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Gen 16, 2015 - arte moderna    No Comments

Prato: Giacomo Balla da Farsetti

La mostra “Giacomo Balla. La nuova maniera 1920-1929” che Farsettiarte propone a Milano, dopo il successo ottenuto a Cortina in occasione delle festività di fine anno, rappresenta un contributo importante per  capire meglio lo sviluppo e l’evoluzione creativa di uno dei maggiori esponenti del movimento futurista.

Giacomo Balla

Giacomo Balla. Aerorumore, 1925-29

 

Le opere di Giacomo Balla esposte sono state eseguite negli anni Venti e testimoniano in maniera chiara il metodo di lavoro e le linee portanti della sua produzione artistica di quegli anni. Il nucleo centrale della mostra di Milano è costituito da dieci bozzetti a tempera su carta intelata, dipinti tra il 1925 ed il 1929, già appartenuti a Casa Balla a Roma e successivamente acquistati da un collezionista privato lombardo. Sono degli ottimi esempi dell’astrattismo di Balla degli anni Venti, caratterizzato da uno spiccato dinamismo delle linee, unito ad una notevole energia espressa, resa grazie ad un uso particolarmente felice del colore.

In essi è possibile individuare il metodo di lavoro di Giacomo Balla e capire i procedimenti tecnici e compositivi che lo hanno portato alla realizzazione delle sue opere. Accanto ad alcuni di questi bozzetti saranno infatti esposte le opere di riferimento, così da creare un’ottima opportunità per un confronto diretto.

 

Gen 7, 2015 - arte moderna    No Comments

Fauglia (PI): Omaggio a Vittoria Krienerk

Domenica 11 gennaio 2015 alle 15.30, presso il Teatro Comunale di Fauglia, avrà luogo un incontro per ricordare Vittoria Kienerk che con la sua donazione in vita di numerose opere del padre Giorgio, pittore postmacchiaiolo, ha consentito al Comune di Fauglia di realizzare il Museo Giorgio Kienerk. Una realtà culturale di livello nazionale che ha arricchito l’antico borgo delle colline pisane.
Vittoria Kienerk, che l’11 gennaio di quest’anno avrebbe compiuto 95 anni, è mancata due anni fa: da quella data, per lascito testamentario, si è completata la sua donazione alla comunità faugliese, comprendente 130 opere tra dipinti, sculture, disegni, illustrazioni.
L’incontro in “omaggio a Vittoria Kienerk” vuole essere un’occasione per ricordare Vittoria Kienerk non soltanto per la generosa donazione e come instancabile promotrice del talento del padre Giorgio, ma anche come donna di profonda cultura, autrice di libri per ragazzi e di manuali di storia dell’arte. Interverranno all’incontro, coordinato dalla conservatrice del Museo Giovanna Bacci di Capaci, gli storici dell’arte Vincenzo Farinella, Piero Pacini, Silvia Panichi, Eugenia Querci e Carlo Sisi, che hanno conosciuto personalmente questa straordinaria faugliese di adozione e che daranno conto dei vari aspetti della sua ricca personalità intellettuale.

A conclusione dell’incontro seguirà un intervento musicale di Silvia Casalino e Alessandra De Laurentis – classe di flauto del professor Stefano Agostini presso l’Istituto Musicale Pietro Mascagni di Livorno – in ricordo della collaborazione offerta dall’Istituto stesso agli eventi culturali promossi negli ultimi anni dal Museo Giorgio Kienerk.

 

Nov 20, 2014 - arte moderna    No Comments

Lucca: Signorini, Fattori, Lega, ribelli si nasce

Una lucida passione ri-evoluzionaria che ha condotto gli artisti a credere di poter mutare il futuro del proprio paese assegnando alla cultura un ruolo decisivo. I macchiaioli, da testimoni del proprio tempo, decisero di scendere in arena, rinunciando ai sogni e alle coscienti illusioni, per diventare artefici del proprio destino interpretando la vita reale e spirituale, e diventando strumento della propria vita ideologica. La mostra “Signorini, Fattori, Lega e i Macchiaioli del Caffè Michelangiolo. Ribelli si nasce”, a cura di Maurizio Vanni e Stefano Cecchetto, che sarà aperta al Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art dal 21 novembre 2014 al 6 aprile 2015, nasce proprio da questo presupposto: rivedere il movimento dei macchiaioli alla luce della loro modernità, del loro essere ribelli alle regole accademiche e a ogni convenzione. “In un momento di crisi d’identità – scrive il co-curatore Maurizio Vanni –, crediamo importante analizzare un movimento che ha cercato di cambiare il mondo, e le sorti del proprio paese, anche attraverso la cultura”.

 

Scriverà Telemaco Signorini, una delle figure più rilevanti del gruppo, nel 1889 ne “Il Gazzettino delle Arti e del Disegno”: “Sapete, secondo noi, l’arte grande qual è? È quella che esige dall’artista non cultura storica né talento immaginativo, ma osservazione coscienziosa e esatta delle infinite forme e caratteri di questa natura che vive contemporaneamente a noi”.

L’approccio verso il cambiamento e il desiderio di non rimanere indietro rispetto alle evoluzioni culturali di altri paesi ha animato questo gruppo di pittori a partire dal 1856 quando a Firenze i giovani artisti che frequentavano il Caffè Michelangiolo di via Larga – punto di ritrovo vicino all’Accademia di Belle Arti – percepirono la necessità di confrontarsi con i colleghi europei, in particolare con i francesi.

 

La mostra, prodotta da MVIVA con il patrocinio di Regione Toscana, Provincia di Lucca, Comune di Lucca, Opera delle Mura di Lucca, Camera di Commercio Lucca, Assindustria Lucca, Confcommercio Lucca, Confesercenti Lucca e con il supporto di Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Fondazione Banca del Monte di Lucca e Gesam Gas&Luce, ripercorre le fasi della nascita e dell’evoluzione del movimento rileggendolo con un’ottica alternativa e attuale attraverso 40 capolavori di artisti tra cui Telemaco Signorini, Giovanni Fattori, Silvestro Lega, Giuseppe Abbati, Cristiano Banti, Giovanni Boldini, Odoardo Borrani, Vincenzo Cabianca, Vito D’Ancona, Raffaello Sernesi provenienti da prestigiose collezioni pubbliche e private. Lavori dipinti dal vero da cercatori di luce e di verità, di colori e di vita vera, che anteponevano la sperimentazione artistica al proprio interesse e che riscriveranno la storia del secondo Ottocento italiano. “Ribelli si nasce quindi – sottolinea il co-curatore Stefano Cecchetto –, per impeto, per passione, ma anche e soprattutto per un effetto della ragione.  Questi artisti, dopo aver intuito in maniera limpida la visione della realtà, hanno saputo restituirla attraverso sottilissime reazioni che dichiarano una lungimirante modernità”.

 

Tra le opere più suggestive in mostra anche il dipinto di Giuseppe Abbati “Interno di campanile” proveniente dai Musei Civici Fiorentini, che sarà visibile per la prima volta dopo il restauro finanziato interamente dal Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art. “In un momento seppur economicamente difficile – sottolinea Angelo Parpinelli, presidente della Fondazione Lu.C.C.A. Museum onlus – credo che tra i doveri di un museo ci sia anche quello di contribuire a riportare all’originario splendore capolavori danneggiati dal tempo. La vera arte non ha età e riapprezzare un’opera restaurata significa farla rinascere e fruire quasi come fosse stata appena creata”.

 

 

 

 

 

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