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Giu 9, 2014 - eleganza    No Comments

Firenze: Maestro orafi in Toscana

L’Associazione Toscana Cultura, in collaborazione con l’Associazione Casa Benvenuto Cellini, ha previsto la pubblicazione, nella collana “Artisti in Toscana” in coedizione con Masso delle Fate Edizioni, del volume “Maestri Orafi in Toscana” che sarà curato da Francesca Del Magro.

“Maestri Orafi in Toscana” sarà interamente in quadricomia e si comporrà di 160 pagine con copertina plastificata (sempre in quadricomia) di formato 17×24.

Sarà riservato solo a 70 orafi che avranno a disposizione 2 pagine ciascuno dove potranno essere inserite le foto dei lavori, testi biografici e critici e i riferimenti (indirizzo di studio e/o abitazione, telefoni, sito, mail, ecc.).

L’inserimento sarà a titolo gratuito non avendo l’ associazione finalità di lucro. Per coprire le mere spese di tipografia, viene richiesto l’acquisto di 10 per ciascun maestro orafo al prezzo scontato di 7,5 euro a copia (contro i 15 del prezzo di copertina).

Il libro verrà presentato allo storico Caffè letterario delle Giubbe Rosse di Firenze nei primi giorni del prossimo settembre e successivamente in altre località della Toscana. Il materiale dovrà essere inviato alla curatrice su CD o chiavetta o via email,entro il giorno 15 luglio.

La tiratura sarà di 1.000 copie interamente distribuite; inoltre è previsto l’inserimento integrale del volume nel sito dell’associazione, che attualmente vanta quasi 180 mila visite, alla sezione “Artisti in Toscana”, dove è possibile visionare e scaricare le nove pubblicazioni già uscite.

Per ulteriori informazioni, adesioni ed eventuale inoltro del materiale da pubblicare, è necessario contattare la sede di Toscana Cultura in via Valdichiana 42 a Firenze (055.9336468) tutti i giorni dalle 9 alle 12, escluso il sabato e la domenica, rivolgendosi alla nostra coordinatrice editoriale Lucia Raveggi (lucia.raveggi@toscanacultura.it).

 

Giu 6, 2014 - eleganza    No Comments

Caprona (PI): Un’epigrafe per Dante

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“Per ch’io mi mossi e a lui venni ratto: e i diavoli si fecer tutti avanti, si ch’io temetti ch’ei tenesser patto: così vid’io già temer li fanti ch’uscivan patteggiati di Caprona, veggendo sé tra nemici cotanti”.

Sono i versi del XXI° canto dell’Inferno di Dante Alighieri,ma ora si possono leggere anche ai piedi della torre di Caprona. Durante la manifestazione ‘Vico in bici’ il sindaco Juri Taglioli ha inaugurato la nuova epigrafe che riporta il passo della Divina Commedia in cui Dante Alighieri cita la roccaforte che svetta sui Monti Pisani. Nel XXI canto il poeta, accerchiato dai diavoli, paragona sé stesso ai fanti pisani assediati durante la presa del castello di Caprona, il 6 agosto 1289.

E’ sicuramente la citazione più celebre per la frazione vicarese. “E l’idea è stata del maestro Aldo Catarsi – dice il sindaco Taglioli – che ha voluto rendere omaggio al suo paese e allo stesso tempoarricchire il nostro territorio di un’opera artistica dal grande significato storico”.

L’epigrafe è stata posta in via delle Cave, ai piedi della torre. E guarda caso proprio accanto a via Dante Alighieri.

 

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Mag 5, 2014 - eleganza    No Comments

Lucca: Oreficeria in Palazzo Guinigi

Le Arti Orafe, scuola di oreficeria fondata a Firenze nel 1985, prosegue la sua collaborazione con FIORGEN Onlus partecipando con la mostra SILENZIO, OLTRE LA FORMA, DENTRO IL TEMPO alle iniziative che la Fondazione FiorGen organizza a Palazzo Guinigi a Lucca, inserite nel calendario dei festeggiamenti per il Cinquecentenario delle Mura di Lucca grazie al Presidente Alessandro Biancalana.

Dall’9 maggio al 6 giugno le sculture in marmo, plexiglass, ferro, acciaio e oro di Annamaria Zanella e Renzo Pasquale, esponenti della scuola orafa padovana conosciuti in tutto il mondo, insieme alle fotografie dell’artista tedesca Inea Gukema-Augstein, da cui le opere di Zanella e Pasquale traggono ispirazione e che immortalano l’imponente grandezza e il misticismo delle pietre trasformate in costruzioni architettoniche nell’antichità, animeranno le sale medievali di Palazzo Guinigi. La mostra, curata da Mirella Cisotto – Capo Settore Attività Culturali del Comune di Padova, esperta del gioiello contemporaneo, che da anni si dedica allo studio di questa forma d’arte – è già stata esposta all’oratorio di S. Rocco a Padova nei mesi di ottobre e novembre 2013 e successivamente a Monaco di Baviera.

 
                  Annamaria Zanella – Crystals                                                 Renzo Pasquale – Torsione

Ad arricchire l’evento di Lucca, una importante selezione di gioielli dei due artisti Zanella e Pasquale, che, con un’innovativa ricerca espressiva e formale, realizzano trasgressive sperimentazioni di materiali poveri e improbabili o recuperano la pulizia armonica della geometria pura per creare opere di gioielleria rese preziose dalla loro unicità e dal gesto creativo e manuale che esprimono.

I gioielli saranno affiancati dai lavori di 5 giovani artisti-orafi, selezionati tra i partecipanti dal 2008 al 2012 del concorso dedicato ai giovani designer PREZIOSAYOUNG, parte del progetto espositivo PREZIOSA, evento di punta dell’ampia attività di promozione della gioielleria di ricerca contemporanea portata avanti in quasi trent’anni da LAO – Le Arti Orafe Jewellery School, che coinvolge i principali protagonisti dell’oreficeria internazionale. www.preziosa.org

I 5 artisti scelti per la realizzazione di questa retrospettiva di PREZIOSA YOUNG sono: Daniel Di Caprio, Arata Fuchi, Adam Grinovich, Dana Hakim, Hanna Hedman.

Un’anteprima con alcuni lavori di questi artisti è stata presentata in occasione di Inhorgenta 2014, a Monaco di Baviera, dal 14 al 17 febbraio 2014.

SILENZIO, OLTRE LA FORMA, DENTRO IL TEMPO
9 maggio – 6 giugno 2014
Palazzo Guinigi
Lucca, via Guinigi 29
www.preziosa.org
T. 055 22 80 131

 

Mag 1, 2014 - eleganza    No Comments

Lucca: I costumi pucciniani di Carratelli

Marco Baldocchi
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Il primo costume – quello di Mimì – è stato esposto nella Soffitta della Bohème, dove grazie alla collaborazione con il Teatro del Giglio, è stata allestita la scena del I quadro dell’opera. Altri costumi delle opere pucciniani arriveranno presto ad arricchire altre sale del museo.

Tutto ebbe inizio nel 1914 per volontà di un artista lirico, il baritono Arturo Cerratelli, uno dei primi interpreti de La bohème di Giacomo Puccini, che fondò la Casa d’Arte Cerratelli, divenuta col tempo la più antica e più bella gemma dell’arte sartoriale italiana a servizio della scena. La sua attività infatti fu iniziata ed è un secolo che si perpetua non solo come tradizione rispettata di padre in figlio, ma anche come attento ed appassionato impegno da parte dei membri della famiglia che in questo periodo si sono succeduti.

La Fondazione Cerratelli nasce nel 2005 per volontà della Casa d’Arte Cerratelli, di Floridia Benedettini, titolare della celebre sartoria Carnet, del Comune di San Giuliano Terme e della Provincia di Pisa. Oggi più di 30.000 costumi sono conservati presso Villa Roncioni, a San Giuliano Terme (Pisa), dove vengono organizzate mostre di costumi di scena creati nel tempo per le produzioni liriche dei più prestigiosi teatri d’opera del mondo e per film celebri uno fra tutti Romeo e Giulietta aprile di Zeffirelli, che con il premio Oscar per i costumi firmati da Danilo Donati conferì alla storica Casa d’Arte Cerratelli il marchio dell’eccellenza mondiale.

 

Mag 1, 2014 - eleganza    No Comments

Pienza (SI): Pienza e i fiori

Un capolavoro caravaggesco mai prima esposto, uno spettacolare giardino effimero e un emozionante tour in parchi storici tra i più belli (e privati) della Toscana. Il tutto a Pienza, “Città Ideale” per definizione, a dominare quel paesaggio, anzi quell’immenso giardino, unico al mondo che è la Val d’Orcia. Dal primo all’11 maggio, per la ventinovesima edizione de “Pienza e i fiori” promossa da Comune, Associazione Pro Loco e Centro Commerciale Naturale “Città di Pienza”, con il sostegno di Bottega Verde.

Cominciamo dal dipinto. Si tratta di stupenda ed inedita Natura Morta di ambito caravaggesco, capolavoro di uno dei maggiori pittori naturalisti toscani del XVII secolo: Simone del Tintore (Lucca, 1630-1708). Il dipinto proviene da una prestigiosa collezione privata e rappresenta un raro esempio della qualità e dello stile pittorico di questo artista. All’esposizione sarà collegata l’edizione di un catalogo scientifico a cura di Francesca Baldassari famosa specialista del ‘600 fiorentino, autrice di moltissime pubblicazioni e monografie sulla pittura toscana.
Ad ospitare il prezioso dipinto è il Museo del rinascimentale Palazzo Borgia, in una Sala riservata alla sola opera ospite. Qui la Natura Morta di Simone del Tintore resterà offerta all’ammirazione del pubblico sino al 2 giugno.

Ai piedi del Palazzo, nella perfetta geometria di piazza Pio II, gioiello architettonico della cittadina senese Patrimonio Mondiale dell’Umanità, nello spazio di una sola notte crescerà, come per magia, un meraviglioso giardino. Giardino perfetto, vivo eppure effimero. Destinato a durare il tempo della Festa dei Fiori, cioè i dieci giorni che intercorrono tra il primo e l’11 maggio, appunto. Un nuovo giardino ad ogni nuova edizione. Per quei giorni, terra, siepi, alberi, fiori trasformano lo storico selciato in un paradiso in terra, offrendo un volto verde alle pietre collocate Bernardo Gambarelli detto il Rossellino e cesellate dai secoli. Il tema di quest’anno, in linea con quello dell’opera d’arte che al giardino funge da ideale “testimonial”, sarà il Giardino Rococò, a raccontare un’altra pagina della grande storia del giardino che, anno dopo anno, qui si rievoca.

Da un giardino effimero a giardini veri, lungo un itinerario verde che si interpica e inoltra in città e in Val d’Orcia. Sarà possibile visitare, per l’occasione, i magnifici giardini storici del territorio di Pienza: il giardino di Palazzo Piccolomini e quello di Palazzo Massaini, ma anche lo straordinario giardino di villa la Foce e gli Horti Leonini di S. Quirico d’Orcia, in una emozionante carrellata che passa in rassegna l’architettura verde dal Rinascimento al Novecento.
Il tutto in un contesto che non ha eguali nel pianeta, perché la valle è solo in parte opera della natura. Per il resto a cesellarle così come oggi appaiono è stato l’uomo, inseguendo un ideale rinascimentale di pura bellezza.

“Pienza e i fiori” ospiterà quest’anno l’esposizione di un Pugnalone di Acquapendente (VT), un grande mosaico di fiori e foglie (2.60 mt di larghezza per 3.60 mt di altezza). Grazie, infatti, alla collaborazione con il Comune di Acquapendente e la Pro Loco di Acquapendente sarà possibile avere un assaggio dei Pugnaloni, la principale festa della cittadina dell’Alto Lazio che si celebra ogni anno la terza domenica di maggio (quest’anno il 18 maggio 2014). Le origini della festa dei Pugnaloni risalgono al lontano 1166, quando Acquapendente si ribellò alla tirannia di Federico I Barbarossa, distruggendo il castello simbolo del potere imperiale, trovando la forza nell’evento straordinario della fioritura di un ciliegio secco, preso a simbolo dell’oppressione degli aquesiani. Da qui la comunità decise di ricordare ogni anno la riconquista della libertà, e nel corso dei secoli la rievocazione ha subito le normali trasformazioni del tempo arrivando alla meravigliosa festa che è oggi. Il nome Pugnalone deriva da “pungolo”, e cioè l’attrezzo di ferro simile ad una spatola infilato su un lungo bastone che gli fa da manico, utilizzato per pulire l’aratro e per punzecchiare i buoi. Anticamente era proprio il pungolo ad essere portato in processione ornato con i rami di ginestra. Poi, con il passare dei secoli, sono nati i moderni Pugnaloni realizzati da gruppi di giovani aquesiani che nei giorni precedenti, fino a notte tarda, lavorano alla creazione dei maestosi quadri.

Info: www.prolocopienza.it – www.comune.pienza.siena.it – www.ufficioturisticodipienza.it
Tel. 0578/749905; 0578/748359

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Apr 30, 2014 - eleganza    No Comments

Firenze: Portrait Hotel

Portrait Firenze_opening 1 maggio 2014

Aprirà  Portrait Firenze, il nuovo hotel di Lungarno Collection, società di gestione alberghiera di proprietà della famiglia Ferragamo. L’esclusiva residenza, che si affianca al boutique hotel Portrait Roma, è composta da 34 suite da 40 a 130 metri quadri affacciate sull’Arno e su Ponte Vecchio, tutte dotate di una kitchenette con tutto il necessario per la preparazione di un cocktail, di un tè o di uno snack.

A disposizione degli ospiti un megaschermo Tv ultrapiatto, sistema Bluetooth per la diffusione della musica e per la visione di film, iPad, docking station, librerie musicali e Dvd, impianto stereo, controllo avanzato della temperatura e Wifi.

Al piano terra invece si trova il Caffè dell’Oro, bar e ristorante aperto anche agli ospiti esterni.

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