Ott 10, 2013 - Toscana godereccia    No Comments

Firenze: Le eccellenze toscane della Guida dell’Espresso

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vini-italia-espresso-2014La lenzuolata di nomi, etichette e numeri che segue, si sa, è pur sempre una parte infinitesima di ciò che una Guida dei vini vuole comprendere e raccontare. Una lenzuolata dovuta, semmai. Tanto per mostrare le insegne, far baluginare una strada. O mulinare interesse mediatico. Eppure resta una lista parzialissima, che nel cuore e nella testa degli autori dovrebbe avere la stessa dignità, chessò, del miglior Cesanese dell’anno, o del miglior Marzemino. Le logiche mercantili ci dicono ahinoi che non è così, ma che tutti guardano alle mostrine e poco ai fanti. E a questo rito mediatico di sbattere i vincenti in prima pagina neanche all’Espresso ci si sottrae. Pazienza.

Sapete che c’è? C’è che una Guida dei vini è uno strano libro a metà, il cui sunto è una traccia a volte fin troppo sottile, od oltremodo ramificata, e dove millanta sono gli attori, molti dei quali con l’aurea dei protagonisti. Eppoi manca il finale. Ci troviamo davanti a un puzzle, che ogni lettore curioso e paziente, ben disposto d’animo e senza pregiudiziali, può ricostruire con i dovuti dettagli seguendo le gesta delle varie cantine, spulciando nella messe di commenti ai vini o leggendo le schede aziendali, da cui traspaiono storie e intendimenti stilistici. Quel che da una Guida dovrebbe emergere, leggendola per intero o spezzettandola nei cento temi/territori diversi di cui vuol dare testimonianza, è la visione critica, la coerenza interpretativa, la profondità di analisi. Ecco, da addentro al mestiere, e come parte in causa (quindi sfacciatamente di parte), in questa Guida ci vedo una linea, che porta dritta dritta a una considerazione fondamentale: sembra proprio che alla base di questo lavoro maniacale e per certi versi straniante vi sia l’onestà intellettuale.

Che bella l’onestà intellettuale! Quella che non sente il richiamo “sirenesco” dei potenti (o dei potentati); quella che non ha strade segnate o mode da cavalcare. Quella che guarda alla qualità del bicchiere, e a quella soltanto!

Per concludere due constatazioni: una esaltante, l’altra meno. Quella esaltante ci dice che la qualità espressa dalla enologia del nostro paese non è mai stata così elevata. Davvero raro incontrare generalizzate defaillances. Molto frequente semmai incontrare vini ben fatti, piacevoli, espressivi. Molto alta la quota dei vini ottimi ed eccellenti. Non c’è che da sbizzarrirsi quindi nella ricerca di buone bottiglie, ciò che ormai ogni territorio italiano riesce a proporre con confortante continuità.

La seconda invece vede in aumento sensibile la quota di bottiglie “fallate”, problematiche. Non per colpa del vino che ci sta dentro, no, ma per colpa di certe “condizioni al contorno” che ne inficiano le caratteristiche organolettiche. Il tappo, tanto per esser chiari. Il tappo di sughero. Ma non si tratta del vecchio TCA, ossia del classico sentore di tappo (evenienza tanto rara che quando ne incontriamo una scatta quasi quasi l’applauso con giubilo!):  è il cosiddetto  ”tappo non tappo”, che lavora ai fianchi il vino producendo effetti devastanti circa la sua reale qualità: togliendogli vitalità, smorzandone  i profumi e soprattutto (per i rossi) asciugandone i tannini, rendendo in tal modo la beva difficile e pregiudicata. Un’incidenza che, su un campione di bottiglie testate pari a 20.000, si aggira ormai attorno al 15%. Un problema epocale, a parer nostro. La ricerca di una soluzione  adeguata è una urgenza irrimandabile.  (Fernando Pardini)

I VINI DELL’ECCELLENZA

TOSCANA

Bianchi

18 Vernaccia di San Gimignano Campo della Pieve 2011 – Il Colombaio di Santa Chiara

18 Vernaccia di San Gimignano Montenidoli Fiore 2011 – Montenidoli

Dolci

19.5 Vin Santo di Montepulciano Occhio di Pernice 1999 –  Avignonesi

19 La Sorpresa 2007 –  Pacina

18 Il Passito di Corzano 2001 –  Corzano e Paterno

Rossi

19 Carmignano Riserva Piaggia 2010 – Piaggia – Vannucci Silvia

19 Chianti Classico Riserva 2008 – Castell’in Villa

19 Chianti Classico Riserva 2009 – Val delle Corti

19 Il Caberlot 2010 – Podere Il Carnasciale

18.5 Bilaccio 2010 – Il Borghetto

18.5 Brunello di Montalcino 2008 – Biondi Santi

18.5 Brunello di Montalcino 2008 – Cerbaiona

18.5 Brunello di Montalcino Riserva 2007 –  Biondi Santi

18.5 Brunello di Montalcino Riserva 2007 –  Lisini

18.5 Brunello di Montalcino Riserva 2007  – Querce Bettina

18.5 Caiarossa 2010 – Caiarossa

18.5 Chianti Classico 2010 – Val delle Corti

18.5 Masseto 2010 – Ornellaia

18.5 Montechiari Cabernet 2010 – Montechiari

18.5 Stielle 2009 – Rocca di Castagnoli

18.5 Suisassi 2010  – Duemani

18.5 Vino Nobile di Montepulciano Nocio dei Boscarelli 2009 –  Boscarelli

18 Avvoltore 2010 – Moris Farms

18 Boggina Anfora 2011 – Tenuta di Petrolo

18 Bolgheri Rosso Superiore Campo al Fico 2010 – I Luoghi

18 Bolgheri Rosso Sup. Grattamacco 2010 – ColleMassari – Podere Grattamacco

18 Bolgheri Sassicaia 2010 –  San Guido

18 Brunello di Montalcino 2008   La Cerbaiola – Salvioni

18 Brunello di Montalcino La Casa 2007 –  Tenuta Caparzo

18 Brunello di Montalcino Piaggione 2008 –  Podere Salicutti

18 Brunello di Montalcino Riserva 1 2 3 2007 –  Cencioni Patrizia – Solaria

18 Brunello di Montalcino Riserva 2006 –  Gorelli – Tenuta Le Potazzine

18 Brunello di Montalcino Riserva 2007 –  Poggio di Sotto

18 Brunello di Montalcino Ugolaia 2007  – Lisini

18 Brunello di Montalcino Vigna Schiena d’Asino 2008  – Mastrojanni

18 Campo alla Sughera 2009  – Campo alla Sughera

18 Cepparello 2010  – Isole e Olena

18 Chianti Classico 2009 –  Castell’in Villa

18 Chianti Classico 2010 –  Castello d’Albola

18 Chianti Classico 2011 –  Badia a Coltibuono

18 Chianti Classico 2011  – Riecine

18 Chianti Classico Riserva 2010  – I Fabbri

18 Chianti Classico Riserva Lamole 2009 –  Lamole di Lamole

18 Chianti Rufina Riserva Vigneto Bucerchiale 2010 –  Selvapiana

18 d’Alceo 2009 – Castello dei Rampolla

18 Guardiavigna 2010 – Podere Forte

18 Haiku 2010 – Castello di Ama

18 Montecucco Sangiovese Riserva Cenere 2008 – Amiata

18 Montevertine 2010 – Montevertine

18 Morellino di Scansano Brumaio 2010 – Tenuta Pietramora di Collefagiano

18 Rosso di Montalcino Ciampoleto 2011 – Tenuta San Giorgio

18 Salamartano 2010 – Montellori

18 Tignanello 2010 – Marchesi Antinori

18 Vino Nobile di Montepulciano 2010 – Podere Lamberto

Dolci rossi

18.5 Cristino 2012 – La Piana

18 Elba Aleatico 2009 – Acquabona

 

 

Firenze: Le eccellenze toscane della Guida dell’Espressoultima modifica: 2013-10-10T15:04:00+02:00da freguggia12
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