerti, teatri, spazi all’aperto, in locali al fianco di dj o in musei per accompagnare le installazioni in esposizione.

 

Mar 25, 2015 - marittimo    No Comments

Livorno: Il PR del Porto

«È un giorno storico per tutta la città e per il porto. Da tempo aspettavamo questo momento. Oltre ai protagonisti di questa ultima fase, primo fra tutti il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, voglio pubblicamente ringraziare anche chi ha seguito con generosità e impegno tutto l’iter, dai componenti del Comitato Portuale alla precedente amministrazione cittadina. In particolare, un grazie sincero va all’ex sindaco Alessandro Cosimi e all’ex vicesindaco Bruno Picchi, che hanno creduto nella bontà del progetto di ampliamento a mare dello scalo, sostenendoci fino in fondo». Con queste parole il presidente dell’Authority, Giuliano Gallanti, ha commentato a caldo l’approvazione, all’unanimità, del Prp da parte del Consiglio Regionale, avvenuta in tarda mattinata.

 

Il numero uno di Palazzo Rosciano ha espresso soddisfazione per la conclusione di un iter che si è aperto nel lontano 2011, e che è arrivato al primo giro di boa due anni dopo, quando il Piano Regolatore è stato adottato per la prima volta in Comitato Portuale. Poi, a ottobre del 2014, è giunto il via libera anche da parte del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. L’ultima tappa, prima dell’ok della Regione, è stata l’approvazione della Variante al Piano Strutturale da parte del Comune.

 

«Siamo tutti molto soddisfatti – ha concluso Gallanti – in quasi quattro anni siamo riusciti a portare a casa un risultato importante. Ci siamo spesi fin dall’inizio perché lo scalo labronico uscisse dalle secche dell’immobilismo e di una crisi lunga e sofferta. Ora, con la Piattaforma Europa, possiamo veramente tornare ad essere protagonisti a livello nazionale e internazionale».

 

 

 

 

 

Mar 25, 2015 - eccellenze toscanee    No Comments

Carrara: Il marmo e la responsabilità sociale

È stata una grande occasione per guardare in profondità nel settore del marmo ma anche per valutare le grandi opportunità di una visione moderna della strategia aziendale legata alla responsabilità sociale d’impresa. La presentazione dell’indagine congiunturale sul settore lapideo italiano per l’anno 2014  si è svolta nella sede di Internazionale Marmi e Macchine con una grande partecipazione di esponenti del mondo del lavoro, delle imprese e di amministratori pubblici.

L’indagine congiunturale viene realizzata annualmente da IMM Carrara nell’ambito delle sue attività istituzionali che riguardano lo studio del settore del marmo e le sue evoluzioni con un lavoro che è iniziato nel 1979 ma la presentazione dei risultati del lavoro svolto con la collaborazione delle aziende a livello nazionale è stata anche l’occasione per affrontare temi più ampi legati all’innovazione e alla responsabilità sociale  d’impresa ampliando l’orizzonte a settori diversi da quello del marmo.

Il presidente di IMM, Fabio Felici, aprendo i lavori non si è limitato a un saluto istituzionale ma ha sottolineato che “in un momento di difficoltà che si protrae da troppo tempo dobbiamo essere coscienti che siamo in una fase di profondo cambiamento non solo per l’economia ma nessuno ha la ricetta e gli strumenti già pronti per affrontare una trasformazione così forte che coinvolge anche il settore del marmo. Una certezza però esiste – ha detto Felici – ed è quella del ruolo che hanno i distretti nel settore del marmo. Dalle caratteristiche dei distretti emerge, e non da oggi, la capacità di generare ricerca e innovazione che favoriscono le imprese e i sistemi locali. Se queste realtà saranno capaci di agire in forma coordinata possono essere determinanti per lo sviluppo. Il distretti del veneto e della Toscana hanno dimostrato, in questi anni, attraverso i risultati delle aziende, che si può affrontare la sfida se esiste consapevolezza dei fattori che generano competitività e che passano anche attraverso la capacità delle imprese di interagre con le istituzioni”.

Manuela Gussoni, responsabile dell’Ufficio studi di IMM, che ha coordinato il lavoro di raccolta ed elaborazione dei dati ha illustrato le caratteristiche dell’indagine congiunturale realizzata a livello nazionale su un campione stratificato di aziende, continuamente aggiornato e statisticamente rappresentativo dell’universo lapideo italiano con l’obiettivo di definire un quadro di conoscenze utili a quanti operano nell’ambito della filiera del marmo.

Il rapporto, elaborando le informazioni fornite dalle aziende, ha consentito anche di mettere a confronto le performance dei due maggiori comprensori italiani, quello apuo-versiliese e quello veneto, con il resto d’Italia valutando la salute del comparto attraverso la stima di fatturato vendite, investimenti, impatto occupazionale e innovazione. Aprendo la sua illustrazione Manuela Gussoni ha ricordato che nel corso del 2014 il settore lapideo italiano ha esportato 4milioni e 194.035 tonnellate di marmi, graniti, travertini e altri materiali sia grezzi sia lavorati per un valore di 1miliardo e 940.861.130 euro, registrando un leggero calo delle quantità del -1,8%, ma un aumento dei valori del +0,4%. La voce trainante dell’export è stata quella del marmo lavorato che ha fatto segnare, a fronte di un calo del -3,5% per le tonnellate esportate, un aumento dei valori del +3,8%, rispetto al 2013 con un export di 891.933 tonnellate di lavorati di marmo per un valore di quasi 936 milioni di euro e un significativo aumento del valore medio unitario.

Gussoni ha poi fornito i “numeri” del settore che occupa 54.201 addetti (dato ISTAT 2011) e un’occupazione media aziendale di  cinque addetti) che lavorano in 10.698 aziende. Di queste 9.613 operano nel campo della lavorazione e 1.084 nel settore dell’estrazione.

 

Area comprensoriale

Lavorazione Lapidei

Estrazione lapidei

TOT Italia

micro -imprese

PMI e grandi

TOT. Lavorazione

micro -imprese

PMI e grandi

TOT Estrazione

Distretto Pietre di Puglia (BA-BT-FG-LE)

683

59

742

78

28

106

848

Distretto veneto (VR-PD-VI)

577

147

724

86

7

93

817

Comprensorio apuo-versiliese (MS-LU-SP)

554

90

644

76

35

111

755

Monti Ausoni-Tiburtina (Travertino Romano) (FR-RO)

458

51

509

45

22

67

576

Comprensorio lombardo (MI-BG-BS)

447

74

521

69

14

83

604

Comprensorio della Pietra di Luserna (CN-TO)

298

52

350

24

2

26

376

Distretto delle pietre trentine (TN)

224

29

253

34

22

56

309

Distretto di Custonaci (TP)

170

30

200

55

6

61

261

Comprensorio del Verbano-Cusio_Ossola (VB)

92

18

110

15

2

17

127

Distretto Marmi di Orosei (NU)

58

7

65

5

6

11

76

Comprensorio della Pietra Naturale dell’ Alto Adige (BZ)

49

6

55

10

0

10

65

Altre aree non comprensoriali

5003

438

5441

362

81

443

5884

Italia

8613

1001

9614

859

225

1084

10698

 

“Al campione individuato abbiamo chiesto, fra l’altro, valutazioni sull’andamento del fatturato ricevendo valutazioni più positive dall’area apuo-versiliese mentre sulla stima dell’occupazione le aziende hanno risposto in maggioranza di non prevedere ulteriori assunzioni e, semmai, di ipotizzare una contrazione. La situazione contingente, soprattutto per la ripresa della competitività dell’export – ha continuato Manuela Gussoni, potrebbe generare un’inversione di tendenza. Va sottolineato che le aziende sono ben consapevoli del valore fondamentale dell’export e di quello del marmo come componente essenziale in particolare per le aziende toscane che hanno un’incidenza dell’export sul fatturato complessivo superiore al resto d’Italia e puntano sulle lavorazioni di alta ed altissima qualità. Valutazioni negative sono venute invece rispetto alle prospettive del mercato interno e sulla volontà di investire, con una propensione dichiarata all’investimento delle aziende venete superiore a quella delle toscane ma con stime in calo anche negli altri distretti italiani”.

Una riflessione articolata è stata dedicata al credito. “Dichiarano una maggiore facilità di accesso le aziende più grandi il 63% delle quali ha dichiarato di aver richiesto qualche forma di finanziamento e solo un 31% di loro ha avuto difficoltà nell’accedervi. Per le micro aziende la valutazione è sostanzialmente rovesciata, solo il 38% ha richiesto credito e più della metà di queste ha incontrato difficoltà nell’ ottenerlo.

Per concludere e introdurre gli interventi successivi, la responsabile dell’Ufficio Studi di IMM  colloca una riflessione rispetto alla responsabilità sociale d’impresa e alla ricerca del consenso del contesto territoriale e della sostenibilità ambientale. Il distretto veneto dimostra più attenzione verso gli atteggiamenti socialmente responsabili rispetto al resto d’Italia mentre è sempre più evidente che anche nei paesi europei sta crescendo la domanda di prodotti ecosostenibili. Abbiamo scelto di dedicare la seconda parte dell’incontro proprio a questo aspetto – ha concluso Gussoni – perché è evidente che si tratta di un tema di grande attualità ed è importante, per le aziende, prendere atto di questo aspetto che garantisce competitività e, alla lunga, maggior valore per il prodotto. Basti ricordare che in alcuni paesi sono stati introdotti dalle aziende codici di autoregolamentazione anche per operare in termini di competitività, In Svezia, per esempio, non si può accedere ad appalti se non si è in regola con i principi dell’ International labour organization e non ci si è dotati di un codice etico”.

Su questo tema si sono articolati gli interventi aperti da Matteo Pedrini, Ricercatore e insegnante di strategia aziendale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Responsabile Ricerca scientifica di ALTIS, che è intervenuto su “La Sostenibilità come leva di sviluppo” che ha esordito con una riflessione . “Quando un settore deve affrontare e risolvere criticità evidenti si presentano anche grandi spazi per l’innovazione. Nel campo della sostenibilità l’impegno è ancora più difficile perché comporta impegni e costi. Se viene affrontato con lucidità possono nascere grandi opportunità soprattutto se si riesce ad andare oltre le strategie classiche di prodotto e di investimento ma si riesce a sviluppare una capacità nuova che è quella di sviluppare settori originali che devono però essere valorizzati in termini di comunicazione. Basando la competizione solo sul prezzo senza comunicare le eccellenze – ha proseguito Pedrini – comporta il rischio di guadagnare meno e di finire fuori mercato”.

A questo proposito Pedrini ha illustrato l’esempio di un’azienda che operando nel settore della logistica distributiva “ha saputo innovare, valorizzando il prodotto locale e dimostrando la convenienza del suo consumo puntando sulla creazione di una cultura favorevole. Per percorrere questa strada però occorre avere chiaro non solo l’obiettivo ma anche gli strumenti da utilizzare puntando sulla comparazione fra qualità e valori dei prodotti e, se necessario, essere capaci di modificare gli strumenti tradizionali”.

Michele Giromini, Amministratore delegato di La Spezia Container Terminal, azienda del gigante Contship specializzato nella movimentazione di contaniner, che nella città ligure conta su oltre mille dipendenti diretti oltre a circa 250 posti di lavoro nell’indotto, ha affrontato il tema delle “Strategie socialmente responsabili come chiave per il successo” presentando, fra l’altro, le “buone pratiche” messe in atto dall’azienda nel suo rapporto con il territorio. Giromini ha ricordato che il gruppo ha  operato investimenti rilevanti per creare alternative al trasporto su nave puntando sulla rotaia e realizzando un risparmio di tempo facendo attraccare a La Spezia navi con carichi diretti verso il nord Europa. “La voce marmo è interessante anche per il nostro fatturato sia per le spedizioni di blocchi (circa 75.00 tonnellate) sia per quelle in container che rappresenta su La Spezia circa il 7%.del fatturato in movimentazione.  “L’attività ha un impatto rilevante sul territorio sia per la movimentazione sia per il numero di addetti e siamo coscienti della nostra responsabilità sociale di impresa e della necessità di un rapporto corretto non solo con il mercato ma anche con la città e con le istituzioni. Oggi le navi sono sempre più grandi ed occorre affrontare i problemi della logistica con grande flessibilità e spirito di collaborazione costruendo motivazioni e spirito di appartenenza fra quanti lavorano in una grande azienda e remunerando correttamente il lavoro e l’impegno anche personale. Le motivazioni – ha proseguito Giromini – non passano solo attraverso la remunerazione ma anche dal senso di appartenenza e l’azienda e cosciente di avere anche un capitale umano di assoluto valore sul quale investire così come si investe in mezzi e strutture. Solo per curare qualità, ambiente e sicurezza abbiamo creato un gruppo di lavoro di dodici unità e una delle nostre eccellenze sta nel rispetto dell’ambiente puntando all’abbattimento delle polveri sottili tanto che la concentrazione di polveri sottili sui nostri piazzali è inferiore a quella delle grandi arterie della città. Un’azienda, se vuole convivere correttamente e proficuamente con un territorio deve lavorare anche per creare un ambiente esterno favorevole costruendo un’immagine positiva condivisa , prima di tutto, da quanti operano all’interno. Per questo abbiamo puntato sulla creazione di servizi personalizzati per i dipendenti, valorizzando la comunicazione interna sostenendo anche economicamente attività sociali e culturali, partecipando attivamente alla loro realizzazione continuando a declinare quotidianamente il concetto che un’azienda è fatta di persone e il suo successo è il frutto del lavoro di quelle persone. Mettere la persona al centro dell’azienda per migliorare la coesione al progetto – ha concluso Giromini – è il segreto del successo per l’azienda e per il territorio”.

Daniele Poli, della Cooperativa Condomini di Levigliani è intervenuto su un tema di grande fascino “Lavorare Liberi” ripercorrendo la storia della cooperativa e di un’intera comunità “piccola ma importane perchè testimonia la possibilità di costruire un futuro migliore. Una storia che nasce nel 1794 quando il granduca di Toscana consentì agli abitanti di Levigliani di acquistare i terreni dove si trovano le cave. Il marmo è la nostra ragione di esistere – ha detto Poli presentando una serie di fotografie di grande impatto emotivo – e su questo grande progetto di coltivazione si articola la storia della nostra comunità, fatta di sacrifici enormi durati decenni. La nostra cooperativa ha una storia di sacrificio e di lavoro che parte dagli anni cinquanta e che ha visto tutto il paese unito su un solo obiettivo . Noi sappiamo che LAVORARE LIBERI  significa disporre del proprio destino e in piena libertà lavoriamo per sostenere chi si trova in condizioni di difficoltà Investiamo su futuro sostenendo nuove attività che si insediano sul territorio come un progetto che punta alla valorizzazione turistica e alla fruibilità delle nostre montagne”. Marmo, ma non solo marmo, tanta solidarietà e la coscienza di vivere all’interno di una comunità da uomini liberi nella vita e nel lavoro. “Oggi la nostra cooperativa dà lavoro a 30 unità, estraiamo circa 17.000 tonnellate di marmo pregiato vendiamo meglio, facciamo più qualità e investiamo sul futuro. Se il panorama legislativo ci sarà favorevole contiamo di ampliare il numero dei lavoratori ma operando sempre nel solco della coscienza che la nostra forza è legata a una filiera di comunità e al senso di responsabilità sociale investendo sul territorio e sapendo che vivere e lavorare in montagna aiuta a preservare la nostra identità e il valore del nostro lavoro”.

Gli interventi si sono chiusi con Claudio Morelli,giovane imprenditore carrarese, titolare di un’azienda artigiana del marmo che ha parlato su “La Fabbrica Diffusa. Le reti e la Responsabilità Sociale d’Impresa. Prove generali di aggregazione tra piccole imprese artigiane” illustrando il suo progetto basato su un “concetto collaborativo di Filiera Diffusa che raggruppa piccole e micro imprese e rappresenta un modello di rete atipica , non regolamentata per contratto ma esclusivamente da un rapporto di reciproca convenienza, solidarietà e condivisione dei risultati e delle strategie controintuitive e ne rappresentano i principi cardine. Flessibilità e innovazione sono il punto di forza del progetto ormai quasi pronto per la prova del mercato che sarà presentato a Milano nell’ambito dell’EXPO”

Dopo avere ereditato una piccola azienda famigliare Morelli si è posto l’obiettivo di “riportarla alla grandezza del passato. Ma le condizioni esterne e di mercato sono profondamente cambiate. Di qui la necessità di fare rete, coinvolgere altre piccole aziende suddividere i segmenti della produzione introducendo flessibilità strategica e sfruttando la resilienza delle aziende artigiane per costruire una struttura diffusa che dia valore al prodotto e diffonda cultura dell’innovazione che tenga conto delle problematiche ambientali”.

Ha chiuso gli interventi il vice sindaco di Carrara, Andrea Vannucci “ben contento di avere un’occasione per sprovincializzare la riflessione

Pagine:«1...78910111213...2348»