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Gen 13, 2015 - marittimo    No Comments

Livorno: Punti fermi sul Prg

Il punto fermo, il traguardo che si comincia già a vedere all’orizzonte e che non può assolutamente essere perso di vista è e rimane l’accordo di programma attorno a cui istituzioni, sindacati e associazioni di categoria stanno lavorando in queste settimane per rilanciare Livorno. L’incognita è dettata invece dai tempi necessari all’arrivo, ben sapendo che la nave su cui si sono imbarcate le speranze della cittadinanza labronica viaggia ancora su acque agitate, con il mondo della comunità portuale da una parte e l’amministrazione comunale dall’altra, il primo richiamandosi al principio della continuità amministrativa e alla necessità di approvare in tempi rapidi il piano regolatore portuale, la seconda innalzando il vessillo della trasparenza, della condivisione e della partecipazione diretta perché, prima di approvare la variante al piano strutturale, il Prp sia divulgato il più possibile.

 

E, così, è stato ancora una volta il Piano Regolatore Portuale, perno attorno a cui ruota l’accordo di programma con i suoi investimenti, ad accendere il dibattito durante il talk show televisivo Porto Aperto organizzato da Telegranducato e Port Authority, a cui hanno partecipato l’assessore comunale all’urbanistica, Alessandro Aurigi, il direttore di Confindustria Livorno, Umberto Paoletti, il segretario generale dell’APL, Massimo Provinciali, e il responsabile porti per la Regione Toscana, Andrea Poggiali.

 

«L’accordo di programma – a sottolinearlo è stato sin dall’inizio Paoletti – è incentrato sul porto ma contiene partite importanti per l’economia e l’occupazione del territorio quali la componentistica auto, l’energia e le infrastrutture. Stiamo parlando, cioè, di un pacchetto complesso col quale speriamo di risolvere alcune delle principali criticità del territorio livornese. Ecco perché non possiamo bloccare il motore, l’esubero strutturale che interessa lo scalo labronico richiede dei tempi tecnici che sono la metà della metà di quelli che stiamo consumando. Entro la fine del mese dobbiamo poterci presentare ai ministeri competenti col prp approvato».

 

E i tempi, di fatto, non sono una variante indipendente, a ricordarlo è stato anche Poggiali: «Il 24 maggio ci saranno le elezioni regionali. Riteniamo opportuno arrivare a quella data con delle certezze. Davanti a noi si apre la prospettiva di investimenti importanti per la città che poi avranno ricadute in termini operativi per tutta la toscana».

 

Il leitmotiv dell’appuntamento televisivo, insomma, è stato uno solo: basta con le dilazioni, le perdite di tempo. Ma dal Comune non ci stanno a passare per temporeggiatori, ovvero per quelli a cui piace “fare melina”: «Siamo consapevoli delle tempistiche – è il ragionamento che l’assessore Aurigi ha consegnato al conduttore televisivo Luca Salvetti – però non possiamo trascurare i nostri obblighi nei confronti della cittadinanza. Il prp condizionerà la vita dei cittadini di qui ai prossimi trent’anni, vale la pena approfondire e valutare quali ricadute questo strumento potrebbe avere per la città, soprattutto dal punto di vista ambientale».

 

Eccolo il primo scoglio contro cui potrebbe scontrarsi la nave dell’accordo di programma: le ricadute ambientali per il territorio. Non è un mistero che sia questa la prima preoccupazione di molti consiglieri del Movimento Cinque Stelle. Ma esiste veramente un problema di tipo ambientale? Per il numero due di Palazzo Rosciano niente affatto: «Condivido le intenzioni divulgative e di partecipazione che hanno spinto l’amministrazione comunale a studiare approfonditamente il piano regolatore portuale – ha detto Provinciali – ma vorrei fossero chiare tre cose: punto primo, il Prp non è stato scritto nel chiuso di una stanza: a partire da novembre del 2011, da quando cioè sono diventato segretario dell’Authority, ci sono voluti due anni di consultazioni con tutta la comunità portuale e le istituzioni prima che il piano fosse adottato. Punto secondo: sul PRP, e in parte sulla variante, c’è una valutazione ambientale strategica sulla quale il Nurv, l’organismo tecnico di supporto alla Giunta regionale per le attività di valutazione, monitoraggio e verifica degli investimenti pubblici ed Autorità competente per la VAS, è stato severissimo».

 

«Il Nurv – ha continuato Provinciali – ci ha indotti a modificare in corso d’opera il piano regolatore ed ad accogliere prescrizioni di vario genere. Il prp è stato pertanto sottoposto, con successo, alla valutazione ambientale strategica. È evidente, poi, che i progetti di realizzazione delle opere, tra cui la Piattaforma Europa, verranno sottoposti in ultima istanza a Valutazione di Impatto Ambientale».

 

Poi c’è il terzo elemento della riflessione: «Sul piano tecnico – ha concluso il segretario generale dell’APL – il parere favorevole al piano regolatore è stato reso dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, che è integrato anche da funzionari ed esperti del Ministero dell’Ambiente».

 

Morale della favola. Nessun pericolo per l’ambiente, neanche per il litorale costiero pisano. «Pisa ha partecipato alla fase di approvazione di Vas senza fare osservazioni. Ne deduciamo che le criticità sollevate in questi ultimi giorni non abbiano solide fondamenta».

 

Mentre, al contrario, le fondamenta servono eccome  se si vuole costruire il porto del domani e rilanciare la città con l’accordo di programma, forse è stato anche per rilanciare questa esigenza che, nelle battute finali del talk show, il direttore Paoletti ha lanciato l’idea di istituire una holding del territorio su iniziativa dei sindaci di Livorno, Collesalvetti, Pisa, Pontedera, che programmi iniziative congiunte per tutta l’area vasta costiera: «è l’unico modo che abbiamo – ha detto – per irrobustire gli investimenti e rilanciare l’occupazione che manca».

Dic 31, 2014 - marittimo    No Comments

Livorno: Provinciali a Porto 2000

 

Una scelta istituzionale e super partes per traghettare operativamente la Porto di Livorno 2000 verso il traguardo della privatizzazione. Una nomina di profilo tecnico per garantire e tutelare un percorso che a partire dal prossimo anno porterà i due soci, Authority e Camera di Commercio, a cedere la maggioranza delle quote detenute all’interno della società che gestisce in regime di monopolio i servizi di accoglienza ai passeggeri. Autonomia, competenza e coerenza con un iter già predefinito: il nome di Massimo Provinciali risponde a tutti questi requisiti. Sarà così l’attuale segretario generale di Palazzo Rosciano a rivestire, gratuitamente e per un periodo temporale limitato, l’incarico di presidente della Porto 2000.

La scelta è stata presa al termine dell’odierna assemblea straordinaria dei soci, cui hanno partecipato per conto dell’APL il presidente Giuliano Gallanti, e per la CCIAA la funzionaria Maria Cristina Berti, su delega del numero uno dell’Ente Camerale, Sergio Costalli.

Assieme a Provinciali, siederanno nel consiglio di amministrazione l’ingegner Massimo Vivaldi, funzionario dell’Autorità Portuale, scelto par la sua competenza in materia di security e gestione degli accosti, e il segretario generale della Camera di Commercio, Pierluigi Giuntoli.

«Crediamo – ha dichiarato Gallanti – che il nuovo CdA, con Provinciali come Presidente, risponda alla comune esigenza di assicurare la gestione della Società nelle more dell’iter che porterà alla cessione delle quote della Porto 2000»

Il presidente dell’Authority ha inoltre fatto mettere a verbale il ringraziamento a Roberto Piccini per la competenza e la capacità con cui ha saputo gestire la società in questi tre anni, contrastando la caduta dei traffici. «Sicuramente – ha evidenziato – la sua esperienza potrà ancora essere utile al porto di Livorno».

Nel corso dell’Assemblea è stato infine modificato lo Statuto: una volta cedute le quote di maggioranza, i due soci pubblici manterranno una forma di controllo sulla società, votando a maggioranza qualificata le delibere che hanno ad oggetto temi ritenuti strategici.

 

 

 

 

Dic 30, 2014 - marittimo    No Comments

Collesalvetti (LI): Una cura per Livorno

Lorenzo Bacci

L’assenza concreta di una programmazione realmente condivisa, nonostante i pur meritevoli accordi del passato sulla piattaforma logistica costiera, ha determinato in questi anni una crescente incapacità di attrarre a Livorno nuovi investimenti in grado di compensare i vuoti produttivi dovuti al venire meno del modello economico basato sulla grande industria, per di più a partecipazione statale. Parimenti, la relativa assenza di una cultura d’impresa medio-piccola, che in altre zone della Toscana rappresenta l’opportunità che tiene in piedi più di un sistema economico locale, ha continuato a essere un fattore di scarsa competitività per il nostro territorio.

Fin dal 2009, con le scelte messe in campo da Collesalvetti, abbiamo cercato di mettere al centro della discussione una visione veramente integrata dell’area Livornese, visione che vede nell’integrazione Porto-Interporto il principale ingrediente che può aumentare la competitività del sistema livornese. Il consenso e la condivisione rispetto a questa intuizione politica sono cresciuti, tanto da vedere nel decreto “Salva Italia” (2011) il suggello rispetto alla necessità di programmazione strategica condivisa tra Porti e Interporti e negli strumenti di programmazione dell’Autorità Portuale di Livorno una puntuale individuazione delle interazioni necessarie e possibili. È infatti naturale che un sistema come l’Interporto di Guasticce, data l’estrema vicinanza e la facilità di comunicazione, rappresenti il naturale retroporto dello scalo labronico, con tutte le opportunità che questo innegabile aspetto rappresenta in termini di competitività e ottimizzazione delle attività portuali.

Dunque condividiamo fortemente l’idea di mettere al centro dell’Accordo per Livorno una infrastruttura come la Darsena Europa, che assicura la competitività di prospettiva allo scalo labronico con una valorizzazione ulteriore delle aree retroportuali.

Attraverso atti di pianificazione urbanistica sviluppati negli scorsi anni da Collesalvetti abbiamo cercato di aprirci verso nuove opportunità: con la variante al Piano Strutturale abbiamo infatti introdotto per la prima volta sulle aree dell’Interporto di Guasticce la possibilità di accogliere funzioni di tipo industriale oltre alle preesistenti funzioni logistiche. Da qui la prima opportunità localizzativa che può essere sfruttata immediatamente e che troverà spazio nell’Accordo per Livorno: 30 ettari di aree già primariamente urbanizzate, a destinazione industriale, in un contesto come quello interportuale che offre facilitazioni, anche fiscali, per gli investitori.

Le considerazioni sopra espresse non possono non generare una riflessione sulla questione infrastrutturale, a partire dal collegamento Porto-Interporto, il collegamento ferroviario in scavalco del nodo di Livorno-Calambrone che troverà finalmente completamento rappresentando una realizzazione che va ben oltre l’intrinseca funzione di raccordo operativo (in ottica Darsena Europa, quanto mai necessario per bufferizzare i volumi crescenti).

Le infrastrutture ferroviarie rappresentano una forte opportunità per il nostro territorio: basti pensare al fatto che a breve ci troveremo ad essere nelle condizioni di avere un terminal ferroviario direttamente in Darsena Toscana e, ad oggi, di porti dotati di queste infrastrutture in banchina, ne esistono pochissimi (in Europa solo Anversa). Nell’arco di 3-4 anni, con la Darsena Europa da un lato ed i treni in banchina dall’altro potremmo aver trasformato il Porto di Livorno, da porto di Serie B, al porto europeo più competitivo di tutto il Mediterraneo.

Sempre a proposito di rete ferroviaria, dentro l’Accordo troverà infine risoluzione il collegamento dell’Interporto alla Pisa-Collesalvetti-Vada, opportunità sia per l’alleggerimento dei traffici in direzione alta capacità, ma anche per l’industria ferroviaria presente in zona, che potrebbe sfruttare per sviluppi ulteriorianche nel campo dei collaudi. Con questa interconnessione si sancirà definitivamente una prospettiva di area vasta, con il collegamento tra aree che possono trovare, da Rosignano a Pisa passando per Collesalvetti a Cascina, quelle sinergie che fanno la differenza. Traguardare quindi un impiego più massivo della Pisa-Vada ed il suo raccordo con Interporto, è sicuramente azione virtuosa. Esempio ne è l’interconnessione operativa su ferro che già dal luglio 2013 sta collegando l’autoparco del Faldo con clienti che hanno sede in Repubblica Ceca.

Una rappresentazione completa delle questioni strategiche che interessano l’area livornese non può e non deve però prescindere dalla corretta gestione territoriale della piana che va appunto da Livorno a Pontedera e interessa i Comuni di Collesalvetti, Pisa e Cascina. La questione principale è rappresentata dalla messa in sicurezza idraulica, aspetto che ha visto la Regione Toscana mettere in campo, con il relativo Accordo di Programma per lo Scolmatore dell’Arno, uno strumento operativo importantissimo. La gestione territoriale impone di continuare a percorrere la strada che si è intrapreso per la messa in sicurezza dello Scolmatore dell’Arno, un’opera che presenta molteplici aspetti positivi, sia per la piana di Guasticce che per il Porto di Livorno. La prospettiva di sicurezza può sicuramente rendere disponibili aree strategiche oggi non fruibili.

Infine, nella prospettiva di rilancio del territorio, risulta quanto mai opportuno descrivere brevemente quelle filiere che possono, in questo momento, andare in controtendenza rispetto alla crisi di altri settori:  in primis, la logistica integrata, che può addirittura attirare nuova attività produttiva come dimostrano i successi degli operatori logistici di livello internazionale che lavorano in sinergia con colossi oil& gas presenti sul nostro territorio che hanno visto incrementare i propri volumi anche a livello operativo. Altro settore che ha visto un crescente sviluppo è stato il settore ferroviario, con aziende che operano per Breda, Ansaldo, Bombardier, Trenitalia sia nell’ambito esecutivo della manutenzione dei rotabili, fino ad arrivare all’eccellenza progettuale per componenti particolari. Il settore chimico/energetico, infine, con la presenza imprescindibile di Eni, rappresenta quel serbatoio di capacità industriali che è risorsa indispensabile per la vita economica del nostro territorio. E’ quindi evidente che elementi di politica industriale sono quanto mai necessari per indirizzare quello che inevitabilmente si avvia ad essere un processo di reindustrializzazione.

In questo percorso, l’obiettivo dovrà sempre e solo essere quello di anteporre l’interesse generale agli interessi particolari, politici o amministrativi che siano: questa la “grande opera” che chiama in causa tutti, senza escludere nessuno, e che non può assolutamente essere data per scontata.

Interessi superiori a quelli del rilancio economico dell’area livornese sono spesso emersi più o meno velatamente da parte di chi pensa di utilizzare anche questa situazione come vetrina continua di campagna elettorale. Allora che sia chiara una cosa: qui non ci sono partiti politici, soprattutto tra quelli che hanno responsabilità di governo, anche a livello locale, che possano permettersi di trasformare questa opportunità unica ed irripetibile nell’ennesima occasione persa per Livorno.

Prendiamo esempio da chi, ad esempio la vicina Piombino, ha saputo lavorare in modo compatto e coeso, ottenendo dapprima credibilità, ascolto ed attenzione da parte di Regione e Governo ed, infine, quei risultati che oggi consentono alle famiglie della Val di Cornia di guardare al futuro con molta più fiducia. Questo chiedono alle Istituzioni e alla Politica tutta i cittadini livornesi. A noi il compito, irrimandabile, di cogliere il risultato più alto possibile.

Lorenzo Bacci, sindaco di Collesalvetti  per greenreport.it)

 

Dic 19, 2014 - marittimo    No Comments

Livorno: Bacino e porto

«Quest’anno – ha detto Gallanti –, sono venute a maturazione le condizioni per rendere veramente competitivo il porto. Tutto ruota, però, attorno all’approvazione del Piano regolatore Portuale». Nel giorno della conferenza stampa di fine anno la riflessione del presidente dell’Authority, Giuliano Gallanti, parte da qui, dalle decisioni prese sul bacino grande in muratura da quelle sulla Porto 2000 e dall’esigenza mettere in sicurezza il Prp, mediando fra posizioni molto lontane fra loro e spuntando le unghie ai polemisti di professione.

 

Già, il piano regolatore portuale. Per il numero uno dello scalo labronico non c’è altro tempo da perdere: «Al Prp sono legate tre importanti partite, la gara sulla porto 2000, quella sui Bacini e la realizzazione della Piattaforma Europa, opera necessaria se vogliamo rispondere alle sfide del gigantismo navale in modo concreto».

 

L’ultimo tassello da infilare nel puzzle della zonizzazione portuale è la variante al piano strutturale del Comune.

 

«Abbiamo chiesto semplicemente alle istituzioni che non si facciano battaglie politiche sulla pelle del porto – ha detto il segretario generale Massimo Provinciali –, se ci fossero delle osservazioni sulle aree di waterfront tra il porto e la città siamo ovviamente pronti ad accoglierle ma si proceda speditamente».

 

«Sul Prp – ha aggiunto Gallanti – il Comune ha già dato l’intesa e, nella precedente consiliatura, ha approvato a maggioranza la variante al piano strutturale. Quel che resta da fare è rispondere alle osservazioni di 16 soggetti che, durante il periodo di pubblicazione della variante sul Burt, hanno inviato alcune controdeduzioni».

 

Il presidente dell’APL ha inoltre sottolineato che le aree di competenza del Comune sono assai limitate: riguardano le aree di contiguità tra la città e il porto e non hanno nulla a che vedere con il compendio dei bacini.

 

E poi c’è il tema della cosiddetta “privatizzazione” della Porto 2000. Gallanti, e assieme a lui Provinciali, hanno ribadito che Authority e Camera di Commercio faranno tutto ciò che è in loro potere per salvaguardare la presenza del pubblico all’interno di una compagine societaria la cui maggioranza verrà presto ceduta ad un nuovo socio. «Entro la fine dell’anno o l’inizio del 2015 – ha detto Provinciali – convocheremo l’assemblea per modificare lo statuto della società. Verrà stabilito che sulle questioni più delicate i soci dovranno votare a maggioranza qualificata»

 

Tra il 15 e il 20 gennaio verranno comunque pubblicati i bandi di gara sia per la cessione delle quote della Porto di Livorno 2000 che per l’affidamento dei bacini.

 

 

La conferenza di fine anno è servita inoltre a Gallanti per fare il punto della situazione sui cantieri aperti nel corso del 2014: la caratterizzazione dei fondali della Darsena Toscana e il dragaggio del lato Nord del Molo Italia sono ormai una realtà, il primo lavoro è stato già completato ed è propedeutico all’approfondimento vero e proprio dei fondali del principale terminal contenitori del porto, il secondo verrà ultimato intorno alla prima settimana di gennaio e favorirà la delocalizzazione della Compagnia Portuale dall’Alto Fondale.

 

Altra scommessa importante è quella relativa al consolidamento delle due vasche di colmata, la seconda verrà terminata nel 2015 ma è già funzionante ed ha accolto i fanghi del dragaggio del Molo Italia.

 

«Abbiamo commissionato uno studio per valutare l’opportunità di perforare, sia pure in modo limitato, la guaina impermeabile che la normativa Sin impose all’atto dell’approvazione dei progetti – ha detto il dirigente Ambiente e sicurezza, Giovanni Motta -;lo studio valuterà quali sono i rischi connessi a questo tipo di operazione, ma dubito ce ne siano. A gennaio potremo inviare il progetto alla Regione per le opportune valutazioni».

 

Infine, meritano una particolare attenzione altre due opere infrastrutturali: la resecazione della banchina del Marzocco (il primo lotto è terminato, il secondo si concluderà nel 2015) permetterà l’allargamento del canale di accesso di 30 metri, mentre il banchinamento della Darsena Calafati consentirà lo spostamento del bacino galleggiante Ercolino II, attualmente ubicato al Magnale, e che tanti problemi aveva dato alla manovra delle navi.

 

 

Dic 16, 2014 - marittimo    No Comments

Livorno: Turchia chiama

Turchia chiama Italia. Mercoledì prossimo, armatori del calibro di Arkas (una flotta di 37 navi, con capacità di trasporto comprese tra 907 e 2.764 TEUs), Ulusoy Holding (un impero da 300 milioni di fatturato) e Un.RO.RO (consorzio specializzato nel trasporto strada-mare, 177 milioni di fatturato e una flotta di 13 traghetti), incontreranno a Livorno operatori e spedizionieri della città. L’evento è stato organizzato dall’Autorità Portuale labronica, dalla Camera Commercio e da Toscana Promozione.

La delegazione turca, composta anche dai rappresentanti delle associazioni nazionali degli armatori e degli autotrasportatori, verrà accolta in mattinata a Palazzo Rosciano dal presidente dell’Authority, Giuliano Gallanti e dal Presidente della Camera di Commercio Sergio Costalli. Dopo una breve visita in porto, gli ospiti si sposteranno in Camera di Commercio, dove sono stati organizzati incontri bilaterali con lo scopo di rafforzare i traffici tra Livorno e la Turchia.

 

Dic 5, 2014 - marittimo    No Comments

Livorno: Dragaggi in porto

È giunta in porto ieri sera la draga “Amazone”, della ditta Società Italiana Dragaggi spa, Sidra. A partire da domani comincerà a dragare i fondali del Lato Nord del Molo Italia, portandoli, in 30 giorni circa, ad una profondità di 13 metri.

 

«I lavori di escavo – ha dichiarato il dirigente sicurezza e ambiente dell’Authority, Giovanni Motta – saranno eseguiti senza soluzione di continuità, 24 ore su 24, festivi compresi. In tutto verranno dragati 430 mila metri cubi di materiale, che verranno conferiti in parte nella prima, in parte nella seconda vasca di colmata».

 

Il trasferimento di fanghi, sabbia e rocce dal Molo Italia alle vasche di contenimento avverrà grazie ad un tubo adagiato sul canale di accesso. È lungo 300 metri, ha un diametro di un metro e attraversa tutto il porto.

 

La draga, 100 metri di lunghezza e 20 di larghezza, ha un motore diesel ad elevata potenza, è dotata di un sistema di escavo in grado di frantumare e aspirare materiali di diversa natura, dal fango alle rocce compatte, e di refluirli tramite tubazioni sino a distanze di 4 km. La portata del dragaggio può arrivare sino a 30 mila metri cubi al giorno.

 

I lavori, che saranno effettuati dalla società Sidra, termineranno, presumibilmente, all’inizio di gennaio.

 

Dic 5, 2014 - marittimo    No Comments

Livorno: Le crociere Pullmantur scaleranno Livorno

Mauro Donateo

 

Il porto di Livorno trova sotto l’abete natalizio qualche buona notizia sul fronte crocieristico. È ufficiale che la Pullmantur, la compagnia spagnola del gruppo Royal Caribbean, lascia La Spezia per tornare a Livorno. Si parla di un traffico totale di 70 mila passeggeri per 32 scali.

 

“Un segno davvero importante”, afferma Roberto Piccini, presidente della Porto 2000, la società pubblica che gestisce il porto passeggeri: “Il biennio 2015/17 – sottolinea – si apre con grandi prospettive: abbiamo la fondata speranza di raggiungere nel 2016 i livelli di due anni fa quando si superò il milione di passeggeri”.

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La nuova ammiraglia Carnival. Non solo: è prevista a Livorno la tappa del viaggio inaugurale della super-ammiraglia Carnival Vista, in costruzione da Fincantieri (dovrebbe trasportare circa 5 mila passeggeri). La data dell’evento è fissata per il 12 maggio 2016.

Tra le buone notizie occorre ricordare anche il ritorno di Msc e che farà da “home port”, ovvero punto di partenza dal porto labronico. «Tutto questo – dice Piccini – è frutto dell’intensa attività degli operatori e degli investimenti fatti per mantenere le promesse».

Il presidente ha anche annunciato che Porto2000, Regione Toscana e Aeroporto di Pisa presenteranno lo show “Gran Galà Toscana” al prossimo Cruise Shipping di Miami.

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