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Set 14, 2012 - arte antica    No Comments

Pèccioli (PI): Caravaggio a Légoli

“Il sacrificio di Isacco (a lume di notte)”, capolavoro di Caravaggio scoperto nel 1989, sarà visibile a Legoli, piccolo borgo toscano del Comune di Peccioli (Pi), nella chiesa dei Santi Bartolomeo e Giusto, dal 21 settembre al 21 ottobre 2012. L’iniziativa “La notte di Caravaggio”, che vede la regia dell’architetto Alberto Bartalini, la curatela generale del professor Ilario Luperini e la curatela scientifica del professor Pierluigi Carofano della Scuola di Specializzazione in Beni Storico Artistici dell’Università degli Studi di Siena, è promossa dalla Fondazione Peccioli per l’Arte, con il sostegno del Comune di Peccioli e della Belvedere Spa.

Peccioli. Lunedì 10 settembre 2012. Dopo il successo del progetto “Caravaggio, Caravaggini & Co”, realizzato l’anno scorso e che ha visto il paese trasformarsi in un Museo a cielo aperto, Michelangelo Merisi torna protagonista a Peccioli con il progetto “La notte di

Caravaggio”: nella chiesa dei Santi Bartolomeo e Giusto del piccolo borgo medievale di Legoli, verrà esposto “Il Sacrificio di Isacco (a lume di notte)”, capolavoro realizzato dal grande maestro nel 1602 e scoperto da Maurizio Marini nel 1989 (opera esposta poi in grandi mostre curate da storici dell’arte quali Denis Mahon e Mina Gregori).

Peccioli conferma così la sua passione per la grande arte, in particolare per Caravaggio: nel 2011, infatti, la Città è stata teatro di una installazione artistico urbana sempre a cura dell’arch.  

Bartalini, con l’allestimento di grandi affissioni che riproducono la celeberrima Medusa e una serie di opere dei caravaggeschi toscani, che ancora oggi adornano il centro storico.

La Fondazione Peccioli per l’Arte, unitamente al Comune di Peccioli e alla Belvedere Spa, si fanno dunque promotori di un’iniziativa

originale: un’unica opera, esposta in una chiesa raggiungibile solamente a piedi, passando nello scenario incantato del borgo medievale di Legoli.

“Il Sacrificio di Isacco (a lume di notte)”, proveniente da una raccolta di Napoli, passò per una vendita di Christie’s a Roma il 13 aprile 1989 quale “copia di Caravaggio”. Le pessime condizioni della tela, a causa delle vernici ossidate, impedivano uno studio accurato.  

Fu Maurizio Marini, a seguito di dettagliate indagini a raggi x e dopo una prima pulitura del quadro, a scoprire che il dipinto era un capolavoro di Michelangelo Merisi. Questa tesi venne poi sostenuta da molti dei più autorevoli studiosi di Caravaggio (quali Denis Mahon e Mina Gregori). L’opera attualmente fa parte di una collezione privata modenese, ed è già stata esposta in importanti mostre, tra le quali va ricordata quella trapanese, curata proprio da Sir Denis Mahon, Caravaggio. L’immagine del divino (Museo Regionale di Palazzo Pepoli, 2008). Successivamente è stata esposta a Varese (Musei Civici di Villa Mirabello, 2008), a Malta (Galleria Archeologica Nazionale, 2009) a Castelvetro (Oratorio di Sant’Antonio da Padova, 2009) e a S. Maria Tiberina (Museo Civico del Castello Bourbon del Monte, 2010).

Pierluigi Carofano, docente di storia dell’arte presso la Scuola di Specializzazione in Beni Storico Artistici dell’Università degli Studi di Siena e curatore scientifico della mostra, parla di «una scoperta recente di Caravaggio, che rientra nel gruppo delle repliche autografe eseguite per committenti prestigiosi come Prìncipi e Cardinali.  

L’opera è molto importante perché rappresenta una delle prime testimonianze dell’ambientazione notturna nelle opere di Caravaggio».

Il progetto si inserisce in una serie di eventi e iniziative volte alla promozione del territorio. Legoli (frazione di Peccioli) è infatti un borgo medievale straordinario, immerso nella campagna toscana. Dalla chiesa sei Santi Bartolomeo e Giusto si possono ammirare le colline toscane del circondario, dove altri borghi come Toiano e Ghizzano si conservano intatti. Inoltre, a due passi dal luogo dell’esposizione, si può trovare la meravigliosa cappella di Santa Caterina con gli affreschi di Benozzo Gozzoli.

«Questa esposizione si inserisce in una programmazione più vasta, e la volontà di Belvedere è quella di arrivare gradualmente al coinvolgimento della cittadinanza, per far sì che diventi protagonista di una vera e propria rivoluzione culturale del nostro territorio – dice il presidente di Belvedere Spa Renzo Macelloni – Sono convinto che il patrimonio paesaggistico e artistico di queste zone rappresentino la nostra occasione per far rinascere Peccioli e la Valdera. Questo è solo l’inizio di un percorso, e non dobbiamo avere paura di osare, anche attraverso cose straordinarie e azzardate come l’esposizione di un Caravaggio a Legoli».

La mostra “Caravaggio a Legoli” sarà visibile al pubblico dal 21 settembre al 21 ottobre, tutti i giorni dalle 16 alle 22.

 
Set 9, 2012 - arte antica    No Comments

Firenze: La Gioconda torna a casa?

Leonardo da Vinci, Monna Lisa, 1503-1514 circa, 77x53cm, Museo del Louvre Parigi,
 
“Accidenti come sono agguerriti questi italiani” penseranno in Francia, ammesso che sia arrivata la notizia, all’indomani dell’annuncio dato dal Presidente del Comitato Nazionale per la Valorizzazione dei Beni Culturali, Storici e Ambientali, Salvatore Vinceti, che ha raccolto 150mila firme per un ritorno temporaneo dal Louvre della Gioconda, da esporre a Firenze nel 2013, il centenario del ritrovamento del quadro nella città toscana, trafugato nel 1911 dal museo parigino ad opera di Vincenzo Peruggia.
Vinceti ha inoltre dichiarato di aver chiesto un incontro con il nuovo ministro della Cultura francese Aurelie Filippetti Orelle.
Nel caso però lo scambio non dovesse avvenire, e non si dovessero verificare le condizioni di un rinnovato «stretto legame di tradizione e di contaminazione culturale tra noi e la popolazione francese», come ha più volte raccontato Vinceti, il Presidente ha dichiarato che metterà in atto tutte le iniziative e le strategie per perseguire l’obiettivo di riavere tra le mani, per un po’, il capolavoro di Leonardo. Anche le più estreme, tra cui uno sciopero della fame a oltranza. «Sono convinto che, anche grazie alle sue origini italiane, il ministro Filippetti non solo risponderà positivamente alla nostra richiesta, ma che saprà ben comprendere il perchè di questa mobilitazione internazionale. Il quadro della Gioconda negli anni Settanta del secolo scorso venne esposto negli Stati Uniti e poi in Giappone, grazie all’intervento dell’allora ministro della Cultura francese nonostante il parere contrario del museo del Louvre» ha continuato Vinceti. Che forse qualcuno ricorderà come colui che ha intrapreso i lavori di scavo nell’ex convento di Sant’Orsola a Firenze alla ricerca della tomba di Lisa Gherardini, la più conosciuta Monna Lisa, e che reclama l’identificazione delle ossa del Caravaggio, probabilmente sepolte a Port’Ercole, all’Argentario. Tre belle storie per rendere Firenze, e la Toscana tutta, la Mecca degli appassionati di specchietti per le allodole dell’arte.
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