Giu 10, 2012 - musica divina    No Comments

Firenze: Nel segno di Mozart

Il Tuscan Sun Festival, giunto alla decima edizione, si apre lunedì 11 giugno con un concerto eccezionale, nella storica cornice del Teatro della Pergola, in cui Maxim Vengerov, James Galway e l’Orchestra della Toscana offriranno al pubblico un programma interamente dedicato alla musica del genio di Mozart.
Il violinista russo Maxim Vengerov, salito alla ribalta sin da giovanissimo per il suo virtuosismo di altissimo livello e il grande carisma espressivo, da un po’ di anni unisce alla intensa carriera concertistica una importante attività didattica e una sempre più incalzante attività come direttore d’orchestra.
Ed è proprio in questa duplice veste che lo vediamo in scena a Firenze, unica data italiana.
In apertura Concerto per violino e Orchestra n°4 in re maggiore K218.
Wolfgang Amadeus Mozart era appena diciannovenne quando ultimò il Concerto K218. È il quarto dei cinque concerti per violino attribuiti con sicurezza al compositore, scritti in breve tempo e nello stesso anno, il 1775. Lo stile riprende la tradizione italiana della scuola di Vivaldi e Tartini, ma Mozart vi unisce un particolare estro melodico che, dall’Allegro iniziale, si snoda attraverso l’Andante melodico, che è quello in cui più si evincono i tratti melodici mozartiani, fino al finale, un Rondò particolarmente incalzante e ironico, con continui cambi di tempo.
 
Il programma proseguirà con una delle Sinfonie più celebri del genio di Salisburgo: la Sinfonia n° 29 in La Maggiore K201, interpretata dall’Orchestra della Toscana, diretta da Maxim Vengerov.
Basata su temi raffinati ed espressivi, rappresenta un felice momento creativo dell’appena diciottenne salisburghese. È una composizione chiave della sua storia creativa perché è da qui che il compositore abbandona la struttura tripartita dello stile italiano che da piccolo, con Christian Bach, costituiva il suo punto di riferimento, per avvicinarsi ai modelli di Haydn.
L’organico orchestrale è ridotto, con archi, due oboi e due corni, ma presenta comunque un’architettura piuttosto elaborata. Si articola in quattro movimenti, secondo il modello viennese: l’Allegro moderato iniziale è un gioco di due temi, di cui il primo più energico, rispetto al secondo, più pacato; l’Andante si presenta leggiadro per lasciar poi il posto al dinamico Minuetto che arriva all’Allegro con spirito, dalla scrittura complessa e abbastanza brillante, in cui scale veloci, temi brevi, e una successione di accordi portano alla conclusione.
Dunque una Sinfonia che mette alla prova la versatilità del complesso orchestrale e che darà la possibilità all’Orchestra della Toscana di farsi apprezzare ancora una volta.
L’ensemble è infatti ospite affezionato del Festival ed è ormai è noto al panorama musicale soprattutto per la versatilità del repertorio che esegue, spaziando dal barocco alla musica contemporanea.
 
 Dopo la Sinfonia, che chiude la prima parte del concerto, sarà la volta di un altro brano per orchestra: celebre Ouverture dall’opera Don Giovanni, ormai divenuto un classico della letteratura musicale per orchestra.
È composta da due parti: una è un Andante con moto, che verrà ripetuto nella penultima scena, al momento dell’ingresso della statua del “Commendatore” nella casa di Don Giovanni. La seconda parte, invece, è un Allegro di carattere festoso. Si racconta che l’Ouverture fu scritta in fretta e furia il giorno prima della rappresentazione. Che sia vera o meno questa leggenda, il brano risulta ad ogni modo una composizione magistrale, sia dal punto di vista dell’idea musicale, che della struttura.
 
 Chiuderà la serata una star indiscussa del flauto: Sir James Galway, ormai considerato “leggenda vivente del flauto”. Soprannominato “l’uomo dal flauto d’oro” per il suo pregiato strumento, sin dal 1975, anno in cui ebbe inizio la sua sfolgorante carriera, col passare degli anni ha collezionato numerosissimi successi nei molteplici tour in giro per il mondo, così come le sue incisioni hanno sempre riscosso il più ampio plauso del pubblico e della critica. Grande promotore delle arti e didatta di grande carisma, si è esibito con le più grandi orchestre e i più celebri direttori ed è diventato famoso anche per la sua capacità di interpretare con uguale maestria grandi compositori della storia, come Mozart, Vivaldi e contemporanei come Corigliano e Lieberman.
A sottolineare il suo grande calibro, Sua Maestà la Regina Elisabetta II lo insignì di ben due onorificenze: l’OBE nel 1979, e nel 2001 la nomina a cavaliere per i servizi resi alla musica.
La sera dell’11 giugno interpreterà il Concerto per flauto n°2 in Re Maggiore K314.
Composto probabilmente a Mannheim, il concerto fu scritto su commissione  del gentiluomo olandese di origine indiana De Jean. È strutturalmente composto nello stile dei concerti per violino del 1775 sia per la parte solistica che per quella orchestrale.

Il carattere è brillante e non mancano tratti di bellezza melodica.

Il primo movimento (Allegro aperto) inizia con un tema composto di due parti dal carattere contrapposto.

L’Andante ma non troppo ha invece un’andatura pastorale. Nel rondò finale (Allegro) Mozart tende a sfruttare tutte le possibilità tecniche del flauto con una maestria intuitiva propria del suo genio, evidente soprattutto in una serie di variazioni e trovate sempre diverse e sorprendenti.Un concerto quindi che ben si addice al grande talento di questo grande interprete, altra stella che va ad unirsi al firmamento del Festival del Sole.


 
Lunedì 11 giugno 2012, 20:30 – Teatro della Pergola

Sir James Galway, flauto
Maxim Vengerov, violino & direttore
Orchestra della Toscana

Mozart: Concerto per violino No.4 in Re maggiore, K. 218
Mozart: Sinfonia No.29 in La maggiore, K.201 (186a)
***
Mozart: Don Giovanni, K.527: Overture
Mozart: Concerto per Flauto No. 2 in Re maggiore, K. 314


Firenze: Nel segno di Mozartultima modifica: 2012-06-10T16:36:07+02:00da freguggia12
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