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Ott 22, 2012 - natura amica    No Comments

Pisa: L’Orto Botanico

L’Orto botanico di Pisa è considerato uno dei giardini più belli d’Italia e vanta il primato di essere il più antico orto botanico universitario del mondo. L’importante funzione didattico-scientifica che ancora oggi esso svolge lo contraddistinse sin dalle origini. Fu il medico e botanico di Imola, Luca Ghini a promuoverne la fondazione nel 1543 con il sostegno economico del Granduca di Toscana Cosimo I dei Medici. Il nome originario dell’orto botanico pisano era “Giardino dell’Arzinale”. Esso infatti sorgeva nei pressi dell’Arsenale Mediceo.

Nel 1563 a causa dell’espansione dell’Arsenale per il potenziamento delle difese militari, l’orto fu trasferito nel giardino del Convento di Santa Marta. Tuttavia la cattiva esposizione ai raggi solari e la distanza con la sede universitaria determinarono un nuovo trasferimento dell’Orto botanico. Fu scelto lo spazio tra Via Roma e Via Santa Maria, presso la celeberrima Piazza dei Miracoli, dove si trova ancora oggi. L’Orto si estende su una superficie di 3 ettari ed è suddiviso in 4 settori: la Scuola botanica, l’Orto del Mirto, il Piazzale dedicato a Giovanni Arcangeli e l’Arboreto. Nelle aiuole della Scuola Botanica sono raccolte ben 550 specie di piante raggruppate sistematicamente per famiglie, secondo le disposizioni dell’ideatore Teodoro Caruel, botanico che vi lavorò nella seconda metà dell’Ottocento. L’Orto del Mirto raccoglie la flora officinale del “Giardino dei Semplici”, prima vocazione dell’orto pisano: circa 140 specie di piante utilizzate anche dalla farmacopea ufficiale italiana. A catturare l’attenzione dei visitatori sono soprattutto le piante acquatiche sia esotiche, come la splendida Victoria regia Lingley, sia autoctone, tra le quali numerose specie che un tempo caratterizzavano i territori paludosi toscani e che adesso non sono più presenti in natura, ma conservate nei laghetti dell’orto pisano.
Se desiderate saperne di più, visitate il sito ufficiale http://www.biologia.unipi.it/ortobotanico/

Orto Botanico di Pisa
Via Luca Ghini 5, Pisa
ORARIO: lunedì – venerdì 8,30-17,00; sabato 8,30-13,00
Biglietto intero Euro 2,50; Biglietto ridotto Euro 1,50 (bambini tra 6 e 12 anni e studenti universitari); Biglietto famiglia Euro 6,00; Gruppi (ingresso e visita guidata da prenotare in anticipo. Tel. 050 2211316 fax. 050 2211309. Email: ortomuseobot@biologia.unipi.it). Ingresso gratuito per bambini fino a 6 anni e adulti oltre i 65 anni.


Ott 17, 2012 - natura amica    No Comments

Pisa: E’ Premio San Francesco

 

 

Che i beagle accolti lo scorso agosto al dipartimento di Scienze veterinarie dell’Università di Pisa fossero di Green Hill (la Lav aveva smentito ndr) o di un altro dei molti laboratori dove si pratica purtroppo la sperimentazione sugli animali, non importa. Da segnalare invece è il progetto svolto dal  Comitato Etico dell’Ateneo pisano  istituito per la tutela degli animali impiegati ai fini sperimentali, e più in particolare il percorso di riabilitazione dei beagle da laboratorio avviato al dipartimento di Scienze veterinarie. Questa iniziativa ha avuto ora un riconoscimento da parte della Lega nazionale per la difesa del cane che ha destinato il Premio San Francesco 2012 all’Università di Pisa. Si tratta di un riconoscimento che l’associazione rivolge a personaggi o istituzioni che si siano distinte per il loro impegno a favore degli animali. Per conto dell’Università, il Premio è stato ritirato dalla professoressa Daniela Gianfaldoni, direttore del dipartimento di Scienze veterinarie, da Angelo Gazzano, ricercatore dello stesso dipartimento, e da Antonella Pochini, della Direzione ricerca ed internazionalizzazione. Il progetto di riabilitazione degli animali da laboratorio dell’Università di Pisa nasce da una circolare ministeriale che indirizzava gli operatori verso la pratica della rehabilitation degli animali sperimentali, nei casi in cui le condizioni di salute degli stessi lo consentissero. A tal fine è stato istituito un centro per la riabilitazione di animali da laboratorio presso il nuovo dipartimento di Scienze veterinarie, supportato da esperti in etologia, per promuovere la massima diffusione dell’informazione sulle metodologie e sulle pratiche in questo settore. Il Premio San Francesco giunto alla sua undicesima edizione, è stata organizzato dalla sezione genovese della Lega nazionale per la difesa del cane, dal Centro di medicina comportamentale Martin Buber, dall’Esercito italiano e dalla Associazione amici animali abbandonati.

greenreport

 
Ott 15, 2012 - natura amica    No Comments

Lucca: Magnolie cinesi

 

 

Dalla Cina a Lucca con furore: alcune piante sono state messe a dimora dall’Adipa nell’Orto Botanico arricchisce il proprio patrimonio naturale. A piantare le nuove piante sono stati oggi il sindaco Alessandro Tambellini, l’assessore alla cultura Patrizia Favati e il presidente di Opera delle Mura Alessandro Biancalana.

Sono diventate parte del patrimonio botanico lucchese una Magnolia delavayi Franch, magnolia semicaducifolia a foglia grande proveniente dalla Cina meridionale, di una Toona sinensis syn. Cedrela sinensis (A.Juss) M.Roem, albero ornamentale con proprietà curative proveniente dall’Asia Orientale e sud orientale, infine di un Acer grosseri (Pax) var.Hersii, albero ornamentale per fogliame e corteccia della Cina centro settentrionale.

 Queste piante provengono dalle collezioni dei Soci di ADIPA e per le loro caratteristiche bene si adattano al nostro clima.

Una volta concluse le operazioni di messa dimora delle tre piante, il presidente dell’A.Di.P.A Pasquale Naccarati ha donato al sindaco Tambellini, all’assessore Favati e al presidente di Opera delle Mura Biancalana il distintivo dell’associazione, con l’invito a divenirne soci onorari.

loscherrmo

Ott 8, 2012 - natura amica    No Comments

Gorgona Isola (LI): La Bianca di Gorgona


 

Si chiama “Bianca di Gorgona” ed è la nuova varietà di olivo sull’isola di Gorgona dall’agronomo Francesco Presti in collaborazione con il Cnr  Gorgona, la più piccola isola dell’Arcipelago Toscano (220 ettari), a 19 miglia dalla costa livornese, è una colonia penale agricola che dal 1996 fa parte del Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano. Presti spiega che «l’Isola è un microcosmo unico, ha visto passare innumerevoli persone con le loro storie di uomini liberi reclusi, religiosi, militari, contadini e pescatori sin da tempi remoti». L’istituzione del carcere risale al 1869 ed oggi è rimasta una casa di reclusione che svolge diverse attività agricole e zootecniche che fanno i conti con una situazione economica molto difficile.

L’isola è un paradiso della flora mediterranea ed ha un microclima unico nel quale crescono 500 specie vegetali censite. Tra gli alberi più antichi ci sono gli olivi, con un nucleo di piante a ultracentenarie che da due anni a questa parte hanno suscitato l’interesse di Presti,  consulente agronomico della Casa di Reclusione di Gorgona, che, dopo studi approfonditi in collaborazione con Claudio Cantini, dell’Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree (Ivalsa) del Cnr ha evidenziato la peculiarità degli olivi di Gorgona. Il Dna di queste piante è stato confrontato con il Dna delle altre varietà italiane e Presti e Cantini hanno scoperto che «L’isolamento di Gorgona per secoli ha fatto sfuggire alla classificazione queste poche ma maestose piante che appartengono quindi ad una varietà a sé stante». La “nuova” cultivar è stata quindi chiamata “Bianca di Gorgona” ed iscritta nel repertorio regionale delle risorse genetiche autoctone toscane.

Così il Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano e il carcere di Gorgona possono vantare un tipo di olivo che in tutto il mondo vive solo sugli antichi terrazzamenti di Gorgona, vicino al porticciolo dell’isola.  

Presti sottolinea che «essendo presente solamente un nucleo di circa venti esemplari, la “Bianca” è stata iscritta come varietà a rischio di estinzione. E’ probabile che queste piante siano state introdotte dai monaci certosini che nel corso del 1700 hanno abitato e lavorato sull’isola. Questa scoperta ribadisce l’unicità e le potenzialità della più piccola Isola dell’Arcipelago Toscano dove è possibile osservare un’ eccezionale concentrato’ di biodiversità e sperimentare  un grande laboratorio sociale e didattico. La scoperta di una nuova varietà di olivo non si limita ad un mera curiosità botanica. Essa potrebbe divenire una nuova e concreta risorsa in mano all’Amministrazione’ Penitenziaria. Dal nucleo di piante madri può essere iniziato’ un innovativo progetto di lavoro e formazione con la popolazione detenuta: avviando una piccola attività per la propagazione e l’aumento  degli esemplari di “Bianca di Gorgona’ sull’isola è  pensabile la produzione di piante e di olio monovarietale  autoctono, unico, caratteristico della Gorgon .’La “Bianca di Gorgona” potrebbe  quindi fornire nuova linfa ad un modello detentivo che, nonostante le difficoltà è sempre stato e resta di alta qualità»

greenreport

 

Ott 1, 2012 - natura amica    No Comments

Mantignano (FI): Un nuovo parco

 

 

Dal prossimo mercoledì 3 ottobre (in occasione dei 100 luoghi del comune di Firenze) il nuovo Parco di Mantignano sarà messo a disposizione dei fiorentini.

Si tratta di 6 ettari di bosco caratterizzati da essenze come olmi, platani, tigli, aceri, lecci, macchie di corbezzolo, situati accanto allo storico impianto di potabilizzazione di Santa Maria a Mantignano che, dopo l’intervento di Publiacqua, sono tornati ad essere un polmone verde a disposizione in particolare dei residenti della zona ma anche di tutti i fiorentini e turisti che cercano  un po’ di relax nella natura a due passi dal centro storico.

Il nuovo parco è stato presentato dal presidente di Publiacqua Erasmo D’Angelis, dai presidenti delle Commissioni Ambiente e Urbanistica del comune di Firenze Eros Cruccolini e Mirko Dormentoni e dal presidente del Quartiere 4 Giuseppe D’Eugenio.

«Con soddisfazione possiamo dire di aver mantenuto una promessa fatta ai fiorentini – ha dichiarato D’Angelis – Abbiamo restituito un meraviglioso e originale bosco pubblico alla città. Un’oasi di verde che da mercoledì sarà aperta, fruibile e sicura. All’interno del Parco vivono numerose specie arboree di varia grandezza, ci sono sentieri e scorci eccezionali e siamo a pochi passi dall’Arno. Si tratta davvero di un parco pieno di sorprese e un tassello per il futuro Parco fluviale del nostro fiume». Il Parco, che sarà gestito dal comune, ha un cancello d’ingresso ed è delimitato da una recinzione realizzata con pali in legno di castagno e rete zincata, approvata dalla Soprintendenza. 

 greenreport