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Ago 10, 2012 - natura amica    No Comments

Fucecchio (FI): Il mignattaio

Lestate 2012 si sta rivelando come una delle più siccitose che si ricordino, anche se è prevedibile, considerati i cambiamenti climatici in atto, che essa possa collocarsi nella media stagionale degli anni futuri.

A soffrire di questa situazione sono anche le comunità di piante e di animali selvatici, e particolarmente le specie acquatiche legate al Padule di Fucecchio; tuttavia all’interno della Riserva Naturale istituita dalla Provincia di Pistoia è assicurata la permanenza di alcuni specchi dacqua che attirano migliaia di uccelli.

Oltre agli aironi, presenti con numerosi esemplari soprattutto nelle prime ore del mattino, in questi giorni a destare meraviglia fra i visitatori che si affacciano allosservatorio delle Morette (accessibile con il percorso da Castelmartini) sono soprattutto altri grandi ciconiformi come i mignattai, le cicogne e le spatole.

Il Mignattaio, molto simile all’Ibis sacro raffigurato negli antichi geroglifici egizi, in Italia è decisamente raro; i siti di nidificazione si contano sulle dita di una sola mano e fra questi vi è il Padule di Fucecchio. Il grande becco ricurvo e i riflessi cangianti del piumaggio (che a prima vista sembra nero) rendono questo animale affascinante e inconfondibile. Oltre ai mignattai residenti sono presenti anche alcuni soggetti inanellati; la lettura da distanza della sigla riportata sugli anelli, inviata all’ISPRA, ha consentito ai tecnici del Centro di Ricerca del Padule di Fucecchio di accertare che sono nati in Spagna, nel Parco del Coto Donana, fra il 2007 e il 2009.

Anche le cicogne in questa stagione frequentano assiduamente larea protetta alla ricerca di specchi d’acqua nei quali alimentarsi; oltre alla Cicogna bianca, nei giorni scorsi è stata segnalato anche un individuo in abito giovanile di Cicogna nera, una specie assai più rara della precedente, che in Padule sosta durante gli spostamenti migratori.

Altri uccelli colpiscono non tanto per laspetto, quanto per le lunghe distanze che si sono lasciati alle spalle e per quelle che ancora dovranno percorrere; fra questi figurano alcune specie di limicoli, come il Piovanello o il Combattente, che nidificano attorno al circolo polare artico e si recano a trascorrere linverno a sud dellequatore.

Oltre agli appassionati locali di birdwatching e fotografia naturalistica, sono molti i turisti stranieri che si recano nella riserva in questo periodo, soprattutto tedeschi, belgi e olandesi, molti dei quali provenienti dal Camping Barco Reale di San Baronto e dalle altre strutture ricettive del Montalbano.

Nei prossimi giorni, come da regolamento della Riserva Naturale, il Centro di Ricerca ed il Consorzio di Bonifica effettueranno i lavori di ordinaria manutenzione allinterno dellarea protetta, avendo cura, come di consueto, di rendere minimo il disturbo alla fauna presente.

Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi al Centro R.D.P. Padule di Fucecchio (tel. e fax 0573/84540, e-mail fucecchio@zoneumidetoscane.it); alcune immagini suggestive girate in questi giorni allosservatorio sono visibili on line sulla pagina Facebook  Padule di Fucecchio.

Ago 10, 2012 - natura amica    No Comments

Montecristo Isola (GR): 600 berte minori


 

Vi ricordate la polemica di pochi mesi fa, con le associazioni animaliste, alcuni esponenti del Pdl ed antiparco scatenati contro “l’avvelenamento” di Montecristo causato da centinaia di tonnellate di esche avvelenate (che in realtà contenevano pochi etti di principio attivo) per eradicare i gatti dalla più misteriosa e protetta isola del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano? Vi ricordate le polemiche interne allo stesso Ente Parco di qualche consigliere della Comunità del Parco? Vi ricordate la furibonda difesa di Legambiente dell’Eradicazione e dei tecnici e degli scienziati che la stavano attuando nel nome della difesa di uccelli rarissimi? Ora quella storia è arrivata al suo epilogo e i numeri ed i fatti sembrano dare ragione al Parco, ai ricercatori e a Legambiente. Oggi una nota dell’Ente Parco sorvola sulle polemiche del passato e ricorda che

«La berta minore (Puffinus yelkouan) è un raro uccello marino del Mediterraneo e  il ratto nero è uno dei suoi nemici maggiori. La campagna di eradicazione del ratto nero a Montecristo degli scorsi mesi ha dato benefici effetti e le berte hanno ripopolato  i loro nidi. Sono stati contati circa 600  esemplari che stanno per spiccare il volo». Un successo eccezionale che fa tornare Montecristo ad essere una dei più importanti siti di nidificazione di questi rari e bellissimi uccelli marini.

Il tutto grazi al progetto coordinato dal Corpo forestale dello Stato, a cui hanno collaborato il Parco, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) e la Nemo  S.r.l.. Il Parco nazionale sottolinea che «l’operazione di eliminazione del ratto nero da Montecristo ha dato i risultati sperati. Dopo pochi mesi dalla realizzazione dell’intervento, infatti, per la berta minore, è iniziata una nuova vita senza il temuto predatore.  Decine di pulcini hanno abbandonato il nido per affrontare il loro primo volo, contribuendo, per la prima volta dopo centinaia di anni, ad incrementare il nucleo delle 700 coppie nidificanti sull’Isola. I dati hanno accertato un successo riproduttivo pari al 95 %, elevatissimo, per una specie che produce un solo piccolo l’anno». Ma non è il solo risultato ottenuto con l’eradicazione dei roditori invasivi portati a Montecristo dall’uomo: «L’assenza dei ratti ha favorito un altro evento straordinario: nuovi aspiranti riproduttori, hanno visitato l’Isola in numero molto superiore rispetto a quanto osservato in passato e questo fa ben sperare. Nonostante che la  certezza dell’eliminazione completa del roditore possa essere confermata solo tra diversi mesi, già da adesso l’operazione ha fornito risultati importantissimi, in gran parte previsti dai tecnici al momento della progettazione dell’intervento. Come la inattesa scoperta della nidificazione della Berta maggiore, il sensibile aumento del Succiacapre e l’aumento della disponibilità alimentare di frutti graditi a specie migratrici come il Beccafico, la Capinera e il Rigogolo. E’ stata confermata anche la presenza riproduttiva del Gheppio e del Falco pellegrino e i sopralluoghi primaverili hanno confermato che le popolazioni di anfibi e rettili non hanno risentito negativamente della operazione.

Il più bel regalo di benvenuto per il nuovo presidente del Parco nazionale dell’Arcipelago, Giampiero Sammuri, che ha detto: «Ho visto i dati del monitoraggio. Un bel lavoro di squadra tra i tecnici del Parco, del Corpo forestale dello Stato, Ispra e Nemo. Un risultato eccellente per la difesa e la conservazione della biodiversità  su un’Isola che conosco e amo da sempre».

Netto il commento di Legambiente Arcipelago Toscano: «Il grande successo riproduttivo delle berte minori, il ritorno alla nidificazione delle Berte maggiori, e l’aumento nell’isola di altre specie rare e preziose dell’avifauna a Montecristo fa giustizia di tutte le fesserie anti-scientifiche e dell’ambientalismo disneyano che voleva impedire, anche con la diffusione di dati falsi e notizie di avvelenamento dell’intera isola, l’eradicazione dei ratti. Ha vinto l’ambientalismo scientifico, ha vinto la vera, decisa e concreta difesa di un patrimonio naturale inestimabile fatto di animali unici. Di questo ringraziamo il Corpo forestale dello Stato per aver voluto questo progetto e i tecnici e i biologi che lo hanno attuato conseguendo un risultato eccezionale che dovrebbe rendere orgogliosi gli abitanti dell’Arcipelago Toscano. Ancora una volta certa politica e certo animalismo hanno dimostrato ignoranza ed arretratezza scientifica, ma le berte di Montecristo hanno vinto insieme al vero ambientalismo».   

Il Parco nazionale in una nota fa il punto della situazione: «La Berta Minore. Ormai la storia di questo uccello marino è nota, ma forse non lo è il fatto che recentemente la berta minore sia stata  trasferita nella categoria Vulnerabile delle specie presenti nella Lista Rossa della IUcn (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura). Quindi il nuovo contingente di giovani nati a  Montecristo potrà contribuire alla sopravvivenza globale della specie. I controlli dei nidi effettuati negli anni scorsi avevano evidenziato un successo riproduttivo nullo; oggi è stato accertato un successo riproduttivo pari al 95 %, elevatissimo per una specie che produce un solo piccolo per anno. L’assenza dei ratti ha favorito un altro evento straordinario: nuovi aspiranti riproduttori, i cosiddetti “prospectors”, ovvero animali immaturi che ispezionano i luoghi dove poi deporre, hanno visitato l’Isola in numero molto superiore rispetto a quanto osservato in passato.  Nonostante che la  certezza dell’eliminazione completa del roditore possa essere confermata solo tra diversi mesi, già da adesso l’operazione ha fornito risultati eccezionali, in gran parte previsti dai tecnici al momento della progettazione dell’intervento. Inattesa  invece  è stata la scoperta nel 2010, confermata proprio quest’anno, della nidificazione della Berta maggiore, anch’essa  minacciata dalla presenza dei ratti. La presenza di questo uccello  rappresenta un’ulteriore conferma dell’importanza dell’operazione di eradicazione in termini di potenziale aumento a lungo termine di una seconda specie di Procellariformi.É stato registrato inoltre un sensibile aumento del Succiacapre, altra specie favorita dall’eliminazione  del roditore. Senza il ratto la disponibilità alimentare dei frutti di specie vegetali precedentemente consumati, è aumentata, a beneficio di specie migratrici come il Beccafico, la Capinera e il Rigogolo. Anche il monitoraggio  effettuato dall’Ispra dei possibili effetti collaterali su altre specie non bersaglio è incoraggiante. E’ stata confermata la presenza riproduttiva del Gheppio  e del Falco pellegrino. Per le specie  più a rischio di intossicazione, la Capra ed il Gabbiano reale, dati preliminari escludono pericoli per la loro vitalità.  Per  quanto concerne la Capra, dati certi potranno essere disponibili dopo il censimento annuale previsto a fine estate; comunque  l’avvistamento di diversi individui e la presenza degli animali precedentemente traslocati in un’area recintata esclusa dall’intervento, suggeriscono che non esista alcun pericolo  per la specie. Il Gabbiano reale, unica specie non minacciata ed in aumento fra gli uccelli marini, competitore per  il Gabbiano corso  e causa di degrado per habitat e comunità delle piccole isole, è sempre presente in numero rilevante. Un recente censimento  ha rilevato la nidificazione di circa 600 coppie; la consistenza del nucleo, confrontata con le stime degli ultimi 10 anni in cui il contingente nidificante oscillava tra le 800 e 1800 coppie, è in ogni caso notevole.   Sopralluoghi primaverili hanno confermato che le popolazioni di anfibi e rettili non hanno risentito negativamente; lucertole,  biacchi, vipere e discoglossi sardi (unico anfibio dell’Isola) sono stati rinvenuti durante conteggi standardizzati e in particolare quest’ultima specie è stata osservata in quasi tutte le pozze d’acqua ispezionate».

Per maggiori informazioni:  

http://www.montecristo2010.it/relazioni_dettaglio.asp?C=0810387AOO3249052042

greenreport

Lug 2, 2012 - natura amica    No Comments

Grosseto: L’airone bianco

Un grande ed elegante Airone, interamente bianco, con zampe e collo molto lunghi; in particolare il collo si presenta sottile e angoloso ma poco evidente in posizione di riposo. In inverno il lungo becco è giallo con una macchia nera sulla punta che nel periodo riproduttivo spesso si estende fino a ricoprirlo interamente. Le zampe sono in genere nerastre ma nel periodo riproduttivo la parte più prossima al corpo può assumere colorazione giallo-rossastra; gli adulti durante la nidificazione sviluppano delle vaporose penne sul dorso e sul petto. L’Airone bianco maggiore può essere confuso con altri Aironi dall’aspetto candido, quali la più comune Garzetta, dai quali si distingue fondamentalmente per le dimensioni, sempre maggiori, l’assenza di creste sul capo e per il becco lungo, robusto e almeno parzialmente giallo. In volo sono particolarmente evidenti le lunghe zampe scure, estese molto oltre la coda, e i battiti d’ala lenti e profondi.
Habitat

L’Airone bianco maggiore si può incontrare nei pressi di acque dolci, calme, in genere poco profonde. Nidifica preferibilmente nei canneti, più raramente sugli alberi, in colonie lasse, anche in compagnia di altri Aironi.

Alimentazione

Si alimenta, di solito, lunghe le rive o nelle acque basse ma lo si può vedere cacciare anche sul terreno; la dieta di questo grande Airone è infatti molto varia e può comprendere invertebrati acquatici, anfibi e pesci alla stregua di rettili, piccoli mammiferi e uccelli.