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Nov 25, 2014 - arte antica    No Comments

Firenze: Alla Maison Bibelot

Più improntata sul contemporaneo ma con un occhio di riguardo anche per l’antiquariato ed il collezionismo l’esposizione della prossima asta di Maison Bibelot si svolge da sabato 6 a martedì 9 dicembre in Corso Italia a Firenze.

Presenta una selezione di opere moderne tra cui la monumentale Seita Palissade 1962 (valutazione 90.000 €), scultura di Raymond Hains realizzata in legno dipinto, esposta alla mostra Dadaismo dadaismi nel 1997. Inoltre lavori di Schifano, Guttuso, Barni, Cassinari ed una selezione di opere di Vinicio Berti provenienti da una collezione privata.

re magi

In tema con il periodo natalizio si inserisce una grande pala ad olio su tela (cm 265×168) Cavalcata del Magi, Scuola dell’Italia settentrionale della fine del XVI secolo (valutazione 40.000 €), ispirata all’opera del Pinturicchio. Sempre del XVII e in tema religioso una coppia di dipinti ad olio su tela raffigurante dei Santi (valutazione 3.000 €).

Arricchiscono la scelta alcuni ritratti provenienti della nobile famiglia inglese Drury, tra i quali un bel ritratto di Mary Queen of Scotts del XVII secolo, eseguito da un seguace di Francois Cluet, il grande olio su tela (cm 115×91) in cornice coeva intagliata e dorata è valutato 10.000 €; un bel ritratto in ovale di Margaret Clopton attribuito a Godfrey Kneller del XVII secolo (olio su tela, valutazione 1.500 €); due classici ritratti ad olio su tela di scuola inglese dell’inizio del XIX secolo del Rev Henry J T Drury e il più romantico di sua moglie Ann Caroline (valutazione 2.500/3.000 €) .

mary scotts

Tra le curiosità, una suggestiva raccolta di ceramiche di Galileo Chini dell’inizio del XX secolo (valutazione 1500 €), una di maioliche dal XVII al XVIII secolo, argenteria antica e moderna.

Foto 0181

Cataloghi online su: www.maisonbibelot.com

Nov 23, 2014 - arte antica    No Comments

San Sepolcro (AR): Il restauro di PIero

 

Dopo cinque secoli la Resurrezione di Piero della Francesca ha bisogno di un sostanziale restauro che prenderà avvio a breve grazie ai finanziamenti messi a disposizione dal Comune di Sansepolcro (40mila euro) e da un generoso mecenate, Aldo Osti (100mila euro).
I restauratori dell’Opificio delle Pietre dure di Firenze cui è stato affidato il lavoro che si presuppone durerà circa diciotto mesi, provvederanno a eseguire un intervento conservativo e di pulitura. Il degrado procurato dalla solfatazione, dalla decoesione della pellicola pittorica e il distacco di piccole porzioni di intonaco sono tra i problemi più urgenti da risolvere per assicurare la sopravvivenza dell’opera alle generazioni future.
L’affresco realizzato da Piero desta ancora, dopo così tanto tempo dalla sua realizzazione, diversi interrogativi: la datazione non è certa, infatti, si sa solo che è stato eseguito tra il 1450 e il 1465 e non è certa nemmeno la collocazione originaria dell’opera. Se l’affresco, come alcuni studiosi suppongono, fosse stato eseguito altrove, e solo in un secondo momento “trasferito” sulla parete che lo ospita attualmente, sarebbe uno dei più antichi “trasporti a massello” che si conoscono, poiché in anni molto lontani sarebbe stato tagliato e trasportato in Palazzo della Residenza, tutto il muro con l’affresco dipinto. Negli anni l’opera non ha mai subito radicali interventi di restauro e non si esclude che da quello che i tecnici dell’Opificio si accingono a fare possa emergere qualche nuovo particolare che faccia luce sui diversi interrogativi che quest’affresco ci pone.
L’opera, già considerata da Vasari il capolavoro di Piero, è stata oggetto di ammirazione di artisti e critici di ogni epoca.
La solenne e ieratica figura del Cristo domina la composizione bipartita orizzontalmente e innestata tra due colonne con capitello corinzio. Il Cristo, figura solenne e statuaria, tipica delle opere di Piero, è un esempio di quegli uomini cubici, uomini colonnari di cui nel 1927 parlavaRoberto Longhi.
La tradizione vuole che nel volto di quest’uomo dalla veste rosata che si innalza alle spalle dei soldati dormienti, siano riconoscibili i tratti somatici di Piero e che quindi sia una sorta di autoritratto dell’artista. Al di là di questo c’è da dire che la fisiognomica che Piero assume in quest’opera sarà ripresa poi nei ritratti che eseguirà in epoca successiva: questo è dunque sorta di ritratto ideale che Piero porta avanti nelle sue “creature” e che e diventerà un suo stilema.
Durante le fasi del restauro dell’affresco resterà visibile poiché nella sala del museo sarà montato un particolare ponteggio che permetterà ai visitatori di seguire il work in progress.
(Enrica Ravenni per exibart)
Nov 19, 2014 - arte antica    No Comments

Firenze: Lorenzo Bartolini

Apre martedì 18 novembre nella Gipsoteca della Galleria dell’Accademia di Firenze la mostra “L’Arnina di Lorenzo Bartolini.  Il marmo ritrovato per Giovanni degli Alessandri”. Resterà visibile fino all’8 febbraio 2015

Fig. 6

La piccola e preziosa esposizione, curata da Lia Brunori, vicedirettrice della Galleria dell’Accademia, rappresenta l’occasione per condividere con il pubblico gli ulteriori studi intorno all’opera dello scultore neoclassico pratese.

Protagonista d’eccellenza della mostra una statua in marmo raffigurante la Ninfa Arnina, testimoniata dai documenti e dalle fonti, ma della quale si era perso traccia, che è stata rinvenuta in una collezione privata inglese dallo studioso John Kenworthy-Browne.

L’opera, inedita, viene quindi esposta per la prima volta al pubblico affiancata dal suo bellissimo calco in gesso, di proprietà della stessa Galleria dell’Accademia, rientrato dopo essere stato depositato per alcuni decenni presso il Museo Civico di Prato, ed insieme ad alcuni documenti volti ad evocare la complessa vicenda dell’opera bartoliniana che, in questa versione, riporta la dedica a Giovanni degli Alessandri, personaggio di spicco nella vita culturale fiorentina del primo Ottocento.

Fig. 1

 

Il catalogo della mostra, pubblicato dall’editore Sillabe, come afferma Angelo Tartuferi, Direttore della Galleria dell’Accademia, «conferma l’interesse speciale della Galleria per l’opera di Lorenzo Bartolini e inaugura la nuova serie dei ‘Quaderni di studio’ che saranno uno strumento agile e prezioso per approfondire temi inerenti le collezioni del museo».

 

Il fortunato ritrovamento della statua si deve appunto alle ricerche del celebre studioso inglese John Kenworthy-Browne che presentò questa scoperta al convegno su Lorenzo Bartolini promosso dalla Galleria dell’Accademia nel 2013, dopo il successo della fondamentale mostra dedicata allo scultore nel 2011. È stato però solo grazie ai  contatti sviluppati da Franca Falletti –  già Direttrice della Galleria dell’Accademia – che si è potuto precisare la localizzazione della scultura e concretizzarne la sua presentazione in questa sede.

Fig. 4

Come testimonia la lettera di dedica esposta in mostra, il marmo ritrovato ed il gesso portano la dedica di Lorenzo Bartolini a Giovanni degli Alessandri, presidente dell’Accademia di Belle Arti, cui lo scultore si rivolse nel 1825 nella speranza di ottenere la Cattedra di Scultura allora vacante.

Bartolini, però, era in profondo conflitto con il mondo accademico fiorentino mal tollerandone la rigida impostazione dell’insegnamento; così, nonostante egli fosse ormai considerato come uno dei più importanti scultori del tempo, non riuscì ad ottenere quell’incarico che fu dato invece a Stefano Ricci, scultore neoclassico di ben minore fama ma integrato nell’ambito accademico.

Solo nel 1839 Bartolini ebbe la desiderata nomina accademica a professore di Scultura e l’amico Vittorio Fossombroni, illustre scienziato e ministro del Granducato di Toscana, gli dedicò un sonetto. Bartolini rispose all’amico sia in rima sia con un ritratto di cui in mostra sono presentate le testimonianze.

Nov 17, 2014 - arte antica    No Comments

Firenze: Lorenzo Bartolini

 

fondazione fotografia modena

Firenze – dal 17 novembre 2014 all’otto febbraio 2015
L’Arnina di Lorenzo Bartolini. Il marmo ritrovato per Giovanni degli Alessandri

 
 
GALLERIA DELL’ACCADEMIA
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+39 0552388612 , +39 0552388609 (fax), +39 055294883
galleriaaccademia@sbas.firenze.it
 
 
 
 
 

La pubblicazione di Sillabe è dedicata alla ritrovata Arnina di Lorenzo Bartolini – l’unica versione in marmo sin qui riemersa fra quelle eseguite dallo scultore –, e accompagna la piccola mostra curata con attenzione da Lia Brunori, Vicedirettrice della Galleria dell’Accademia.

orario: Da martedì a domenica, ore 8,15-18,50
Chiusura: tutti i lunedì, Capodanno, 1° maggio, Natale – Aderisce ai venerdì sera ad orario prolungato fino a dicembre
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: In occasione della mostra La fortuna dei Primitivi (24-06-2014, 08-12-2014) e dopo 1 novembre 2014 il prezzo del biglietto sarà € 12.50 (intero) e € 6,50 (ridotto).
vernissage: 17 novembre 2014. su invito
editoreSILLABE
curatori: Lia Brunori
autori: Lorenzo Bartolini
genere: arte antica

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