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Livorno: Caterina Falleni

 

caterina falleni interna

Prima della California Caterina Falleni aveva già conosciuto l’estero: era stata in Finlandia, grazie al programma Erasmus, poi a Rotterdam, con uno stage di quattro mesi in uno studio di design. Infine, quest’estate, la California presso il centro di ricerca della Nasa. L’Italia oggi per lei è una parentesi destinata a chiudersi presto.

“Devo finire l’Università, ma conto di tornare in California per sviluppare il mio progetto. Forse potrei farlo anche a casa mia, ma sarei più frustrata perché incontrerei enormi difficoltà che rallenterebbero il mio lavoro”.

Il progetto di cui parla si chiama Freijis, un frigorifero che funziona senza corrente. E’ il risultato dei 4 anni di studio presso l’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Firenze, ma soprattutto l’invenzione che le ha permesso di vincere la borsa di studio presso il centro di ricerca NASA della Silicon Valley. “L’idea mi è venuta in Africa studiando alcune strutture fatte con materiali porosi come il fango o la terracotta. Strutture che utilizzano il processo chiamato evaporative cooling, lo stesso per il quale la temperatura nel nostro corpo si abbassa nel momento in cui avviene la sudorazione. Ho associato questa tecnologia con dei materiali che si chiamano PCM. Così è nato Freijis”.

Dopo la presentazione del progetto, che ha già suscitato l’interesse di alcune aziende italiane, Caterina è partita per la California dove ha trascorso l’estate in compagnia di ricercatori provenienti da tutto il mondo. “Insieme ad un ragazzo americano dell’università, un artista, hacker e programmatore, abbiamo elaborato un progetto nel settore delle biotecnologie. Si chiama X&Y Genomics e riguarda la possibilità di sequenziare il DNA umano per prevenire alcune malattie. Abbiamo messo insieme scienza, tecnologia e design in modo che tutti possano accedere alle proprie informazioni genetiche. In più queste visualizzazioni possono essere stampate in 3D ed essere indossate come un gioiello”.

Le idee non le mancano e gli stimoli ricevuti durante l’esperienza americana sono ancora vivissimi. Quanto alle differenze con l’Italia, non ha dubbi. “A Livorno, prima di partire avevo provato a bussare alle porte della Provincia, della Regione, per cercare di coinvolgerli in quest’avventura americana, ma ho trovato enormi difficoltà, tanta diffidenza e poca trasparenza. In California ho cenato con i fondatori di Google Earth e improvvisato con loro sedute di brainstorming davanti ad una bistecca con ai piedi un paio di infradito. E’ incredibile come, in poco tempo, riesci a parlare con tante persone che possono dare seguito ai tuoi progetti e senza nessuna fatica. Sarà perché spesso gli interlocutori sono ragazzi che non si fanno problemi a parlare di lavoro con una persona qualsiasi senza sapere da dove venga o cosa faccia”.

Eppure, anche quando conferma che tornerà negli Stati Uniti per continuare a realizzare i suoi progetti, lo dice con un filo di tristezza. “Il mio Paese è e sarà sempre l’Italia. Il livello di cultura e di storia che si respira in ogni vicolo, città, villaggio è incomparabile così come le persone che incontri, hanno un approccio profondamente umano. Ma quando si tratta di lavorare è un’altra cosa”.

Lucca: Lucchesi nel Mondo

Questo l’elenco dei premiati con le relative motivazioni.

Paul Amabile

Nato a Brisbane, Australia, nel 1960, fin da bambino rimane affascinato ed innamorato della cultura lucchese trasmessagli dalla nonna, presso cui risiedeva per gran parte della settimana a causa dell’impegnativo orario di lavoro dei genitori. Dopo la laurea in architettura comincia a lavorare per vari studi progettando nel contempo in modo autonomo immobili per clienti privati. Nel 1988, ormai conosciuto e stimato a Brisbane, apre un proprio studio di architettura, che ha da subito un ottimo avvio: dopo appena tre anni ha già 4 dipendenti ed una vasta fama nella progettazione di abitazioni ed interni. Ad oggi lo studio Project Architects opera in tutto lo Stato del Queensland e le sue realizzazioni sono state premiate con numerosi riconoscimenti. Accanto alla carriera professionale è impegnato in seno alla comunità italiana quale presidente dell’Associazione Toscani del Queensland e tesoriere del locale Comites, attività sociali a cui ha affiancato nel tempo un intenso impegno nell’ambito del calcio, finalizzato allo sviluppo di giovani calciatori.

Carlo Bartolini

Nato a Toronto nel 1958, entrambi i genitori erano emigrati da Bagni di Lucca. Da piccolo aiuta il padre nella sua attività di figurinaio. Si diploma all’istituto tecnico, dove apprende competenze in ambito elettronico e meccanico specializzandosi in motori aerei. Nel 1973, assieme al padre, apre un’attività di noleggio macchinari per costruzioni, la Vaughan Oak Rent all Inc. Nel corso degli anni assume la gestione dell’azienda e grazie alle sue capacità in ambito meccanico realizza attrezzature in proprio: macchine per il movimento terra, nastri trasportatori, spaccalegna e questo importando gran parte della componentistica dall’Italia. Nel 1990 avvia un secondo ramo d’azienda dedicato alle riparazioni in garanzia per grandi ed importanti ditte: Husquarna, Stihl, Makita e Raimondi.

Luana Benedetti Consani

Nata a Lucca nel 1943, dopo aver sposato Roberto Consani, un giovane sudafricano di origine lucchese, si trasferisce con il marito prima a Port Elizabeth e poi a Cape Town. Qui supporta il marito che, dopo aver lavorato quale dipendente in varie ditte, apre una propria azienda, la RJ Consani. Innamorata della sua lingua e desiderosa di impegnarsi per diffonderla nella comunità in cui risiede, dal 1988 si mette a disposizione della Scuola Italiana di Città del Capo, dove insegna per lunghi anni a bambini ed adulti. Per le capacità e la passione dimostrata in questo ambito viene eletta Vice Presidente del Comitato Scuola e coordinatrice dei corsi. Ha sempre operato con dedizione, nel rispetto della tradizione ma con un’ampia visione delle iniziative necessarie di fronte al cambiare dei tempi.

Marcelo Carignani

Nipote di Adolfo Carignani, nato a Picciorana ed emigrato in Argentina nel 1908, Marcelo nasce a San Nicolas de los Arroyos, nel 1961. Laureatosi in Farmacia presso l’Università di Rosario, ottiene una successiva specializzazione in Ottica all’Università di La Plata. Docente dal 1984, diviene consigliere ed in seguito presidente dell’Ordine dei Farmacisti di San Nicolas e della provincia di Buenos Aires. Nel biennio 2001 – 2002 è segretario della Confederazione dei Farmacisti argentina e dal 2002 al 2003 sottosegretario al Ministero della salute della Provincia. Per due mandati, dal 2003 al 2011, eletto Sindaco della città di San Nicolas, ha dimostrato ampiamente doti di amministratore, profonda umanità e grandi capacità organizzative, sviluppando notevolmente le infrastrutture cittadine, potenziando le attività culturali e sviluppando i settori economici e produttivi del territorio. Per il consenso ottenuto tra la popolazione della sua città, nel 2011 è stato eletto senatore provinciale, incarico che ricopre tuttora.

Yvonne Cerri

Nata nel 1956 a Montreal da genitori originari di Capannori, si laurea in Economia e Commercio alla McGill University, specializzandosi in contabilità pubblica e divenendo commercialista nel 1981. Dopo aver lavorato per 12 anni occupandosi prevalentemente di revisione contabile e fiscale, passa allo Studio Ernst & Young, specializzato in fiscalità internazionale. Dopo dieci anni entra alla Dorel Industries, una società canadese di produzione e distribuzione di diverse linee di prodotti molto conosciuti che opera in 19 paesi per oltre un fatturato di oltre 2.3 bilioni di dollari. Attualmente è a capo di tutte le operazioni di tesoreria e del dipartimento fiscale dell’azienda. E’ inoltre membro del comitato fusioni ed acquisizioni, con la specifica responsabilità per gli aspetti legali, fiscali e finanziari delle acquisizioni stesse. Impegnata attivamente anche nella Montreal Children Hospital Foundation, Yvonne attribuisce il suo successo all’etica del lavoro in lei instillata dai genitori.

Marzio Dante

Nato a Barga nel 1938, arriva a Chicago nel 1954 dove inizia la sua nuova vita con un impiego temporaneo nella ditta di statuine di gesso dello zio. Ben presto trova un diverso lavoro come pasticcere presso la Toscana bakery. Nel 1968, dopo aver acquisito conoscenze e professionalità in questo settore apre un proprio ristorante, specializzato in piatti tipici italiani che guida e gestisce sino al 1999 quando decide di vendere l’attività e ritirarsi dal lavoro.

Fortemente impegnato in seno alla comunità italiana, è stato presidente del Lakeview Club, consigliere della Lucchesi nel Mondo di Chicago, vice presidente della stimatissima Italian Catholic Federation, dove ha seguito importanti progetti umanitari e di beneficienza per i più svantaggiati.

David I. Giannini

Nato a San Francisco nel 1939, si laurea in Giurisprudenza e, arruolatosi nelle Forze Armate Statunitensi, inizia ad esercitare presso la Procura militare, proseguendo poi la sua brillante carriera forense in ambito civile dopo il suo congedo dal corpo dei Marines. Nel 2000 è fondatore dello studio legale Giannini Law Grupo LLP, occupandosi prevalentemente di questioni immobiliari. Da molti anni ricopre incarichi di vertice in importanti associazioni italoamericane e non della Bay Area: Vice Presidente della San Francisco Market Corporation, membro del direttivo dell’Italian American Community services, past president dell’American Legion, dell’Italian Federation of California e della Leonardo Da Vinci Society, attualmente tesoriere de Il Cenacolo, un’associazione culturale e filantropica che supporta le arti operistiche e la lingua italiana.

Lino Mannocci

Nato a Viareggio nel 1945, si trasferisce in Inghilterra nel 1968. Dal 1971 al 1976 frequenta con successo prima la Camberwell School of Art, poi la Slade University, sviluppando un interesse sia tecnico che accademico per le arti grafiche. Nel 1988, dopo approfondite e lunghe ricerche,m pubblica un apprezzatissimo catalogo ragionato dedicato a Claude Lorrain e pubblicato dalla Yale University, ancor oggi considerato il riferimento più importante per orientarsi nella produzione di questo grande artista. Dal 1980 le sue opere sono state esposte in numerose mostre collettive e personali riscuotendo unanime consenso e ottime critiche da San Francisco a Londra, da Roma a Delhi e Mumbai. Proprio a seguito di un suo viaggio in India, nel 2008 pubblica un testo dedicato a questa esperienza: “Madre India – Padre Barbiere”. Nel 2012 in occasione della sua mostra di monotipi al Museo Fitzwilliam di Cambridge “Clouds and Myths”, cura una mostra di opere sull’Annunciazione e nello stesso anno segue la realizzazione di una esposizione presso la Estorick Collection di Londra, intitolata “Another Country”, nella quale dieci artisti londinesi furono confrontati con altrettanti artisti italiani del ‘900.

Mario Alejandro Mennucci

Nasce nel 1951 a La Plata, in Argentina. Laureatosi in Scienze economiche all’Università della sua città, trova impiego presso la grande azienda petrolchimica Mosconi, dove si occupa di amministrazione, acquisti, gestione costi, contabilità generale. Per le notevoli doti dimostrate nella gestione compiti e delle mansioni affidategli, richiama su di se l’attenzione di molteplici aziende, soprattutto del settore petrolchimico che gli offrono impieghi di sempre maggiore responsabilità; dopo aver lavorato per la YPF La Plata (prime nella ditta di Petrolchimica poi nella Raffineria), viene assunto dalla Profertil con l’incarico di direttore amministrativo finanziario, posizione dalla quale gestisce lo sviluppo del progetto industriale, l’affidamento bancario dell’azienda per circa 300 milioni di dollari, l’acquisizione delle licenze. Accanto a questa sua attività svolge attività accademica dal 1975 al 1985 quale docente di analisi contabile all’Università di La Plata, ed in occasione di corsi e seminari in materie finanziarie.

Marco Tullio Paolinelli,

Nato nel 1947 a Iguatama, nello stato brasiliano del Minas Gerais, da famiglia originaria di Lucca, si laurea in Ingegneria Agraria presso l’Università di Lavras. Spinto da forte spirito imprenditoriale, decide di trasferirsi ad Uberaba dove, dopo un impiego in una ditta di fosfati, grazie alla sua forte motivazione personale crea nel 1989 l’Agronelli Industria e commercio di fattori di produzione agricoli LTD.

L’azienda basa la sua attività principalmente sull’utilizzazione di un derivato del gesso in agricoltura, sfruttandone le sue doti più nobili quale fertilizzante.

Con questo nuovo prodotto, ampiamente diffuso nelle zone agricole del Brasile, Marco Tullio Paolinelli ha contribuito allo sviluppo del settore dell’agricoltura, ottenendo per questo numerosi riconoscimenti. Accanto al continuo incremento delle sue attività economiche, sensibile alle tematiche sociali ed ambientali, nel 2000 fonda l’Istituto Agronelli tramite il quale sostiene ricerche legate allo sviluppo ecosostenibile.

Harald Schmidt Pignatelli

Nato a Berlino nel 1962, si laurea in Lingua Italiana e Storia dell’Arte alla Freie Universitat della sua città. Il suo amore per la cultura toscana, di cui si sente parte, lo spinge a trascorrere un’esperienza lavorativa di sei anni nelle ditte di Gucci e di Gianni Versace. Poi intraprende una brillante carriera televisiva quale presentatore che lo porta ad acquisire grande notorietà fra il pubblico tedesco. Lavora dal 1996 per la televisione nazionale ARD/RBB e per altre reti presentando format di successo, dall’intrattenimento all’informazione. Per la sua grande notorietà è spesso chiamato da importantissime e conosciute aziende per presentare le loro conventions: lavora regolarmente per la catena Hilton, in occasione dei meeting della Deutcshe Bank, delle sfilate di famosi stilisti come Yves Saint Laurent e Versace, senza dimenticare la sua presenza in numerosissimi eventi pubblici organizzati da enti istituzionali tedeschi quali il Ministero dell’Interno, del’economia e del lavoro. Grande professionista, uomo di classe e humor, capace di far sentire sempre a proprio agio i suoi ospiti è impegnato in diverse associazioni benefiche.

Gino Ramacciotti

Nato a Lucca nel 1927, orfano di madre e di padre, vive l’infanzia in un orfanotrofio lucchese per poi emigrare in Belgio all’età di ventun’anni, chiamato dal fratello che già si trovava in quel paese. Da allora lavora intensamente prima come magazziniere nella fabbrica siderurgica Phenix Norks poi, dal 1952, in un’azienda di meccanica pesante, la Esperance-Londoz, dove, dopo alcuni anni di intenso lavoro e grande impegno, è nominato primo aggiustatore meccanico nei forni a fuoco continuo.

Oltre ad affrontare i disagi e le difficoltà di adattamento, si occupa attivamente dei connazionali che emigrati in Belgio ai quali prodiga aiuto e assistenza senza mai far risaltare questa sua opera di altruismo e solidarietà, opera che è stata solo frutto di bontà e di modestia. Importante la sua collaborazione in seno all’Associazione Toscana in Liegi, promuove insieme al direttivo iniziative di carattere sociale e culturale.

Rappresenta un esempio di emigrato che si è integrato nella comunità d’accoglienza grazie alla serietà ed alla onestà, affrontando con coraggio un percorso di vita dura e mantenendo con fierezza le sue radici lucchesi.

Alberto Spadoni

Nato a Buenos Aires nel 1946, suo padre era originario di San Michele di Moriano. Laureatosi in Architettura presso l’Università di Buenos Aires, ricopre l’incarico di docente di design architettonico presso la facoltà di architettura dell’Università di Buenos Aires e di La Plata. Dal 2000 ad oggi è consulente urbano per il Programma di miglioramento di quartieri presso il sottosegretariato dello sviluppo urbano del Ministero di pianificazione e servizi pubblici. Da sempre cultore appassionato dell’architettura e dell’arte italiana e toscana, fonda nel 1992 l’associazione Lucchesi e toscani nel Mondo di Buenos Aires, di cui diviene presidentee tramite la quale porta avanti numerosissime, qualificate iniziative per la promozione della cultura lucchese e toscana. Nel 1996 pubblica “Storie di toscani a Buenos Aires”, nel 1998 “La presenza dei toscani nel paesaggio urbano di Buenos Aires”, nel 2003 “La toscan y el Cine – La mirada Argentina”. Come presidente dell’Associazione e membro del Consiglio dei Toscani all’estero segue lo sviluppo di numerosi progetti culturali e sociali per conto sia della Regione Toscana che della Provincia di Lucca.

Pier Luigi Tolaini

Nasce a Castelnuovo Garfagna nel 1936. Suo padre era emigrato in Canada per lavorare per la Canadian Pacific Railway e, rientrato in Lucchesia, con i soldi guadagnati aveva acquistato due ettari di terra, una mucca, venti pecore, qualche gallina e dei conigli. Pierluigi studia in seminario ma invece di farsi prete come sperava la madre, decide di seguire il podere con il padre. Dopo la guerra, a 19 anni, sceglie a sua volta di emigrare in Canada. Arrivato a Toronto nel 1953, senza conoscere l’inglese, trova un lavoro come muratore. Poi, dopo tre mesi, attraversando per 4 giorni le vaste estensioni del Canada, raggiunge uno zio a Virden. Qui si impiega come lavamacchine presso una concessionaria ed in seguito viene assunto come operaio nei campi petroliferi del Manitoba occidentale. A 23 anni, abbandonando l’idea iniziale di rientrare in Italia appena messo insieme un gruzzolo di denaro, investe i suoi risparmi, 25.000 dollari, nell’acquisto di una ditta di trasporti, accollandosi un cospicuo mutuo. Con 5 camion, 7 impiegati ed un edificio inizia la sua avventura da imprenditore senza sapere niente di gestione azionale, di economia o marketing ma seguendo con costanza e passione il suo sogno. La piccola azienda di trasporti si è trasformata con gli anni nella TransX, la più grande società di trasporti di cibi freschi e congelati del Canada: 1000 tir, 2500 rimorchi e vagoni, 1800 impiegati. Alla fine decide di comprare quel “podere” per cui era partito: oggi i suoi vigneti nel senese producono oltre 400.000 bottiglie di vino.

Rodolfo Francisco Zehnder

Nasce nel 1947 a Rafaela, in Argentina, dove erano emigrati i genitori della madre, originari di Massarosa. Nel 1973 si laurea in Giurisprudenza presso l’Università Nazionale del Litoral, a Santa Fè, e tre anni dopo in Amministrazione di Azienda all’Istituto Superiore del Professorado di Rafaela. Si specializza in diritto commerciale (finanza, contratti, commercio con l’estero) e nel 2007 consegue presso la Pontificia Università Cattolica di Rosario il master in Magistratura giudiziale.

Procuratore in Prima Istanza di Distretto dal 1994 al 2010, attualmente esercita la libera professione. Ha ricoperto la carica di Presidente del Collegio degli Avvocati della V Circoscrizione Giudiziale ed è stato incaricato degli affari legali per il Comune di Rafaela, per banche ed assicurazioni della sua città.

Notevole il suo impegno di docente in seno alle più prestigiose Università argentine, dove ha tenuto corsi di diritto, di diritto processuale penale, di filosofia del diritto nonché di Storia universale delle idee e delle istituzioni e di Dottrina sociale della Chiesa.

Oltre a svolgere numerose collaborazioni con il Ministero della Difesa, è attualmente membro dell’Istituto di Studi Penali dell’Università di Santiago del Estero, del Consiglio Argentino per le relazioni istituzionali e della Commissione Giustizia e pace della diocesi di Rafaela.

Mario Casini (alla memoria)

Nato a Cerasomma, frazione di Lucca, nel 1927 si diploma perito edile alla Scuola tecnica di Pisa. Assunto dal Comune di Lucca, segue la realizzazione di ponti e strade tra cui viale Luporini e piazzale Italia a Sant’Anna. Trovatosi però disoccupato per lunghi periodi, costretto a cercare alternative, nel 1954 emigra in Brasile dove ha la possibilità di dimostrare le sue qualità ed affermasi nella vita e nel lavoro. Prima impiegato in una grande ditta di costruzioni in San Paolo, inizia a lavorare in proprio nel settore dei rilevamenti topografici. Nel 1955 viene dal Comune di San Cateano do Sul ricoprendo via via incarichi di sempre maggior responsabilità ed assoluta fiducia. In questo ambito offre un determinante contributo per la progettazione e la realizzazione delle strutture di risanamento, divenendo responsabile dei lavori per il primo acquedotto e per la canalizzazione e lo smaltimento delle fognature. Nel 1969 viene nominato direttore dell’allora costituito Dipartimento Acqua e Fognature di Sao Cateano do Sul, portando la città ad essere il primo comune del Brasile ad aver raggiunto il 100% della copertura nei servizi igienico-sanitari, nella distribuzione di acqua potabile, nel trattamento delle acque reflue.

Grande professionista, ha diretto gli interventi nel suo comune con senso di responsabilità, competenza, senza cercare un’affermazione personale ma avendo per obiettivo la salute ed il benessere dei suoi concittadini ed i traguardi raggiunti hanno in lui sempre esaltato la sua origine lucchese, che ricordava con intima gioia ed orgoglio.

 
 

Lucca: Lucchesi nel Mondo

FOTO di DOMENICO BERTUCCELLI

Un momento di grande emozione è il passaggio delle varie associazioni dei Lucchesi nel Mondo. Da ogni angolo del pianeta arrivano a Lucca le delegazioni che sfilano prima del corteggio storico. E il loro passaggio è punteggiato da applausi da parte di coloro che guardano la processione. 

Carrara: Bio e Mare

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“Il mare è sempre stata la mia passione – racconta Radoslava, nata in Bulgaria 39 anni fa, ma cittadina italiana dal 2000 – Quando ero bambina passavo l’estate con mia nonna sul Mar Nero. Nel 1999 sono venuta in Italia, ma il mio ex marito voleva tenermi in casa a preparare tutto per lui. Facevo solo qualche traduzione dal russo, che parlo fluentemente, e scrivevo per una testata bulgara. Poi mi sono separata e ho ricominciato a lavorare”. Rady inizia così a collaborare con alcune associazioni di volontariato e poi con la cooperativa di pesca Maestrale. “Facevo la segretaria – racconta – ma appena potevo aiutavo i pescatori. Il loro lavoro mi attraeva. Io e le altre donne ci occupavamo di tutto quello che seguiva la cattura del pesce. Nel 2010 abbiamo cominciato a proporre ricette e prodotti di gastronomia a base di pesce povero, di solito snobbato, ma comunque molto buono. Poi, lo scorso gennaio, è nata ufficialmente la Bio e Mare”. Con Rady oggi ci sono Margherita, polacca, Carol, colombiana, Sabrina, Cinzia, Rita e Tania, 21 anni, la più giovane. “E’ riservata, ma forte e in gamba – precisa – Non si sdegna certo davanti all’odore del pesce”. Qualcuna è arrivata qui per passione, qualcun’altra per necessità: aveva perso il lavoro, ma non ha avuto paura di lanciarsi in una nuova avventura.

La cooperativa adotta un sistema di pesca sostenibile e rispettoso della fauna marina. “Usiamo reti larghe, che catturano solo pesci adulti e che si sono già riprodotti – spiega la responsabile – Facciamo la raccolta differenziata a bordo dei pescherecci e seguiamo la stagionalità del mare”. La giornata delle ragazze comincia presto. Si esce in barca verso le 5.30 del mattino, “ma non tutte vengono – precisa Rady – stiamo in mare un paio d’ore. Al ritorno vendiamo il pesce, circa 20-30kg, ai vari distributori”. Quello che avanza lo utilizzano per laproduzione gastronomica, completamente biologica. Tutte le ricette sono a base di prodotti locali, per garantire la filiera corta.

Il laboratorio è stato aperto grazie ai 12.500 eurovinti con un bando del ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali del settembre 2011. “Riforniamo oltre 100 gruppi di acquisto solidale a cui consegniamo direttamente i nostri prodotti – racconta Rady – Seguiamo i clienti: so chi vuole il pesce sfilettato, chi lo preferisce al naturale. Mi piace accontentarli”. L’attività della cooperativa dà soddisfazione alle sue fondatrici, ma cose non sono semplici. “Viviamo del nostro lavoro, ma abbiamo comunque qualche difficoltà economica – sottolinea Rady – Non ci fa paura la fatica fisica. Certo, ci svegliamo all’alba, ma succede anche a chi fa l’infermiera o l’operaia. Le reti da pesca sono pesanti, ma oggi la tecnologia si è evoluta e poi c’è sempre qualche pescatore uomo a darmi una mano”.

Già, gli uomini. Quelli che hanno aiutato questa impresa, ma anche quelli che sulle ragazze di Bio e Mare hanno avuto pregiudizi. “Ma è proprio questo il bello – puntualizza Rady – amo sfatare i luoghi comuni. Non mi appassiono alle cose semplici. La pesca è una sfida quotidiana, ma è anche un grande amore”. Tra i sogni delle donne della cooperativa ci sono quello di avere una barca propria e aprire un ristorante, ovviamente biologico. “Mi piacerebbe arredarlo con i mobili che realizzo con materiale riciclato – sospira Rady – Ora non si può, ma non smetto di crederci. Ci vuolepazienza, una dote che ai pescatori non manca”.