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Giu 17, 2012 - arte antica    No Comments

Firenze: Gli Uffizi guardano in grande

 


 

Uffizi, la sala 60, dedicata a Rosso Fiorentino
 
Gli Uffizi pensano in grande, e mentre il contemporaneo a Firenze muore, il museo forse più conosciuto del mondo non solo apre oggi le nuove nove sale rosse, dove saranno esposte opere del XVI secolo, con un totale di 51 dipinti, 12 sculture e 3 disegni di grandi maestri Andrea Del Sarto, Rosso Fiorentino, Pontormo, Bronzino e Raffaello, ma pensa al suo traguardo di grandezza finale. Il nuovo percorso è stato definito dai vertici del Polo museale fiorentino come il proseguo ideale delle precedenti sale, in una modalità più razionale e scorrevole. Ci sono però altre novità che riguardano gli Uffizi: per completare i cantieri che amplieranno il museo dagli attuali 6mila metri quadrati di esposizione agli oltre 12mila del nuovo progetto, ci vorranno altri 4 anni di lavori. Data finale 2016.
Ma entro febbraio saranno consegnate altre 13 sale, attualmente in restauro, che amplieranno di altri mille metri quadri la superficie delle mostre, arrivando quasi al 50 per cento dello spazio che sarà disponibile nel tra qualche decina di mesi, e che costerà qualcosa come 30 milioni di euro, che attualmente non sono ancora stati stanziati dal Ministero. L’ampliamento prevede la realizzazione di nuove spazi per l’esposizione degli arazzi, della statuaria, di un’area per mostre temporanee e per tutti i servizi, comprese le nuove biglietterie e un ristorante, che faranno degli Uffizi un museo “completo”. E che renderanno ancora di più Firenze una città “moderna”. 
 
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Giu 16, 2012 - arte antica    No Comments

Firenze: Nuove sale per i Nuovi Uffizi

 
Dieci nuove sale al piano nobile della Galleria degli Uffizi di Firenze. Si tratta della seconda fase del progetto “Nuovi Uffizi” che aveva già inaugurato a dicembre le otto sale blu dedicate alla pittura straniera del Cinquecento, Seicento e Settecento.
L’altra porzione dei Nuovi Uffizi sarà inaugurata al piano nobile e dedicata ai pittori del Cinquecento, soprattutto toscani, da Andrea del Sarto a Bronzino, a Raffaello. Questi nuovi spazi saranno preceduti da una Galleria riservata alle sculture di cultura ellenistica comprendente, tra le altre opere, quelle provenienti dal Museo Archeologico (Apollo Citaredo, Dioniso con la pantera, un Niobide e una Testa di Arianna) e tre sculture che fino a un mese fa appartenevano alla “Sala dell’Ermafrodito'”, presso il vestibolo d’uscita del Corridoio di Ponente: si tratta dello Spinario (arte romana), dell’Afrodite (arte ellenistica) conosciuta anche come ”Venere al bagno” e del Torso raffigurante un centauro con le mani legate dietro la schiena (officina romana, II sec. a.C.) noto come ”Torso Gaddi”. A queste si aggiunge anche quella dell’Ercole Farnese (arte romana, II sec. d.C.), che si trovava alla testata del III Corridoio di Ponente della Galleria.

Giu 15, 2012 - arte antica    No Comments

Firenze: E’ di Michelangelo?….

 

Un particolare della lastrina attribuita a Michelangelo
 
Si tratta di una piccola lastra di marmo, dalle dimensioni di 43,5×58 centimetri circa. Raffigura una donna nuda, adagiata in una morbida posa sul fianco destro, il volto di profilo e con in grembo un fanciullo; le due gambe si contrappongono: la destra completamente allungata e la sinistra fortemente ripiegata sin sotto la coscia. «Una composizione sapiente dove ogni gesto è inserito in un contesto generale di accorti bilanciamenti e contrappunti. La superficie marmorea è lavorata in modo variegato: dalla finitura quasi perfetta di alcune parti alla sbozzatura meno definita di altre, fino a porzioni arditamente “non finite”, come i volti dei personaggi» sono state le parole di Gabriele Morolli, docente di Storia della critica e della Letteratura Architettonica dell’Università di Firenze. Stiamo parlando di un’attribuzione. Sì, perché la piccola lastra, presentata stamane a Palazzo Riccardi a Firenze alla presenza del Presidente della Provincia di Firenze, Andrea Barducci, e della Soprintendente Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, Cristina Acidini, pare sia opera di Michelangelo Buonarroti.
«La composizione, l’iconografia, i riferimenti letterari, l’altissima qualità, la tecnica e lo stile della scultura, i confronti e le coincidenze con le opere di Michelangelo, rendono l’attribuzione di questa formella al grande Maestro fiorentino molto più che un’ipotesi» dicono le carte ufficiali. La ricostruzione della storia della forma marmorea risale alla collocazione di quest’opera all’indomani del 1659, anno in cui i Riccardi avevano acquisito il Palazzo Medici di Cosimo il Vecchio in via Larga, studiato da Leonardo e dove vi lavorò Michelangelo. Il rilievo rinascimentale individuato potrebbe dunque essere, verosimilmente, anche un bell’esempio di “falso-antico”: una riproduzione tecnica che era molto frequente all’epoca di Buonarroti, che in questa pratica era un eccellente compositore. Lo studio sulla “lastrina” e l’ipotesi di attribuzione del rilievo a Buonarroti è stata avanzata per la prima volta dallo stesso Morolli e Alessandro Vezzosi, nel volume “Michelangelo Assoluto” e, nel caso non fosse realmente mano del grande Maestro «crediamo che l’individuazione di questo rilievo al Medici-Riccardi raffigurante “Venere e Amore” rappresenti la sorprendente riscoperta di un raffinato, piccolo capolavoro» hanno dichiarato Morolli e Vezzosi. Insomma, date le ombre sulle ultime attribuzioni (vedi il Cristo della discordia degli scorsi mesi, attribuito anch’esso a Michelangelo e acquistato sotto il Ministero di Sandro Bondi, ora in mostra al Museo del Bargello) è meglio andarci piano. L’opera, rotta in più frammenti in epoca imprecisata, fu ricomposta e incastonata nell’attuale cornice prima del 1719, anno dell’ultimo pagamento dei lavori eseguiti da Foggini e dai suoi allievi per il Palazzo dei Riccardi.
 
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Giu 14, 2012 - arte antica    No Comments

Arezzo: Il Rinascimento in terre di Arezzo

“Ho sempre pensato ad Arezzo come a una Rosa dei Venti, come a uno strumento di precisione che indica, ai quattro punti cardinali, le direttrici di quella stagione delle arti che i manuali chiamano Rinascimento”.

Lo scrive Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani nonché presidente del comitato scientifico del progetto Piccoli Grandi Musei, che con la sua VIII edizione, presentata oggi ad Arezzo, approda in questo spettacolare angolo di Toscana, autentico museo diffuso, crocevia della creatività tardo-medievale. Rinascimento in terra d’Arezzo (22 giugno – 18 novembre 2012) è appunto il titolo del vasto itinerario espositivo che include capoluogo e i comuni della Val di Chiana.

Luoghi, come si sa, dove molti dei grandi maestri del Quattrocento sono nati o hanno a lungo operato: Beato Angelico, Piero della Francesca, Bartolomeo della Gatta, Luca Signorelli, Donatello, Neri di Bicci, Michele da Firenze, Andrea della Robbia, Sansovino, Filippo Lippi.

Luoghi dove, tutt’oggi, si concentrano tanti loro capolavori: Madonne con bambino, compianti, assunzioni della Vergine, annunciazioni, santi, profeti. Un territorio disseminato di polittici, pale, tondi e lunette, dipinti e sculture, miniature e maioliche portatrici di quella straordinaria rivoluzione delle forme e del colore che fu il Rinascimento.

‘Se si vuole davvero capire quella lontana stagione occorre venire qui’, annota ancora Paolucci nel catalogo Polistampa (€ 28) curato da Liletta Fornasari e Paola Refice.

Promosso dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, dal 2006 il progetto PGM è sostenuto dalla Regione Toscana e ha coinvolto istituzioni e locali, diocesi e i maggiori musei del territorio. Ha finanziato nuovi allestimenti espositivi, spalancato chiese ricche di pitture, aperto per la prima volta palazzi prestigiosi, ottenuto ritorni importanti. Il Museo Nazionale di Arte Medievale e Moderna di Arezzo esporrà ad esempio il famoso trittico Marsuppini di Filippo Lippi, un tempo del monastero di S. Bernardo oggi dei Musei Vaticani.

E’  una delle molte tappe di un lungo viaggio nel panorama artistico di quel secolo mitico. Oltre al Museo Nazionale, Arezzo offre la Fraternita dei Laici, il Museo Diocesano, la chiesa di San Francesco (Storie della vera Croce di Piero della Francesca), la cattedrale (fonte battesimale di Donatello e ceramiche di Andrea della Robbia), la badia delle Sante Flora e Lucilla.

Risalendo la Val di Chiana il progetto conduce a Castiglion Fiorentino (Collegiata e Museo della Pieve di S. Giuliano e Pinacoteca Comunale), a Lucignano (Museo Comunale), a Cortona, patria di Signorelli (Museo dell’Accademia Etrusca –MAEC e Museo Diocesano).

“E’ un percorso che può anche essere fatto al contrario, da Cortona ad Arezzo”, commenta Paolucci, “Resta comunque un vero gioco degli specchi, una scintillante sciarada di opere che è bello scoprire e collegare l’una all’altra nel loro dispiegamento armonioso”.

“Piccoli Grandi Musei”, aggiunge Jacopo Mazzei, presidente di Ente Cassa, “è un esercizio della memoria che ci stimola a dare il nostro piccolo o grande contributo per far sì che questo imperdibile patrimonio storico e culturale sia messo al riparo dagli insulti del tempo e dai danni prodotti dall’uomo e dagli eventi naturali”.

PGM organizza anche numerose iniziative collaterali e visite guidate sia a piedi che in pullman. Tutti i luoghi del programma sono visitabili con il Pass PGM che dà diritto a sconti sull’ingresso e a varie agevolazioni. Info e prenotazioni: Sigma CSC, 055.2340742 , prenotazioni@cscsigma.it.

Il progetto è patrocinato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Collaborano, tra gli altri, Soprintendenza, Provincia e Diocesi di Arezzo, Fraternita dei Laici. Main sponsor Banca Etruria. Sponsor tecnici Estra S.p.a., Valdichiana Outlet Village, Aeroporto dell’Umbria – Perugia ‘S. Francesco d’Assisi’.

 

Giu 14, 2012 - arte antica    No Comments

Arezzo: Rinascimento in terra d’Arezzo


 

 Fino a novembre 2012 i Piccoli Grandi Musei tornano con un progetto dedicato al Rinascimento i Terra di Arezzo. Questa ottava edizione è interamente dedicata alla valorizzazione dei musei e delle eccellenze artistiche e culturali dell’area compresa tra Arezzo e tutta la Valdichiana, con un grande evento dal titolo Rinascimento in terra d’Arezzo, che si svilupperà tra giugno e novembre 2012. 

Nell’Aretino hanno avuto i natali grandi protagonisti del Quattrocento: in una delle “terre nuove” volute dai fiorentini sono nati i “big” del nostro percorso nell’arte. A partire da Filippo Lippi, presenza fiorentina in territorio aretino, passando per Piero della Francesca e Andrea della Robbia, fino ad arrivare a personalità geniali come quelle di Bartolomeo della Gatta (fiorentino anch’esso ma trapiantato giovanissimo ad Arezzo) e Luca Signorelli, si giunge alla pienezza del linguaggio rinascimentale che da Arezzo si diffuse velocemente negli altri centri del territorio: da Castiglion Fiorentino a Cortona, da Lucignano a Foiano, da Civitella a Marciano della Chiana. 

Un vero e proprio viaggio nel panorama artistico di un secolo “mitico”, che vuole farsi promotore di un progetto territoriale finalizzato a sostenere le realtà artistiche del territorio, in un’ottica di rafforzamento del “sistema-museo” e di sviluppo di itinerari culturali e turistici alternativi. 

Diverse sedi 
Arezzo e Valdichiana

 

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