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Feb 1, 2014 - eleganza    No Comments

Prato: Gianfranco Ferré

Una grande mostra a Prato racconterà la creatività e il genio stilistico di un protagonista della moda contemporanea internazionale, attraverso il capo icona della sua capacità progettuale: La camicia bianca secondo me. Gianfranco Ferrè (dal 1° febbraio 2014).

Ideata e organizzata dalla Fondazione Museo del Tessuto di Prato – istituzione italiana per la valorizzazione e la promozione del patrimonio tessile locale, nazionale ed internazionale – e dalla Fondazione Gianfranco Ferré – nata per far conoscere e diffondere il messaggio dello stilista e condividere con le nuove generazioni tutte le declinazioni della sua attività – la Mostra vuole essere un omaggio al lavoro e al talento dello “stilista architetto”.

Gianfranco Ferré fin dagli esordi, si fece portavoce di un dialogo continuo tra architettura e moda, rendendo possibile una contaminazione tra due linguaggi difficili e complessi. “Direi che buona parte del mio iter creativo si spiega alla luce del mio background e della mia formazione come architetto. Per me la moda è poesia, intuito, fantasia, ma è anche metodo e atteggiamento progettuale che si fonda sulla concezione dell’abito come risultato di un intervento programmato e consapevole sulle forme.“

In un gioco di leggerezze e luci, 27 camicie – selezionate tra le più straordinarie create in oltre venti anni di attività – insieme ai suoi disegni, permetteranno di entrare a contatto con la poetica sartoriale di Ferré e i suoi innovativi slanci progettuali.

Il percorso espositivo
La mostra sarà allestita nei suggestivi spazi del Museo del Tessuto di Prato: 3.000 mq recuperati all’interno dell’ex Fabbrica Campolmi, uno tra i più monumentali esempi di archeologia industriale di tutta la Toscana. Il percorso espositivo si svilupperà nelle due ampie sale al primo piano, dove il visitatore scoprirà l’approccio tecnico-progettuale dell’architetto Ferré nella costruzione del capo-camicia. Grazie ad installazioni artistiche di grande suggestione sarà possibile approfondire la complessità e l’ingegno insiti nella costruzione di alcune camicie più strutturate, individuando i passaggi cruciali più originali dello sviluppo del capo.Nell’ambiente successivo il candore e la meraviglia delle camicie dal vero sorprenderanno per trasparenza e volumi, per rigore ed enfasi delle forme come un piccolo esercito di capolavori sartoriali suscitando grande emozione come in una dimensione onirica.

In mostra
Tra i capi:
Il bustier di seta che, aprendosi come una calla delicata, “svetta come una corolla, incorniciando il viso” quasi sfidando le leggi della gravità.
La spettacolare camicia “rovesciata” in cui la logica di costruzione è talmente originale che trasforma il capo in puro oggetto di design.
L’essenzialità e il genio di un solo macro collo che si fa camicia.
La leggera sontuosità della creazione “merveilleuse”.
In mostra anche un’ampia collezione di immagini e di disegni – materiali tecnici unici per l’eccezionalità del tratto di Ferré, capace di raccontare in pochissimi lampi l’idea forte che vi è dietro ogni progetto, evidenziando particolari preziosi come le tipologie di tessuto, i dettagli teatrali o le rifiniture nascoste.

Completeranno l’allestimento macro proiezioni ed installazioni multimediali con immagini e video di sfilate provenienti dall’Archivio della Fondazione Ferré. Un’ampia e puntuale panoramica sul’evoluzione stilistica della sua camicia bianca nel corso degli anni. Con la mostra “La camicia bianca secondo me. Gianfranco Ferré”, Il Museo del Tessuto di Prato conferma la direzione strategica della propria offerta espositiva che dal 2005 propone, ormai a cadenza annuale, mostre focalizzate sulla moda di livello internazionale. Questa scelta di raccontare il tessuto anche attraverso la valorizzazione del sistema moda corre parallela alla conferma del ruolo di Prato come protagonista nella produzione di moda internazionale: come il distretto produce moda così il museo che rappresenta l’identità tessile del territorio produce cultura della moda.

Andrea Cavicchi, presidente fondazione Museo del tessuto di Prato
La mostra che la Fondazione Gianfranco Ferré realizza in collaborazione con il Museo del Tessuto di Prato rappresenta un momento di particolare importanza nel quadro delle attività della Fondazione stessa, sulla base degli obiettivi stabiliti dal suo statuto. Il nostro impegno quotidiano nel conservare documenti e materiali, testimonianza della creatività espressa da Gianfranco Ferré in tutte le declinazioni della sua attività, risponde a due istanze ben precise che mi pare interessante sottolineare.

In primo luogo, far conoscere e diffondere il messaggio dello stilista – non certo un’operazione riservata agli addetti ai lavori, né tantomeno a pochi eletti – nella convinzione che tale messaggio, con tutto ciò che esso ha significato nella storia della moda contemporanea, debba e possa diventare “di tutti”, in quanto manifestazione di valori assoluti, privi di confini: bellezza, eleganza, cultura, amore per la tradizione, attenzione per il nuovo, per le dinamiche del vivere ed il loro costante evolversi.

Inoltre, non vogliamo dimenticare che Gianfranco Ferré ha sempre amato condividere il suo sapere, con i giovani innanzitutto. Così come sempre ha amato raccontarlo e spiegarlo. Non ha mai disegnato abiti perché vivessero una sola stagione, o, peggio, perché finissero rinchiusi per sempre in un archivio. Ha costantemente pensato ai suoi capi come “architetture tessili che il corpo rende vive”. Capi indossati e presenti nelle strade delle città di tutto il mondo, oppure oggetto di mostre ed esposizioni.

Non è stato certo difficile pensare alla “sua” camicia bianca come protagonista di questa nostra prima esperienza museale. Si può forse parlare di scelta scontata, persino banale. Di sicuro, non può essere dimenticato né ignorato che la camicia bianca ha rappresentato e continua a rappresentare l’emblema per eccellenza, universalmente riconosciuto, dello stile di Gianfranco Ferré.

Abbiamo subito e volentieri accettato l’invito del Museo del Tessuto di Prato. Un invito giunto da un’istituzione di assoluto prestigio, radicata profondamente nella cultura e nell’etica del lavoro di una città che ha nella sua anima più autentica, nel suo DNA l’universo incredibilmente intrigante del tessile. Manifestazioni visibili e tangibili del ruolo che il museo riveste sono le sue straordinarie dotazioni documentarie, non meno della sua sede, dove avrà luogo la mostra, esempio d’eccellenza di architettura storica industriale.

Rita Airaghi, direttore Fondazione Gianfranco Ferrè
Siamo davvero molto onorati che la Fondazione Gianfranco Ferré abbia accolto la proposta della Fondazione Museo del Tessuto per la realizzazione di questo evento espositivo che celebra il talento di una personalità unica, in grado scrivere un capitolo importante nella storia della moda italiana.

Una mostra che testimonia l’impegno congiunto delle due Istituzioni nel valorizzare la cultura della moda, puntando sulla tutela e la promozione del Made in Italy, come raccontano per il Museo del Tessuto di Prato, le mostre temporanee organizzate a cadenza annuale a partire dal 2005 fino alla bella mostra sul vintage dello scorso anno. Il sostegno al Made in Italy, è del resto obbiettivo primario proprio del distretto tessile di Prato, protagonista di primo piano nel panorama della produzione contemporanea della moda, dove la salvaguardia delle eccellenze italiane viene interpretata come una risorsa vitale per la ripresa del settore.

Il Museo del Tessuto, interfaccia culturale del distretto, si presenta dunque come luogo dinamico e sensibile alle esigenze del sistema moda internazionale oltre che alla conservazione della memoria tessile di Prato, forte anche del riconoscimento ottenuto, come dimostra l’inserimentodel museo nella tabella delle istituzioni culturali sostenute direttamente dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali

Biografia
Gianfranco Ferrè nasce a Legnano (MI), il 15 agosto 1944. Dopo la maturità scientifica, si iscrive alla facoltà di Architettura al Politecnico di Milano, dove si laurea nel 1969, discutendo una tesi sulla “Metodologia dell’approccio alla composizione”, relatore l’architetto Franco Albini.

Il casuale debutto nel mondo della moda avviene già in questo periodo: Ferré disegna bijoux ed accessori che regala ad amiche e compagne di università. Le sue creazioni vengono notate da Rosy Biffi,vero talent scout e titolare di una boutique d’avanguardia, che ne parla ad Ileana Pareto Spinola e Anne Sophie Benazzo: conquistate dalla genialità di questi oggetti realizzati ancora in modo artigianale, li ospitano nella loro show room e li propongono ai buyers. Capitati quasi per caso sotto gli occhi di alcune redattrici di moda (Anna Piaggi ed Anna Riva, le prime) sono fotografati dalle riviste di settore: nel 1971,uno di questi accessori è sulla copertina del mensile “Arianna”, e poi nelle pagine di “Grazia”, di “Linea Italiana” e via dicendo.

Un debutto che è già un successo, supportato da una citazione di Camilla Cederna, che ne parla nella rubrica “Il lato debole” che teneva allora sul settimanale “L’Espresso”. Nel 1973 Gianfranco Ferré intraprende il primo dei suoi numerosi viaggi in India, dove trascorre lunghi periodi di lavoro sino al 1977: per conto di un’azienda genovese di abbigliamento, la “San Giorgio Impermeabili”, di proprietà della famiglia Borelli, disegna e fa produrre in loco la collezione “Ketch”. E’ l’occasione per visitare ogni parte del Paese, studiandone l’artigianato e le potenzialità produttive, anche su incarico del Governo indiano.

Ferré viene letteralmente sedotto dall’India, dove si consolida la sua formazione e prende avvio il suo percorso creativo: l’India, una lezione fondamentale di vita, fatta di emozioni e sensazioni legate ai colori, ai profumi, alle forme, che Ferré trasferirà nelle sue collezioni, attraverso il suo particolare modo di ricordare.

Nello stesso periodo, nelle sue soste in Italia, mantiene una serie di rapporti di collaborazione per gli accessori con nomi già affermati, come Walter Albini e Christiane Bailly e rapporti di consulenza stilistica con Aziende di maglieria e costumi da bagno, che sfilano per la prima volta nell’ambito di “MareModa Capri” e gli fanno meritare il premio che inaugura la serie dei riconoscimenti ottenuti nella sua carriera.

Da 1974, le prime collezioni di prêt à porter e le prime sfilate : “Courlande” e “Baila”, quest’ultima affidatagli da Franco Mattioli, un imprenditore bolognese che, nel 1978, sarebbe diventato suo socio.

Al maggio del 1978, risale infatti la fondazione della società “Gianfranco Ferré,”con sede a Milano in Via San Damiano prima, ed in Via della Spiga, poi. Nell’ottobre dello stesso anno, la prima, emozionante sfilata di prêt à porter femminile, che si svolge all’Hotel “Principe di Savoia” di Milano.

Al lancio dell’abbigliamento maschile, nel 1982, ed alla creazione di una gamma articolata di accessori e di prodotti realizzati su licenza in collaborazione con numerose aziende leader nei rispettivi settori merceologici, si aggiunge poi,nel 1986, l’esperienza dell’Alta Moda, con sfilate a Roma, per sei stagioni.

Nel 1983 partecipa alla elaborazione del piano didattico della nascente “Domus Academy”, Scuola post-universitaria di Design,Design management e Fashion Design dove, fino al 1989, dirige il corso “Design dell’abito”: analisi delle problematiche di progettazione dell’abito e delle connessioni con i mutamenti della moda e analisi dell’iter progettuale. Nel maggio del 1989 inizia la straordinaria avventura nel nome di Christian Dior: Gianfranco Ferré è nominato Direttore Artistico della Maison più prestigiosa e carica di storia della couturefrancese per le linee femminili di Haute Couture, Prêt à Porter e Fourrure. L’incarico presso Dior viene riconfermato nel 1993 sino al 1996.

Nell’autunno del 1998 la ricorrenza dei vent’anni di attività della griffe si riassume in un insieme di eventi determinanti per il futuro della Società, che culminano con l’inaugurazione a Milano della nuova sede negli spazi completamente rinnovati dell’ex Palazzo Gondrand di Via Pontaccio, su progetto iniziale di Marco Zanuso, completato poi da Franco Raggi a livello di progetto esecutivo e di architettura degli interni.

Nel 2002 la Società Gianfranco Ferré viene acquisita dalla IT Holding di Tonino Perna e Gianfranco Ferré ne diventa il Direttore Artistico. Nel marzo 2007 Gianfranco Ferré è nominato Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Brera. Il 17 giugno 2007, Gianfranco Ferré muore a seguito di un’emorragia cerebrale.

Info: www.fondazionegianfrancoferre.com | info@fondazioneferre.com

Museo del Tessuto
via Puccetti 3 Prato
Orario martedì – giovedì 10 -15; venerdì-domenica 10 -18. Giorno di chiusura: lunedì

 undo

Gen 23, 2014 - eleganza    No Comments

Firenze: Donne protagoniste del ‘900

 

30 anni trascorsi con stile. La Fondazione della Galleria del Costume di Palazzo Pitti ha inaugurato in occasione del 30esimo anniversario, una mostra dedicata a “Donne protagoniste del Novecento”. Si tratta di “viggio” attraverso la moda del  XX secolo, in cui abiti e accessori appartenenti a donne che grazie ad essi si son messe in evidenza nel corso del Novecento. Il percorso espositivo – progetto e allestimento dell’architetto Mauro Linari – si snoda attraverso le sale della Galleria, iniziando con i preziosi capi realizzati da Rosa Genoni, promotrice della moda made in italy e donna impegnata socialmente. Tuniche e abiti leggendari, stoffe esuberanti ed eccentrici, simboli di forte personalità e fantasia. Nomi noti e meno noti, il minimo comun denominatore rimane lo stesso: lo stile. Susan Nevelson, designer per Ken Scott, per esempio, Lietta Cavalli, Anna Rontani – scrittrice di romanzi che facevano sfoggio del suo guardaroba di oltre mille pezzi, alcuni dei quali pervenuti in dono per la mostra -. Tra le donazioni significative inoltre c’è quella di Patty Pravo, che ha donato alcuni abiti indossati durante tre edizioni del Festival di Sanremo (1984, 1987 e 2002), collocati nella sala da ballo. Accessori “preziosi” e non, abiti nuziali,interessanti intrecci delle donne del Rwanda che i designers trasformano in gioielli. “Donne al centro, questo è il filo conduttore: donne protagoniste in quanto collezioniste di abiti e di accessori, indossatrici-interpreti, stiliste di se stesse, signore della moda”, scrive il Soprintendente per il Polo Museale FiorentinoCristina Acidini.

 

 

Patty Pravo – Festival di Sanremo 1984 –

 

Gen 21, 2014 - eleganza    No Comments

Firenze: XX Artigianato e Palazzo

ARTIGIANATO E PALAZZO FESTEGGIA IL VENTENNALE

IN PROGRAMMA MOLTISSIME INIZIATIVE 
DEDICATE AI GIOVANI E AI NUOVI MEDIA
TRA CUI 
BLOGS & CRAFTS

15/16/17/18 maggio 2014
Giardino Corsini, Firenze

Nella prossima edizione che si terrà a Firenze da giovedì 15 a domenica 18 maggio 2014, ARTIGIANATO E PALAZZO festeggia il ventennale. La manifestazione non-profit, ideata nel 1994 da Giorgiana Corsini e Neri Torrigiani per promuovere e far conoscere l’alto artigianato – e che per prima invitò il pubblico ad ammirare dal vivo la maestria e i segreti del fatto a mano – ha visto fino ad oggi la partecipazione di più di 700 artigiani provenienti da tutta Italia e anche dall’estero in rappresentanza di 140 antichi mestieri e di oltre 140.000 visitatori.

ARTIGIANATO E PALAZZOsi terrà come sempre nello spettacolareGiardino Corsini realizzato da Gherardo Silvani all’inizio del Seicento, situato nel cuore della città e solitamente chiuso al pubblico in quanto privato. Saranno quattro giorni dedicati all’alto artigianato e al fatto a mano, una imperdibile occasione per ammirare dalle 10.00 alle 21.00 gli oltre 80 maestri artigiani italiani e stranieri selezionati da un prestigioso Comitato Promotore. Essi tra le siepi in fiore, i viali, le statue e le limonaie del giardino all’italiana ricreeranno un angolo delle loro botteghe e realizzeranno dal vivo i loro manufatti.

Molte le iniziative in programma per festeggiare il Ventennale, volutamente non auto-celebrative ma volte al coinvolgimento e al sostegno delle nuove generazioni di artigiani, nell’intento di creare un’opportunità di crescita e di sensibilizzazione al valore del Made in Italy nelle giovani generazioni in un futuro sempre più globalizzato, tra cui BLOGS & CRAFTS. Una apposita Giuria di Qualità selezionerà 10 giovani artigiani under 35 (che parteciperanno gratuitamente alla mostra) e 10 fra i più brillanti giovani blogger esperti di artigianato, lifestyle, turismo e moda. Questi ultimi dovranno raccontare in live blogging sui loro siti (con foto, interviste e video) lo spirito che ha guidato ARTIGIANATO E PALAZZOin venti anni di successi, gli eventi e le curiosità dell’edizione 2014.

Sempre per i festeggiamenti del ventennale di ARTIGIANATO E PALAZZO, i visitatori riceveranno ogni giorno di Mostra in omaggio un “souvenir” diverso e realizzato espressamente da quattro realtà artigiane fiorentine particolarmente affezionate alla mostra: la Pelletteria Bruscoli, l’orafo Paolo Penko, il ceramista Romano Pampaloni e l’Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella (fino ad esaurimento scorte),

Le iscrizioni per partecipare ad ARTIGIANATO E PALAZZO e\o BLOGS & CRAFTS sono aperte fino al 14 marzo. Per scaricare i moduli e per maggiori informazioni www.artigianatoepalazzo.it

Gen 20, 2014 - eleganza    No Comments

Prato: La camicia bianca

“Letta con glamour e poesia, con libertà e slancio, la compassata e quasi immutabile camicia bianca si è rivelata dotata di mille identità, capace di infinite modulazioni. Sino a divenire, credo, un must della femminilità di oggi”.
Così spiegava Ferré la sua visione della camicia bianca e su queste basi il Museo del Tessuto ha  organizzato la prima mostra in suo onore.
“La camicia bianca secondo me. Gianfranco Ferré” 1/02-15/06 2014

"Letta con glamour e poesia, con libertà e slancio, la compassata e quasi immutabile camicia bianca si è rivelata dotata di mille identità, capace di infinite modulazioni. Sino a divenire, credo, un must della femminilità di oggi". Così spiegava Ferré la sua visione della camicia bianca e su queste basi abbiamo organizzato la prima mostra in suo onore. "La camicia bianca secondo me. Gianfranco Ferré" 1/02-15/06 2014

Ferré explains his vision of the white shirt as such: "Read with sense of glamour and poetry, freedom and energy, the formal and almost unchanging white shirt took on an infinity of identities, a multiplicity of inflections to the point of becoming, I believe, a must of modern-day femininity." On this vision, we based the first exhibition dedicated to the white shirt at the Museo del Tessuto Feb 1 - June 15, 2014
Gen 15, 2014 - eleganza    No Comments

Firenze: Agli Amici della Musica

Con il concerto di Sabato 18 Gennaio (Teatro della Pergola, ore 16), il ciclo Il mondo del Quartetto (che in questa stagione vede sfilare ben diciassette quartetti d’archi differenti) ospita una formazione che dopo quasi dieci anni ritorna nei cartelloni degli Amici della Musica di Firenze: è il Quartetto Jerusalem, formato da musicisti di origini israeliane, nominato nella categoria Artist of the Year 2013 ai Gramophone Awards (assieme a John Eliot Gardiner e Jonas Kaufmann), acclamatissimo in sale da concerto come la Tonhalle di Zurigo, la Wigmore Hall di Londra, la Salle Pleyel di Parigi, protagonista di tournées di successo in America e di pluripremiate incisioni (i Quartetti di Haydn e Mozart, il Quartetto “La morte e la fanciulla” di Schubert). Un quartetto d’archi di primo rango, salutato con entusiasmo dal Times per “passione, precisione, calore”, e che si presenta con un tris di amatissime pietre miliari della letteratura cameristica: il Quartetto KV 589 di Mozart, il secondo dei tre Quartetti “Prussiani” e capolavoro della maturità, il Quartetto n.1 di Janacek, detto “Sonata a Kreutzer” perché ispirato all’omonimo romanzo di Lev Tolstoj, e il Quartetto op.106 di Dvorak, penultimo del corpus quartettistico del compositore, festoso omaggio ai ritmi e alle melodie della patria Boemia.

Domenica 19 Gennaio, al Saloncino del Teatro della Pergola (ore 21), si conclude la mini rassegna ideata da Andrea Lucchesini con interpreti, oltre lo stesso pianista, alcuni suoi amici musicisti a lui legati da lunga e felice consuetudine nella musica da camera: la violinista Sonig Tchakerian, il violista Enrico Carraro, il violoncellista Enrico Dindo, il clarinettista Gabriele Mirabassi. Artisti che si avvicenderanno in due diverse formazioni per un concerto denso di significati, perché dedicato al Giorno della memoria, in ricordo delle vittime dell’Olocausto. Due gli autori e due le partiture scelte come emblema di quel tragico e tremendo periodo che conobbe lo sterminio del popolo ebraico: Hans Krása (1899-1944), compositore praghese autore della celebre opera per bambini Brundibàr, deportato e assassinato ad Auschwitz, qui autore della Passacaglia e Fuga per trio d’archi, l’ultimo suo lavoro; Olivier Messiaen (1908-1992), internato nel lager nazista di Görlitz – al quale sopravvisse – e che qui scrisse il suo immortale Quatour pour la fin du temps, pagina visionaria e carica di tensioni mistiche destinata a un insolito organico di clarinetto, violino, violoncello e pianoforte. Venne eseguito per la prima volta proprio in una baracca di quel campo, davanti a un folto pubblico di prigionieri e guardie. “Questa musica ci riscatta tutti. Non ci riporta dove siamo, ma a quello che siamo”, disse un prigioniero a Messiaen, terminata l’esecuzione. Sandro Cappelletto, scrittore e storico della musica, nota voce radiofonica di Rai-Radio Tre e autore di testi per il teatro, accompagnerà i vari momenti del Quatuor di Messiaen con le riflessioni delle sue parole: “La scrittura di Messiaen, ora ritmicamente travolgente, ora estatica, riesce a fermare la direzione vettoriale del tempo, creando un tempo interiore dell’ascolto, al quale è necessario abbandonarsi”.

 

 

Gen 14, 2014 - eleganza    No Comments

Prato: Il chinz

Questo design floreale stilizzato è tipico dei primi del 19°secolo quando, in Inghilterra, William Morris era il principale esponente di un gruppo di artisti che usavano applicare un tocco contemporaneo per stilizzare i disegni in tessuti industrializzati chiamati chintz.
Eccone alcuni esempi provenienti dalla Morris Gallery.

*Textile word of the week*
Questo design floreale stilizzato è tipico dei primi del 19°secolo quando, in Inghilterra, William Morris era il principale esponente di un gruppo di artisti che usavano applicare un tocco contemporaneo per stilizzare i disegni in tessuti industrializzati chiamati chintz. 
Eccone alcuni esempi provenienti dalla Morris Gallery.

This stylized floral design is typical of the early 19th century in England, when William Morris was the major exponent of a group of artist who applied contemporary taste for stylized natural designs to industrialized chintz textile like these samples from the Morris Gallery.
Gen 11, 2014 - eleganza    No Comments

Firenze: Il cappello fra arte e stravaganza

Yves Saint Laurent
Cappello
collezione HC autunno/inverno 2002
provenienza: collezione privata Cecilia Matteucci Lavarini

3 dicembre 2013 – 18 maggio 2014, Galleria del Costume di Palazzo Pitti, Firenze

C’è un accessorio che, declinato al maschile o al femminile, non passa mai inosservato: il cappello. Oggetto utile – e  se si vuole anche futile –  che certamente  può diventare una vera e propria opera d’arte. E’ proprio sul versante artistico che Firenze, con la Galleria del Costume di Palazzo Pitti, ha deciso di puntare, grazie alla rassegna apertasi il 3 dicembre scorso, intitolata Il Cappello fra Arte e Stravaganza.

La mostra, una monografica,  è davvero ampia, grazie anche alla collezione composta da più di mille pezzi normalmente custodita nei depositi del Museo.

Nanà Firenze by Mazzanti Piume
Acconciatura Josephine con rachidi di struzzo arricciate e remiganti di oca colorate con interno in pizzo
2013

Qui la storia del cappello viene attraversata non solo in maniera puramente fashionista; Firenze dopotutto è la capitale dell’alta sartoria artigianale e proprio qui ha preso vita il Consorzio del Cappello, di cui sono esposti oggi alcuni esemplari fra i più caratteristici delle più importanti aziende toscane della manifattura del cappello, eredi dell’antica lavorazione del Cappello di Paglia di Firenze. Si racchiudono e si esplicano qui, quindi, le tecniche e i segreti fondamentali per realizzare un copricapo degno di nota. E se agli inizi dell’ ’800 i raffinati cappelli fiorentini venivano indossati  esclusivamente dalle Signore della  moda europee e americane, oggi questi accessori vengono esportati e indossati in tutto il mondo.

A Firenze, perciò, si possono ammirare, sino al 18 maggio 2014, prodotti di modisterie italiane di nicchia, ma anche d’alta moda: sono infatti in esposizione pezzi unici di Christian Dior, Givenchy, Chanel, Gianfranco Ferrè e Philip Treacy. Si annoverano tra l’altro importanti prestiti di Cecilia Matteucci  Lavarini, collezionista di Haute Couture e illustre donatrice della Galleria del Costume, che caratterizzano il percorso per valore, stile e gusto.

Frederick Fox
Toque
1985 circa
provenienza: contessa Mia Acquarone; acquisizione: dono Aldo Buti

E ad impreziosire il tutto sono presenti anche i bozzetti appositamente realizzati dal Maestro Alberto Lattuada e gli esemplari creati da Clemente Cartoni, celebre modista romano degli anni cinquanta e sessanta.

Una mostra, questa, che si rivolge ad un mondo appassionato di moda, storia e arte, fra colori, tessuti, velette, idee che vanno dal quotidiano alle occasioni speciali. Perchè il cappello, come spiega la Direttrice della Galleria Caterina Chiarelli, può essere interpretato sotto un profilo puramente estetico, prendendosi così la libertà di formulare giudizi o esprimersi mediante aggettivi come bello, fantasioso, divertente e fantastico.

Clemente Cartoni
Cloche
1965
provenienza: Ginetta Mingazzini; acquisizione: dono Associazione Tornabuoni-Lineapiù

Alberto Lattuada
Ritratti di Piume con Cappello 2013
Firenze, Galleria del Costume

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INFORMAZIONI UTILI: 

Il Cappello fra Arte e Stravaganza
3 dicembre 2013 – 18 maggio 2014
Galleria del Costume – Palazzo Pitti
Piazza Pitti, 1 – Firenze
Aperto tutti i giorni dalle 8.15 alle 16.30 fino a febbraio . Dalle 8.15 alle 17.30 da marzo.
www.cappelloinmostra.it

DIREZIONE DELLA MOSTRA
Caterina Chiarelli
CURATORI
Simona Fulceri, Katia Sanchioni

re at: http://www.artslife.com/2014/01/11/il-cappello-arte-stravaganza/#sthash.WNynw5hB.dpuf

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