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Ago 29, 2014 - beghe    No Comments

Lucca: Musei con confusione

 

Chiudono il Muf e il Must, per riaprire in una nuova veste entro la prossima stagione turistica. E’ questa la prima grande novità che emerge dall’incontro tra il sindaco, Alessandro Tambellini, e l’assessore regionale alla Cultura, Sara Nocentini, oggi a Lucca per visitare la città e i suoi musei.

“Quella di oggi – commenta Sara Nocentini – non è solo una visita per conoscere i musei, ma l’intera città, che, di fatto, è un museo a cielo aperto. Non possiamo né dobbiamo pensare alla promozione di un singolo museo, ma a un sistema di accoglienza della città, puntando sulla sua dimensione a misura d’uomo e su un’offerta che, questa sì, deve venire valorizzata nella giusta maniera”.

Lucca, nella visione dell’assessore regionale non è una città da “flussi infiniti”, ma di “un’offerta di grande qualità per i turisti che si può e deve inserire in un percorso di promozione più ampio, attuato dalla stessa Regione”.

E’ il sindaco ad entrare nel merito alle novità che riguardano le due strutture museali della città: “Sia il Muf, sia il Must saranno chiusi – spiega Tambellini – per rinascere in una forma diversa e più compiuta”.

Per quanto riguarda il Museo del fumetto, infatti, passera sotto la gestione di Lucca Comics and Games: “Ci sembra che questa sia la scelta più logica – afferma Tambellini – in quanto Lucca Comics può garantire una gestione integrata anche del Muf, dandogli quella dimensione internazionale che merita”.

Il museo, dalla prossima settimana sarà chiuso: “Ma riaprirà per l’edizione di quest’anno di Lucca Comics and Games – assicura il primo cittadino –. Non possiamo certo mancare questa occasione di promuovere una struttura che ha così tanto da dare”.

Dopo i Comics è prevista un’ulteriore – ma non meglio specificata – chiusura che porterà alla realizzazione di ‘progetti’ per il definitivo lancio del Muf, ma, da quanto si intuisce, dovrebbe essere solo un periodo transitorio di passaggi formali, più che sostanziali.

Più complessa, invece, la situazione del MUST: “Il museo della città – spiega il sindaco – è rimasto sempre un progetto incompleto. Ha grandissime potenzialità, si trova in una struttura splendida che ha molteplici possibilità di sviluppo, anche dal punto di vista dell’accoglienza, ma, di fatto, è rimasto senza una sua identità. Per questo museo, abbiamo pensato a una chiusura molto più lunga, che lo porti a primavera del 2015, in coincidenza con la Pasqua, a una riapertura definitiva. La nostra idea è che diventi parte integrante del rilancio del mercato del Carmine e faccia parte di un ideale percorso turistico e culturale che dall’Anfiteatro, porti al Carmine, passando per la Torre Guinigi, il Must, il Lu.C.C.A., per finire alla Casa del Boia, passando per il complesso di San Francesco”.

Quello che ancora non si riesce a intuire è quali siano concretamente questi progetti di cui si parla: “Abbiamo varie idee – risponde Tambellini – vedremo cosa realizzare”.

Altra novità, è una promozione internazionale, da effettuarsi via web: “E’ nostra intenzione portare Lucca e la sua offerta nelle case dei potenziali visitatori”, afferma convintamente Tambellini e spiega che il Comune intende puntare sulla promozione via web, per far conoscere in maniera più approfondita cosa Lucca ha da offrire.

Certamente esiste un problema economico per realizzare tutti questi – anche se non ancora meglio identificati – progetti che il Comune ha in cantiere:“L’amministrazione farà la sua parte – dice Tambellini – e siamo aperti alla possibilità di ricercare i fondi necessari per queste strutture”.  Quello che sicuramente è chiaro a Tambellini è che il lato economico è sicuramente il più ‘oscuro’: “L’obiettivo che abbiamo è quello di puntare al pareggio, ma per attirare pubblico, dobbiamo far conoscere quello che offriamo e, in questo senso, penso che sarà fondamentale la promozione su web”.

E l’assessore regionale non manca di sottolineare come quella imboccata da Tambellini sia la strada migliore per promuovere la città, intervenendo anche sul dibattito che vede al centro la poca affluenza ai Musei nazionali presenti a Lucca: “Non è più tempo per azioni che promuovano una struttura decontestualizzata. In questo momento che viviamo – dice Nocerini – dobbiamo pensare ai musei come a parte di un contesto urbano più ampio e complesso e che i musei dialoghino con la città. In questo Lucca è avvantaggiata, poiché non è una città-museo, ma un ‘museo vissuto’, un luogo, cioè, dove, camminando per le strade, si vive il rapporto tra passato e presente”.

Federica di Spilimbergo
@fedisp per loschermo

Ago 1, 2014 - beghe    No Comments

Carrara: Marmo arabo

 

Massimo Siragusa, Lo spazio del marmo. Viaggio nei luoghi di Michelangelo, Carrara 2014 courtesy Massimo Siragusa
Qualcuno ha fatto dell’ironia spicciola: “Almeno tutto quell’esplosivo servirà a qualcosa”. L’argomento è caldo, perché un altro pezzo del Made in Italy oggi se ne va verso, e grazie, a capitali esteri, e che capitali! Parliamo della Famiglia Bin Laden, che si accaparra una serie di cave di marmo di Carrara.
La holding incriminata, che ha già fatto venire i capelli bianchi a carrarini e non solo, si chiama Saudi Binladen Group, e si occupa di petrolio, energia e costruzioni ed è il terzo gruppo al mondo nel settore delle costruzioni, con un capitale di 38 miliardi di dollari.
E quanto fatturano la cave del carrarese, invece, tutte insieme? Qualcosa come 200 milioni di euro l’anno, ricorda il quotidiano La Nazione. Quindi, ovviamente, è chiaro che con un ammontare del genere il gruppo Bin Laden possa “divorarsi” una realtà produttiva già parecchio in crisi, con la quale ha già avuto rapporti, l’anno scorso per una serie di commissioni che sono state pari a 40 milioni di euro.
La Binladen Group ha assicurato che aumenterà la lavorazione in loco per investire in un grande polo tecnologico, e la speranza in città che i 45 milioni investiti sulle cave di proprietà di Marmi Carrara (la metà di un terzo dei bacini di marmo bianco, riporta ancora La Nazione) e della Società Erton, che da ieri ha trasferito le quote alla “Cpc Marble & Granite Ltd”, gruppo con sede a Cipro di proprietà della famosa famiglia araba legata a Osama, possano davvero risollevare un interno comparto produttivo.
Che di nuovo viene delegato all’estero, altra faccia della medaglia dell’Italia in svendita. Con buona pace di studi d’arte, laboratori, artigiani e forse anche di quella tanto paventata tutela di paesaggio. Non è assolutamente da escludere, infatti, che i nuovi proprietari decidano di aprire nuove zone di estrazione, modificando definitivamente e per sempre l’ambiente delle già scavate Alpi Apuane.
E che gli si potrà dire, visto che la zona è sempre più proprietà privata?
exibart
Lug 26, 2014 - beghe    No Comments

Firenze: Se la Toscana chiude……

 

CESARE PIETROIUSTI Senza Titolo, 2008 Acido solforico su banconote da 1 e 5 $ 3000 esemplari unici in distribuzione gratuita Prodotto da CCCS, Firenze e Galleria Franco Soffiantino, Torino Veduta della mostra Arte, Prezzo e Valore 20082009, CCC Strozzina, Palazzo Strozzi, Firenze Foto Valentina Muscedra
In realtà le iniziative abbondano da tutte le parti, e riescono anche a fare un po’ di rete. Parliamo dell’area toscana, di cui spesso ci siamo occupati, a partire dalle recenti Marble Weeks, dal festival di San Sepolcro, Nottilucente a San Gimignano, Livorno che conta il Premio Fattori e il suo week end di apertura delle gallerie, e anche Firenze che quest’anno si è guadagnata un Museo del Novecento, ma non l’atteso (da molti anni) museo d’arte contemporanea. Certo, è nato un poco diverso da come tutti se lo aspettavano nei sogni, ma almeno c’è. E forse per un po’ resterà. Così come è rimasta per un po’ di anni il Centro di Cultura Contemporanea di Palazzo Strozzi, la Strozzina, che invece pare arrivata al capolinea senza tante possibilità di salvataggio, come accaduto per EX3, diventato spazio comunale per iniziative varie ed eventuali (un po’ quello che a Roma si è tentato di fare con il MACRO).
Già, perché dopo l’annuncio dello spostamento a Francoforte della direttrice Franziska Nori, la seconda notizia è che Palazzo Strozzi in difficoltà taglia. E ovviamente taglia sul contemporaneo,  su quella disciplina che a Firenze non ha mai avuto vita facile e nemmeno troppa fortuna, come ricorda anche Lorenzo Fusi, senese con una carriera iniziata nello scomparso Palazzo delle Papesse ed ex direttore della Biennale di Liverpool, intercettato da Repubblica per parlare del caso: «Dal momento che Palazzo Strozzi conta per un terzo del suo finanziamento sui propri ricavi è naturale che in un regime di ristrettezze si scelga di tagliare il ramo meno produttivo in termini di numeri e ingressi. Ma queste istituzioni dovrebbero essere nella posizione di osare e sperimentare: scommettere talvolta anche su scelte meno ovvie o populistiche, in cui si crede fermamente. Dovremmo istituire un modello di valutazione che misuri la qualità dell’esperienza dei visitatori, non solo il numero degli stessi».
E invece nulla, a Firenze pare si lavori sulla grande quantità. E come al solito non pare esserci una visione ad ampio raggio della questione: un direttore cambia sede, e allora il museo “finisce” fino a data da destinarsi. «In Italia non c’è pianificazione, quando si aprono centri di arte o musei, spesso per fini elettorali o propaganda politica, non si pensa a come tenerli in piedi e assicurare loro un futuro. Non c’è strategia nel medio e lungo termine; lavoriamo sempre nell’immediatezza dell’emergenza, spesso affannati a rimediare i pasticci combinati nel passato. Inoltre, la creazione di queste istituzioni rispondeva a logiche individualistiche e locali», è ancora l’opinione di Fusi su Repubblica.
E c’è sempre, inoltre, uno spettro ben delineato all’orizzonte: la fuga delle opinioni, si potrebbe definire. Che stiamo dicendo? Che “dal basso”, da quella popolazione a cui si chiedono fondi vari ed eventuali per progetti e iniziative e di cui spesso ci occupiamo (e che forse anche la Strozzina con un buon “piano marketing” potrebbe provare a fare), non arriva nessun segnale. E pochi ne arrivano anche dagli addetti ai lavori. «La Strozzina, ridotta nelle cantine del Palazzo, in uno spazio angusto e francamente molto difficile da allestire, ha fatto miracoli a resistere fino ad oggi», chiude Fusi nell’intervista. Cosa aspettarsi ora? La risposta l’avete appena letta.
 
 
exibart
Lug 22, 2014 - beghe    No Comments

Lucca: LU-PT come nell”800

 

Enrico Rossi, intervenuto a Firenze a un convegno dal titolo “Il futuro è dietro l’angolo, le infrastrutture in Toscana” organizzato dal gruppo Autonomie-Psi Senato sulle infrastrutture toscane, ha annunciato un accordo con Rete Ferroviaria Italiana per il raddoppio della linea Lucca-Pistoia.

Chiudere innanzi tutto due partite fondamentali – ha affermato Rossi -, da un lato la Tirrenica, vicenda che va avanti da 50 e più anni, con quel ‘buco’ infrastrutturale tra Rosignano e Civitavecchia visibile su qualsiasi cartina, e dall’altro il raddoppio della tratta ferroviaria Pistoia-Lucca, incredibilmente a binario unico, come a metà dell’Ottocento, ai tempi del Granduca Leopoldo II“.

Sul raddoppio ferroviario Lucca-Pistoia, su un costo stimato di 430 milioni, “lo Stato ce ne deve mettere 200La Regione – dice il presidente – ne ha già messi 35 e siamo disposti, pur in tempo di ristrettezze a metterne altri 200. Ma è fondamentale modernizzare il trasporto ferroviario, non si può impiegare un’ora e quarantacinque minuti per 72 km (Firenze-Lucca) quando per andare da Firenze a Pisa (82 km) se ne impiegano 45-50“. I tempi però li ha dettati Rfi (Rete ferroviaria italiana) e stimati in 5-6 anni per il completamento del raddoppio, visto che il solo scavo del tunnel all’altezza di Montecatini impegnerà tempo e risorse per oltre 200 milioni. Tempi troppo lunghi, secondo Rossi, che ha chiesto di fare presto.

Al convegno hanno partecipato il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti,Riccardo Nencini, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Luca Lotti, l’Ad Ferrovie dello Stato, Michele Elia, il presidente ANAS Spa, Pietro Ciucci, il direttore progetti infrastrutturali Atlantia Spa, Gennarino Tozzi, il presidente Aeroporto di Firenze, Marco Carrai, il direttore servizio tecnico Società Aeroporto Toscano Spa,Lino Tirotta, il vice presidente Ance, Vincenzo Di Nardo, il Presidente dell’Autorità portuale di Livorno, Giuliano Gallanti, il presidente dell’Autorità portuale di Piombino,Luciano Guerrieri, il Presidente dell’Autorità portuale di  Carrara,Francesco Messineo.

@loschermo

 

Lug 11, 2014 - beghe    No Comments

Lucca: Il comune vince jn premio per la sostenibilità

 

“Il Comune riceve un riconoscimento per un progetto da cui si è però recentemente disimpegnato”. Stiamo parlando delPremio Smart City, ritirato questa mattina allo Smau di Firenze dall’assessore Francesca Pierotti in rappresentanza del Comune di Lucca. Il riconoscimento – dedicato alle più innovative misure adottate da pubbliche amministrazione ed Enti locali volte a migliorare la vita dei propri cittadini – fa riferimento al progetto Lucca Port, che prevede l’introduzione all’interno della cinta muraria di veicoli a zero emissioni per la consegna delle merci.

“Avviato nel 2007 – si legge a riguardo in un comunicato del Municipio di Lucca –, ha già ottenuto importanti risultati: i benefici ambientali sono quantificabili in termini di riduzione delle emissioni dei principali inquinanti. Dall’attivazione del servizio sono state effettuate 170 mila consegne con veicoli elettrici , risparmiando oltre 270 tonnellate di anidride carbonica, 1,2 tonnellate di monossido di carbonio, oltre 600 kg di ossidi di azoto e oltre 100 Kg di PM10. Attualmente il Comune sta lavorando per l’elaborazione del bando di gara per l’assegnazione del servizio fornito, definendo modalità di gestione orientate alla sostenibilità e alla riduzione dei consumi energetici anche grazie all’installazione di pannelli fotovoltaici presso la base logistica per alimentare la flotta dei veicoli”.

“Il premio è gratificante – commenta a caldo l’ex assessore all’Ambiente della giunta Tambellini, Giuseppe Pellegrini Masini – per la città e per i molti amministratori, funzionari e collaboratori del Comune che si sono impegnati in passato sul progetto, ma purtroppo stride con la recente decisione della maggioranza consiliare di disimpegnare il Comune dal progetto di Luccaport individuando attraverso un bando pubblico un soggetto privato che lo gestisca”.

Insomma, secondo l’ex amministratore, che già in passato si era dedicato all’eco-sostenibilità urbana, “Così si sminuisce un progetto che avrebbe avuto un grosso potenziale per la tutela dell’ambiente, dei monumenti e della sicurezza dei pedoni del centro storico, se solo si avesse avuto il coraggio di seguire la strada di Vicenza, che ha creato una società a maggioranza pubblica per gestire il suo centro ecologico di distribuzione delle merci riservando a questa l’esclusiva su le consegne in tutta la ZTL”.

“I vantaggi pubblici  – conclude Pellegrini Masini – sarebbero stati evidenti in termini di minor numero di mezzi presenti nel centro storico e per giunta ecologici, con conseguente miglioramento della qualità dell’aria e della sicurezza per i pedoni. Si è preferito invece mantenere un mercato concorrenziale temendo le proteste degli operatori, una scelta politica questa in antitesi con lo spirito innovativo, anche in campo ambientale, che la coalizione di centrosinistra che appoggio Tambellini nel 2012, ormai naufragata, portava avanti”.

Stefano Giuntini
@Stefanogiuntini per loachermo

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