Feb 20, 2014 - arte antica    No Comments

Empoli (FI): Il Museo della Collegiata

Uno dei maggiori musei dell’empolese è quello della bella Collegiata di Sant’Andrea, la principale chiesa della cittadina, costruita nell’XI secolo, come si può vedere dalla facciata a romanico fiorentino caratterizzata dall’alternanza geometrica di marmi bianchi e verdi.

01La facciata della Collegiata di Sant’Andrea a Empoli
(fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Empoli)

Sorto nel 1859, il museo venne ospitato in alcune sale attigue alla Collegiata, dove si trova tutt’oggi. Pur essendo un piccolo museo del territorio fiorentino, esso conserva opere di non secondaria importanza nel panorama artistico toscano, testimoniando l’importanza che Empoli ha rivestito nel corso dei secoli.
In seguito ai numerosi tagli di bilancio che affliggono oggigiorno la cultura, l’ingresso al museo, spostato in una nuova sala nel 2006, è stato ripristinato nella vecchia sede, ovvero dal chiostro della Collegiata.
Prima dell’ingresso nella prima sala, si incontra il passetto, dove si possono ammirare due angeli reggicandelabro lignei di notevoli dimensioni, parte dell’antico assetto dell’altar maggiore.
La prima sala del museo è ospitata nell’antica chiesa di San Giovanni Evangelista, trasformata poi in Battistero nel 1464; per adeguarsi alla nuova funzione liturgica, vi si pose uno splendido fonte battesimale, opera di Antonio Rossellino del 1447, nella decorazione ricco di richiami all’antichità.

02Antonio Rossellino, Fonte battesimale, 1447, 
Empoli, Museo della Collegiata di Sant’Andrea
(fonte: http://www.flickr.com/photos/ganimede1984/8683873738/)

Un’altra opera è degna di un riferimento, trattandosi, forse, dell’opera più conosciuta del museo: il Cristo in pietà di Masolino, un affresco staccato del 1424 circa, testimone dell’attività empolese del pittore, che realizzò il ciclo delle Storie della vera Croce nella Cappella della Santa Croce della Collegiata e gli affreschi nel transetto destro della chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani.

03Masolino da Panicale, Cristo in pietà, 1424, 
Empoli, Museo della Collegiata di Sant’Andrea
(fonte: http://www.casa-in-italia.com/artpx/quat/Masolino.htm)

La seconda sala ospita una raccolta di sculture, di cui alcune pregevoli, dal XIII al XVII secolo. Si va dalla Madonna col Bambino di Giovanni Pisano al Crocifisso in avorio di Scuola tedesca del XVII secolo, passando per la Madonna col Bambino  di Mino da Fiesole del 1470 e l’Acquasantiera di Battista di Donato Benti del 1557.

IMG_4188Battista di Donato Benti, Acquasantiera, 1557
Empoli, Museo della Collegiata di Sant’Andrea
(fonte: Caterina Bellezza)

La scala che conduce al primo piano mostra alcuni stemmi della Collegiata, come quello dell’Opera di Sant’Andrea.
Proseguendo, si entra nelle sale dei dipinti dei secoli XIV e XV, che conserva opere di Niccolò di Pietro Gerini, Bicci di Lorenzo, Agnolo Gaddi e Lorenzo Monaco. Ma l’opera di queste due sale che sicuramente desta più interesse è la Madonna in trono e angeli di Filippo Lippi, che introduce alle opere del Rinascimento toscano, ben rappresentato dal Maestro di Signa, di cui sono esposte diverse opere.

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Filippo Lippi, Madonna in trono tra angeli e i santi Michele, Bartolomeo e Alberto, 1430,
Empoli, Museo della Collegiata di Sant’Andrea
(fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/File:Filippo_Lippi_cat01.jpg)

Nella seguente sala del Botticini, l’opera di maggior rilievo è sicuramente il Tabernacolo di San Sebastiano, che fu l’altare della Cappella di Santa Maria degli Angeli nella Collegiata finché non se ne decise il rinnovamento. Si tratta di un’opera che integra pittura e scultura, in cui Antonio Rossellino eseguì la statua del santo e gli angeli in alto, mentre Francesco Botticini si occupò della carpenteria lignea e della decorazione pittorica. Colpisce per la ricchezza dei materiali usati, specie per l’oro che ricopre le superfici lignee, e per il contrasto della nicchia scura da cui emerge il candido corpo di san Sebastiano.

05Antonio Rossellino e Francesco Botticini, Tabernacolo di San Sebastiano, 1476,
Empoli, Museo della Collegiata di Sant’Andrea
(fonte: http://www.flickr.com/photos/renzodionigi/5869350739/)

Un altro, imponente tabernacolo campeggia nella sala successiva: si tratta del Tabernacolo del Sacramento eseguito da Francesco Botticini e dal figlio Raffaello alla fine degli anni Ottanta del Quattrocento. Di nuovo, un’altra splendida macchina d’altare proveniente dalla Collegiata di Sant’Andrea, che fu collocata solo dopo esser stata approvata da una commissione di artisti del calibro di Domenico Ghirlandaio, Neri di Bicci e Alessio Baldovinetti.

06Francesco e Raffaello Botticini, Tabernacolo del Sacramento, 1484-91,
Empoli, Museo della Collegiata di Sant’Andrea
(fonte: http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Francesco_e_raffaello_botticini,_
tabernacolo_del_sacramento,_da_altare_maggiore_collegiata_di_empoli,_1484-
1504,_01.JPG)

Infine, uno sguardo alla loggia del chiostro permette di ammirare alcune opere della bottega dei della Robbia, come il Sant’Anselmo e Santi della bottega di Benedetto Buglioni, seguace e continuatore del metodo della terracotta invetriata inventato dai della Robbia.

07Bottega di Benedetto Buglioni, Sant’Andrea in trono tra i santi Lorenzo e Giuliano,
Rosa da Viterbo e Chiara, 1480-85, Empoli, Museo della Collegiata di Sant’Andrea
(fonte: http://www.artesuarte.it/articolo.php?id=86)

In conclusione, possiamo dire che il Museo della Collegiata di Sant’Andrea di Empoli, a quattro passi da Firenze, è gradevolissimo da visitare e permette di essere apprezzato anche dai non intenditori. Un esempio? Visitandolo con i genitori, una bambina di circa sei anni è rimasta talmente colpita dal Tabernacolo di San Sebastiano da giungere le mani in preghiera e sostare così davanti all’opera per qualche minuto, recitando dentro di lei una preghierina a occhi chiusi. Quando si dice «arte che ispira»…

Caterina Bellezza

Empoli (FI): Il Museo della Collegiataultima modifica: 2014-02-20T21:06:42+01:00da freguggia12
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